domenica 14 dicembre 2014

A cena col Duce. Così il 28 ottobre i nostalgici del fascismo ricordano la marcia su Roma

Ai tempi del Movimento Sociale italiano politici e militanti consideravano il 28 ottobre, anniversario della Marcia su Roma una sorta di «capodanno» da celebrare con eventi, cene e rievocazioni storiche.
Dopo la svolta di Gianfranco Fini agli inizi degli anni 90, la classe politica di destra ha continuato a ricordare l’evento, ma in forma privata. Solo chi è rimasto fedele al duce continua a farlo ancora oggi, a celebrarlo con pellegrinaggi a Predappio e banchetti in tutta la penisola, cantando Faccetta Nera o facendo il saluto fascista. I camerati più nostalgici prendono persino un giorno di ferie.
«Non c’è nessuno scandalo. Il 28 ottobre è una giornata storica che dovrebbe diventare una festa nazionale», ha dichiarato a Lettera43.it Roberto Jonghi Lavarini, esponente del Popolo della Libertà a Milano.

Le cene fascistissime

Invito di Forza Nuova per le celebrazioni del 28 ottobre 
Persino alcuni esponenti del partito di Silvio Berlusconi, oltre a quelli della Destra di Francesco Storace o di Forza Nuova, si ritroveranno a tavola per una cena all’apparenza informale. In realtà, si tratta di una rievocazione privata della Marcia su Roma, data che molti ex missini o uomini della destra sociale hanno ancora particolarmente a cuore.
Tra loro, secondo fonti del centrodestra, ci saranno Giuseppe Ciarrapico, detto il Ciarra, Teodoro Buontempo, detto er pecora, e Paola Frassinetti, deputata vicina al sindaco di Roma Gianni Alemanno. Ma è probabile che siano molti di più.
Secondo indiscrezioni, dovrebbe esserci anche Cesare Previti, ex missino, ministro della Difesa nel primo governo Berlusconi, noto, tra l’altro, per il tatuaggio dell’aquila romana che ha sul braccio destro.
Prima della svolta finiana, ai tempi dell’Msi, al ricordo del 28 ottobre non mancavano nemmeno Ignazio La Russa, attuale ministro della Difesa, e Riccardo De Corato, vicesindaco di Milano.
Tra le organizzazioni più attive nelle celebrazioni del 28 ottobre c’è l’Ordine dell’Aquila Romana, «organizzazione di merito di impronta cavalleresca», come si autodefinisce, rinata nel 1997 dopo l’abolizione giuridica del 1944. Gli addetti ai lavori sono sicuri che vi sarà almeno una cena rievocativa in ogni provincia italiana.
A Milano sono previsti almeno quattro banchetti, con saluto degli ex combattenti della Repubblica Sociale Italiana (Rsi). Uno in piazza Aspromonte, sede di Forza Nuova.
I seguaci di Roberto Fiore hanno usato l’ironia per reclamizzare l’evento. Sul sito dei militanti, il post è esplicito «Indovina chi viene a cena?». E poi: «Ogni riferimento a persone e/o eventi è del tutto casuale». La serata  si conclude con canti, brindisi, lotteria tematica: la quota di partecipazione è di 35 euro.
Chi vuole placare la propria nostalgia «fascistissima», può scegliere, in alternativa, la pizzeria Paradiso di via Plana, dove per l’occasione vengono serviti menù speciali: maccheroni alla D’Annunzio (con pancetta), risotto al nero di seppia, tortelloni tricolore, brasato del camerata con polenta, capretto e moschetto (scottadito col manico), contorno impero (pinzimonio), palle del negus (profiteroles) o torta di nonna Rachele. Il tutto accompagnato da “vino nero”.

Polemiche per la processione di Predappio

Il duce Benito Mussolini 
A Predappio, il paese del forlivese che ha dato i natali al duce, le celebrazioni sono in programma per domenica 31 ottobre. Una processione, con tanto di crocifisso, parte dalla chiesa di San Antonio diretta al sepolcro di Mussolini. Dove Don Giulio Tam, sacerdote lefevbriano di Sondrio, recita un rosario. Dopo l’omaggio alla tomba del duce, la giornata si conclude nelle trattorie della zona. L’evento sta provocando più di un mal di pancia in giunta.
«Che cosa c’entra con la storia di Mussolini», si chiede il sindaco della città, Giorgio Frassineti, Pd, alla guida di una coalizione di centrosinistra, «un corteo guidato da un prete sospeso a divinis? Che cosa c’entra la grande croce di legno che porteranno in corteo? Voglio che Predappio sia conosciuta non solo per i rituali nostalgici».
Rituali che però fanno la felicità di commercianti e ristoratori. I negozi, su richiesta degli esercenti, saranno infatti aperti in vista del previsto aumento dei “turisti del duce”. Per non parlare del business dei gadget fascisti, particolarmente redditizio.
A Frassineti ha replicato Carla Puccini, vedova di Romano Mussolini, figlio del duce. «Se al sindaco non piacciono manifestazioni di questo tipo, allora potremmo, previo accordo di tutta la famiglia, portare via da Predappio la tomba di Benito Mussolini, magari spostandola a Roma. Predappio è nota in tutto il mondo perchè qui è nato e riposa Mussolini. Grazie a lui arrivano circa 100 mila visitatori all’anno. Senza la tomba la città morirebbe». (di Alessandro Da Rold)


http://infosannio.wordpress.com/2010/10/27/a-cena-col-duce-cosi-nostalgici-del-fascism

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