sabato 6 dicembre 2014

Bergamo. Presepe vietato a scuola, discriminatorio verso i non cristiani

Niente pastorelli, capanna e Gesù bambini, perché il presepe discriminerebbe gli alunni non italiani che all'istituto De Amicis sarebbero il 30%. E Salvini cavalca l'onda della polemica.
Bergamo. Presepe vietato a scuola, discriminatorio verso i non cristiani-P.G.- All’istituto De Amicis nel quartiere Celadina di Bergamo, il presepe non si farà. Il divieto, se così si può chiamare, arriva direttamente dal preside della scuola, LucianoMastrorocco, il quale ha deciso di vietare la capanna, il bue, l'asinello, Maria, Giuseppe e il bambin Gesù per non turbare, o meglio, per non discriminare, chi professa una fede differente da quella cristiano-cattolica.
All'istituto gli alunni non italiani sono il 30 per cento e in alcune classi  raggiunge addirittura il 50%, proprio per questo motivo, la richiesta, avanzata nei giorni scorsi, da un'insegnate di allestire un presepe è stata bocciata.
"La scuola pubblica è di tutti e non va creata alcuna occasione di discriminazione – ha commentato Mastrorocco al Corriere di Bergamo – In classe ognuno può portare contributo, ma accendere un focus cerimoniale e rituale può risultare soverchiante per qualcuno che potrebbe subire ciò che non gli appartiene. Non sono l'anticristoma questo è l'orientamento che ho dato all'istituto da otto anni, quando sono arrivato qui. E' stato un modo per rispettare tutti".
Alcuni raccontano che lo scorso anno un presepe, in almeno una classe, era stato fatto, ma, a quanto pare, tenendo all'oscuro il preside, il quale al Corriere di Bergamoha detto: "A me non risulta che l’anno scorso sia stato fatto un presepeEra stato allestito nell’atrio un villaggio agreste, per ricordare che siamo un’unica razza. È stato un modo per rispettare tutti", aggiungendo che anche il corpo docente è d'accordo con questa linea di pensiero e che, alla sua porta, sarebbe arrivata una sola lamentela da parte di un solo genitore.
Ed infatti, secondo quanto riporta L'Eco di Bergamo, fuori da scuola, tra i genitori,non sembra che il dibattito abbia preso particolarmente piede tra i genitori, tutt'altro, chi professa la religione musulmana dice di essere in linea di massima d'accordo con il provvedimento del preside, tra gli ortodossi, la mancanza del presepe "non fa né caldo né freddo", mentre tra i genitori italiani, alcuni hanno detto che "non è il primo anno che il presepe non si fa".
Tuttavia, Andrea Camozzi, rappresentante di classe di una terza elementare, il quale ha sollevato la questione, dice che ci sarebbero una ventina, tra mamme e papà, contrari al divieto del presepe a scuola, tra i quali figura anche il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Fabio Gregorelli: "Il presepe non offende nessuno – dice -. Vietarlo a scuola è un’assurdità".
A cavalcare l'onda di indignazione – vera o apparente –  Matteo Salvini che sul suo profilo Facebook commenta: "Pazzesco. All'Istituto De Amicis di Bergamo il preside ha VIETATO IL PRESEPE. Luciano Mastrorocco, il dirigente ANTI-NATALE, dice infatti che 'la favoletta che la cultura europea è figlia di tante cose, tra cui il cristianesimo, non sta più in piedi'. E poi ancora 'non va creata alcuna DISCRIMINAZIONE… in questa scuola gli alunni non italiani sono il 30%… qualcuno potrebbe subire ciò che non gli appartiene… a scuola non ci devono essere simboli che dividono'. Una VERGOGNA".
Poi Salvini conclude: "È questo il modello di 'scuola' che dovrebbe educare i nostri figli? Perché togliere ai bambini, di qualunque razza e cultura, il bello del Natale? Quasi quasi, sabato pomeriggio, il Presepe a quella scuola lo porto io. Cosa ne pensate?"

http://www.articolotre.com/2014/12/bergamo-presepe-vietato-a-scuola-discriminatorio-verso-i-non-cristiani/

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