domenica 21 dicembre 2014

Bettin: «Stroncare i traffici criminali in città»



L'ANALISI


Il grido d’allarme del sociologo che si batte da anni contro il crimine organizzato: «In gennaio sarà a Venezia la commissione parlamentare Antimafia»

VENEZIA Gianfranco Bettin da tempo chiede la massima attenzione sulle presunte infiltrazioni mafiose al Tronchetto, tanto da ricevere, recentemente, anche delle minacce dopo un intervento pubblicato sul nostro giornale. Ora l’ex assessore sottolinea: «Mai più sottovalutazioni o complicità. Per questo proprio oggi (ieri ndr) ho interessato la Commissione Antimafia, che a gennaio sarà a Venezia, proprio per occuparsi del caso Tronchetto». Già durante la prima giunta di Massimo Cacciari la Commissione Antimafia si era occupata della situazione al Tronchetto quando al centro delle inchieste c’era la criminalità locale. «Ancora una volta bisogna essere grati al Ros dei carabinieri per la tenacia e la professionalità con cui agisce nella vicenda del Tronchetto. Nata sia dalle recenti rivelazioni del boss mafioso Vito Galatolo (che lavorava alle dipendenze di una delle ditte del Tronchetto, fino a quando non è stato arrestato lo scorso giugno a Mestre, dove risiedeva) sia dalle indagini che da anni la procura di Venezia, i Carabinieri e altre forze dell’ordine conducono sulla variegata e controversa, con certissime caratteristiche criminali, realtà del Tronchetto, l’operazione odierna è di eccezionale importanza e conferma il fondato rischio di una presenza malavitosa di altissimo livello e di un’alleanza tra delinquenti locali e Cosa Nostra», ribadisce Bettin, che già in passato aveva denunciato pubblicamente questa commistione. «Dopo l’arresto di Galatolo, dopo le prime notizie sui suoi rapporti con la realtà del Tronchetto, ma anche dopo la recente sconcertante sentenza di appello, avevo provveduto a inviare una prima documentazione alla Commissione parlamentare Antimafia (anche in relazione ai messaggi minatori ricevuti dopo i miei interventi fra l’altro proprio dedicati al Tronchetto) - continua l’ex assessore -. Attraverso il deputato Claudio Fava, era stato interessato l’ufficio di presidenza che ha ipotizzato una trasferta a Venezia per gennaio proprio sulla vicenda del Tronchetto. Sarà l’occasione per valutare anche quanto emerge da quest’ultima preziosissima indagine e da questa clamorosa operazione». Gianfranco Bettin ora si augura che nessuno minimizzi più, che si rompa definitivamente una certa coltre di indifferenza, che vengano stroncati finalmente annosi traffici criminali che lucrano su un settore strategico e redditizio, come il turismo. Bettin chiede che «vengano disvelati e recisi i legami eventuali con le organizzazioni mafiose. Bisogna capire se attraverso il turismo vengano riciclati profitti di origine criminale, che in tal modo altererebbero la concorrenza e inquinerebbero un settore strategico dell’economia. Bisogna capire di quali eventuali complicità si nutre questo “sistema, a cominciare da quelle politiche. Bisogna capire se attorno a questo affare stiano convergendo o siano già confluiti nuovi poteri criminali». Spesso forze dell’ordine e magistratura hanno cercato di «liberare il Tronchetto, la porta della città e una delle realtà dell’industria turistica più redditizie». Bettin spera che si «continui a liberare la città, come si è fatto con il sistema Mose e con l’affare delle bonifiche a Marghera. Il futuro di Venezia passa anche di qui».

http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2014/12/19/news/bettin-stroncare-i-traffici-criminali-in-citta-1.10526636

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