martedì 30 dicembre 2014

Canile va sott’acqua per il Lambro
Asl chiede i danni all’Agenzia per il Po

Il cedimento dovuto a un cantiere per la centrale elettrica. «Andava controllato l’argine»

di Paola D’Amico



La notte del 15 novembre Parco canile e canile sanitario andarono sott’acqua. Ora la Asl, che ha in comodato d’uso dal Comune una delle due strutture realizzate nel 2010 in via privata Aquila, chiederà i danni ad Aipo (Agenzia interregionale per il fiume Po), che raccoglie l’eredità del disciolto Magistrato per il Po e cura la gestione del reticolo idrografico principale del maggiore bacino idrografico italiano, occupandosi di sicurezza idraulica, di demanio idrico e di navigazione fluviale. La sequenza fotografica scattata nella notte del disastro da alcuni soccorritori e dai veterinari Asl ed un’attenta ricostruzione effettuata nei giorni seguenti dai tecnici hanno permesso di ricostruire la dinamica esatta dell’accaduto.
Il cedimento
A causare la devastazione del Parco canile modello, costato alla giunta Moratti 5 milioni di euro, è stato, infatti, il cedimento di venticinque metri di sponda del fiume Lambro a ridosso di una piccola centrale termoelettrica realizzata di recente da A2A. Il dossier consegnato dai tecnici alla direzione della Asl di corso Italia documenta la fragilità della sponda del fiume a ridosso della centrale. Lì il fiume ingrossato dalla piena, dopo giorni di una pioggia incessante, abbandonò in parte l’alveo naturale e cominciò a scorrere in parallelo avvicinandosi alla tangenziale Est fino a trovare un canale che porta le acque irrigue dei campi attorno al Parco Forlanini dentro il Lambro, invertirne la direzione e scaricarsi dall’alto, con un effetto cascata, nei prati dell’ex Cascina Codovero oggi Parco canile. A distanza di un mese e mezzo volontari, gestori del canile e veterinari ripetono che solo «per miracolo si sono salvati tutti gli animali», oltre quattrocento tra cani e gatti. L’allarme lanciato da due volontari ancora presenti nel canile alle 22.30 del sabato, che videro l’acqua salire a velocità impressionante dalla zona più a sud, la mobilitazione in forze, l’aiuto dei vigili del fuoco sommozzatori, la disponibilità dei rifugi dell’hinterland consentirono di superare la crisi. Oggi le due strutture sono ancora fuori uso.
I danni
L’acqua al livello dei tetti, difficile da far defluire, perché paradossalmente a protezione del canile era stato creato un argine che ha creato l’effetto «catino», ha distrutto ogni cosa, porte, arredi, apparecchiature elettromedicali, impianto elettrico, impianto di riscaldamento. La Asl ha stimato al ribasso i costi dell’alluvione: 300 mila euro. «Siamo in comodato in spazi di proprietà del Comune . spiega il direttore generale Walter Locatelli -. A noi spetta la manutenzione straordinaria ma dire che questo disastro rientra sotto questa voce ci pare una forzatura. Noi chiederemo conto a chi ha la responsabilità di gestire il fiume. Se, poi, sarà dimostrato che altri hanno fatto errori, Aipo potrà rivalersi a sua volta». Il dossier è stato inviato anche al Comune che però non ha ancora completato l’analisi dei costi dell’alluvione. ,Il Parco canile e occupa una superficie di 35mila metri quadri, di cui 31mila per il canile rifugio e 4mila per quello sanitario, 21mila metri sono a prato, con oltre cento fra platani e pioppi, siepi, per la metà, l’area verde e’ destinata a spazi per far sgambare i cani. Il Comitato dei volontari del Parco canile Rifugio ha consegnato una petizione al Sindaco con la preghiera «di adoperarsi perché gli ospiti possano al più presto rientrare nella sede di via Aquila».

http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/14_dicembre_30/canile-va-sott-acqua-il-lambro-asl-chiede-danni-all-agenzia-il-po-3fd0d960-903a-11e4-a207-f362e6729675.shtml

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