giovedì 11 dicembre 2014

1. NON È CANDIDATA AL QUIRINALE, MA ANCHE GIOVANNONA MELANDRI FINISCE SUO MALGRADO NELLO SCANDALO DI “MAFIA CAPITALE”. “IL COMMERCIALISTA DEL CLAN NELLA FONDAZIONE UMANITARIA DELLA MELANDRI”. QUESTA LA REAZIONE ‘’FURIOSA’’ DELLA MELANDRINA SUL MALANDRINO: “STEFANO BRAVO È IL MIO COMMERCIALISTA DA 15 ANNI’’ - 2. RENZAPOPPIN' SCHERZA COL FUOCO (DELLA TROIKA) PER DRAMMATIZZARE LA SITUAZIONE E ANDARE ALLE URNE ANTICIPATE IN PIENO SCONTRO CON L’EUROPA. PARE CHE BERCIANDO CONTRO BRUXELLES SI GUADAGNINO VOTI, MA SE DEVI GOVERNARE È UN PO’ RISCHIOSO (PER NOI). IL PREMIER TOSCO-SPACCONE E’ UN TIPINO BUONO A NIENTE PERÒ È CAPACE DI TUTTO



a sinistra il procuratore aggiunto di milano alfredo robledo, a destra il procuratore capo edmondo bruti liberatiA SINISTRA IL PROCURATORE AGGIUNTO DI MILANO ALFREDO ROBLEDO, A DESTRA IL PROCURATORE CAPO EDMONDO BRUTI LIBERATI

Colin Ward (Special Guest: Pippo il Patriota) per Dagospia

1. AVVISI AI NAVIGATI
Renzi Juncker Van RompuyRENZI JUNCKER VAN ROMPUY
Jean-Claude Juncker minaccia apertamente l’Italia: se non interverremo per metterci in regola con il patto di Stabilità e crescita, a marzo “le conseguenze saranno spiacevoli”. Il presidente della Commissione Ue ha lanciato il suo avvertimento in un’intervista al quotidiano tedesco “Faz” in cui si è giustificato per non aver stangato Francia e Italia già a novembre. La minaccia non va presa sotto gamba, come invece sembra fare il governo italiano che ieri ha risposto con orgoglio per bocca del ministro Padoan: “Niente diktat. Le riforme le facciamo perché servono a noi e non perché ce lo dicono gli altri”.

Il calendario delle riforme italiane, quelle che possono interessare l’Europa, è desolatamente vuoto. Mancano i decreti attuativi del Jobs Act, che saranno emanati nei prossimi mesi, ma nel prossimo trimestre le Camere saranno impegnate con le votazioni per il nuovo presidente della Repubblica, con la legge elettorale e con la riforma del Senato, ovvero con due leggi che non hanno ricadute sull’economia.

padoanPADOAN
Inoltre abbiamo già escluso ufficialmente una nuova manovra da 6-7 miliardi, che è proprio quella che ci servirebbe per portare allo 0,5% l’aggiustamento strutturale del debito. Insomma, non si capisce con quali argomenti l’Italia si presenterà a marzo in Europa per chiedere clemenza.

C’è quasi il sospetto che a Palazzo Chigi si voglia scherzare col fuoco (della Troika) per drammatizzare la situazione e andare alle urne anticipate in pieno scontro con l’Europa. Pare che berciando contro Bruxelles si guadagnino voti, ma se devi governare è un po’ rischioso. Il premier spaccone però è capace di questo e altro.


2. MONITATE, MONITATE, QUALCOSA RESTERÀ
giorgio napolitanoGIORGIO NAPOLITANO
Il discorso di Re Giorgio all’Accademia dei Lincei oscura le minacce di Juncker e costringe i giornaloni di Lorsignori all’esegesi della fuffa. Il presidente della Repubblica se la prende più con “l’antipolitica” e con l’antieuropeismo che non con la degenerazione della politica – e la corruzione – che li hanno generati.

Corriere: “Corruzione e antipolitica eversiva. Napolitano chiede una riscossa. Il presidente contro il ‘degrado’ e le ‘svalutazioni distruttive”. La reazione di Grillo: stia attento, rischia la denuncia per vilipendio del Movimento Cinque Stelle” (p. 5). Su Repubblica, “Napolitano: ‘Antipolitica eversiva’. Il commiato del Capo dello Stato all’Accademia dei Lincei: stop al degrado morale e sociale del Paese. Allarme per la patologia populista che catalizza la rabbia dei cittadini e può ‘degenerare in violenza” (p. 4). Come si vede ha volato assai alto.

Beppe grillo a palermoBEPPE GRILLO A PALERMO
La Stampa impreziosisce il resoconto con gli immancabili “ggiovani”: “Il Presidente e l’appello ai giovani: “Basta faziosità, dovete reagire con urgenza” (p. 2). Ma reagire a che cosa? Il Cetriolo Quotidiano critica l’inquilino (ancora per poco) del Colle: “Napolitano scaricabarile, attacca Grillo e pure Renzi. Il presidente più duro con l’’antipolitica’ (‘patologia eversiva’) che col malaffare. Lascia un’Italia in macerie, ma dà la colpa agli altri: al M5S che ha reso ‘violento’ il Parlamento e al premier ‘banditore di smisurate speranze” (p. 1). Il Giornale squaderna una prima pagina durissima: “Il depistaggio di Napolitano. Si allarga lo scandalo della sinistra romana e il presidente accusa di eversione Lega, Grillo e giornali”.


3. IL NAZARENO SCRICCHIOLA
MATTEO RENZI A BERSAGLIO MOBILEMATTEO RENZI A BERSAGLIO MOBILE
Il governo va sotto in commissione Affari costituzionali alla Camera: i frondisti di Pd e Forza Italia hanno approvato, insieme con grillini e leghisti, un emendamento che elimina i senatori a vita di nomina quirinalizia. “Il voto – spiega oggi il Corriere – è l’ennesima prova della faida contro il patto del Nazareno siglato da Matteo Renzi e Silvio Berlusconi e ha scatenato la reazione del premier, i cui fedelissimi evocano il voto anticipato” (p. 1). Ma è anche la prova che Renzie, senza i voti del Banana, fa poca strada.

Repubblica spiega la strategia del premier: “Matteo sfida il fuoco amico: se si va alle urne, tanti ribelli resteranno fuori dalle Camere. Il premier per ora frena i suoi: ‘La minoranza cerca visibilità. In aula finisce come il Jobs Act’. Per Renzi sta crescendo la spinta alla scissione. E da Fi l’avviso di Fitto: ‘Oggi solo un antipasto’” (pp. 2-3). La Stampa fa da cassa di risonanza al terrorismo di Matteuccio: “Se falliamo noi, arriva la Troika” (p. 2). La sensazione è che possa arrivare comunque, se non c’è un colpo d’ala nella gestione dell’economia. Per il Messaggero, “Il premier: prove di scissione Pd. Basta agguati, così dritti al voto” (p. 9).


4. OPERAZIONE MONDO DI MERDA
rosalba piccinni silvio berlusconi 6ROSALBA PICCINNI SILVIO BERLUSCONI 6
Non è candidata al Quirinale, ma anche Giovanna Melandri finisce suo malgrado nello scandalo di “Mafia Capitale”. Colpa di un commercialista border line. Corriere: “Lo spallone che riciclava i soldi creò la fondazione di Melandri”. Questa la reazione di Giovannissima: “Stefano Bravo è il mio commercialista da 15 anni. Sono addolorata ma anche furiosa per quanto sta accadendo. L’8 dicembre gli abbiamo inviato una lettera per chiedergli di lasciare ogni incarico, sia pure nella speranza che possa chiarire la propria posizione”. La fondazione si chiama “Human Foundation” ed è il fiore all’occhiello della presidente del Maxxi (Corriere, p. 9).

Dispiacere per la Melandrina anche dalla Stampa: “Anche le cosche coinvolte nella rete della banda Buzzi. E lo ‘spallone’ risultava tra i fondatori della Human Foundation della Melandri” (p. 8). Idem sul Messaggero: “Il commercialista del clan nella fondazione umanitaria” (p. 6).
giovanna melandriGIOVANNA MELANDRI

stefano bravoSTEFANO BRAVO
Repubblica punta ancora sulle cooperative di Buzzi e spara: “Minacce, aggressioni e avvertimenti mafiosi, l’ombra di Buzzi sui tumulti di Tor Sapienza. La coop che gestiva il centro minori preso d’assalto era stata per anni nel mirino della ’29 giugno’ e dei suoi sgherri. ‘Ti facciamo cambiare città’. E dopo la rivolta il braccio destro di Carminati disse: ‘Ora ce li abbiamo in pugno’” (p. 9).

Il Cetriolo Quotidiano segnala una simpatica coincidenza: “Rebibbia 1982: Buzzi Carminati e Alemanno dividevano la galera. L’ex sindaco dentro per una molotov all’ambasciata dell’Urss, il ‘re di Roma’ per una misura antiterrorismo e l’uomo delle coop per l’omicidio di un vecchio complice” (p. 5). Il Giornale si frega le mani: “Nuova ondata di arresti in arrivo. I pm puntano a nomi eccellenti” (p. 2).


5. NON FA SOSTA LA SUPPOSTA
Dunque Juncker ci lancia un nuovo avvertimento e noi ce ne freghiamo. Corriere: “Juncker: riforme o Italia a rischio. Ma Padoan: ‘Niente diktat’. Il ministro del Tesoro: ‘Le facciamo perché servono, non per l’Ue” (p. 11). La Stampa scruta (con preoccupazione) i mercati: “Effetto Atene su Roma, sale lo spread. Cento punti ci costerebbero 2,5 miliardi. Ma i mercati non hanno paura e l’asta dei Bot fa il pieno” (p. 5). Il Messaggero ricorda: “Bce pronta a comprare bond se la crisi greca si aggraverà” (p. 10).
massimo carminatiMASSIMO CARMINATI

Sul fronte della manovra, “Legge di stabilità, slitta la local tax. Pressing per ammortizzatori più forti. Braccio di ferro con le Regioni che si oppongono a un taglio di 4 miliardi. Cambierà la tassa sui fondi pensione” (Repubblica, p. 11). L’assalto alla legge non si placa.


6. TOGHE ROTTE
Punto a favore di Robledo nell’interminabile lotta ai vertici della procura di Milano. “I pm su Robledo e l’avvocato della Lega: archiviare. ‘Nessun reato, contatti forse inopportuni’. Il Csm: ok al piano di Bruti, ma critiche su area Expo” (Corriere, p. 29).

SALVATORE BUZZISALVATORE BUZZI

7. LE TASSE DEI COLOSSI
Si estende lo scandalo “Luxleaks”: “Da Disney a Telecom, si allarga lo scandalo fiscale. Altre 35 aziende, tra cui anche Skype, si aggiungono alle multinazionali che hanno ricevuto sconti nel Lussemburgo di Juncker. Ecco quello che emerge sul caso Luxleaks dai documenti del consorzio internazionale investigativo dei giornalisti” (Repubblica, p. 12).


8. LINGOTTI IN FUGA
E a proposito di fisco e furbetti, ecco l’ultima da casa Fiat: “Anche Ferrari espatria. Marchionne pensa a Londra e all’Olanda. Possibile trasferimento delle sedi fiscale e legale”. Segue commento puntuto di Repubblica: “La strategia che si delinea è chiara: l’Italia serve perché fa brand e produrre una Ferrari o una Maserati nello stato del Michigan non sarebbe la stessa cosa. Così nella Penisola conviene mantenere gli stabilimenti e un presidio nell’editoria in grado di influenzare l’opinione pubblica. Ma non pagare le tasse. Quelle è molto meglio esportarle altrove” (p. 26).


Sul Corriere, Salvatore Bragantini fa notare non senza coraggio che “nessuna grande impresa francese o tedesca medita di andarsene, e Obama, dopo aver marchiato come ‘disertori societari’ quanti lo progettano, ha attuato misure per costringere chi progetta la tax inversion a ripensarci. L’Italia non ha la forza di farlo, pensano in Fiat Chrysler, e avran fatto bene i conti” (p. 37). 

gianni alemanno 3GIANNI ALEMANNO 3
http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/non-candidata-quirinale-ma-anche-giovannona-melandri-finisce-suo-90446.htm

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