venerdì 12 dicembre 2014

1. LE MAIL HACKERATE ALLA “SONY PICTURES” SCODELLANO UNA HOLLYWOOD AL CETRIOLO - 2. I RAPPORTI TRA AGENTI DELLE STAR E PRODUTTORI PER ORGANIZZARE NUOVI FILM, SONO ALL’INSEGNA DELLA MERDA ADDOSSO CON I DIVI TRATTATI COME MEGALOMANI VIZIATI - 3. “LA JOLIE È UNA SEGA. STO DISTRUGGENDO LA MIA CARRIERA PER UNA MOCCIOSA MINIMAMENTE TALENTUOSA IL CUI FILM “CLEOPATRA” E’ UN BAGNO DI EGO DA 180 MILIONI $” - 3. SE LEONARDO DICAPRIO VA ALLISCIATO DI COMPLIMENTI PER FARE STEVE JOBS, MICHAEL FASSBENDER NON PUO’ ANDARE PERCHE’ ‘’TI FA VERGOGNARE DI AVERE GENITALI NORMALI” - 4. NEL LEAK FINISCE ANCHE OBAMA, VITTIMA DI UNA SERIE DI BATTUTE VAGAMENTE RAZZISTE


scott rudinSCOTT RUDIN

Gli stereotipi sull’industria hollywoodiana esistono da quando esiste Hollywood, ma si pensava fossero caricature, si credeva che, all’interno, le conversazioni fra star e agenti cinematografici, o fra impiegati degli studi, ambissero alla normale collaborazione su grandi progetti. Possibile si tratti di un manipolo di folli, megalomani viziati che imprecano a vicenda e si tirano merda addosso? A guardare le e-mail di “Sony leaks” sembra proprio così.

Molte mail riguardano il biopic su Steve Jobs, su cui la Sony ha lavorato per anni, convocando diversi attori e registi: David Fincher e Christian Bale, Danny Boyle e DiCaprio, poi ancora Bale, Fassbender, più o meno tutti quelli che potevano permettersi, ma alla fine il film lo ha fatto l’”Universal”.

megan ellison con il cast di american hustleMEGAN ELLISON CON IL CAST DI AMERICAN HUSTLE
Le mail sono fra il produttore Scott Rudin e il co-presidente di “Sony Pictures” Amy Pascal, e l’oggetto della discussione è Angelina Jolie, che voleva essere diretta dal regista David Fincher in “Cleopatra”, impedendogli così di dirigere il film su Jobs. Rudin scrive a Pascal: «Questa è una sega per cui non ho tempo. Sto distruggendo la mia carriera per una mocciosa minimamente talentuosa che è solo una celebrità». Aggiunge che la Jolie è infuriata perché il suo “giocattolo” non è ancora pronto e chiama il film “un bagno di egocentrismo da 180 milioni di dollari”. Invita a “chiudere la bocca di Angie prima che lei intralci il lavoro di Ficher su Jobs”.

La Pascal risponde con minacce: «Stai oltrepassando la linea. Non provare a farlo o vedrai che succede. Sono mortalmente seria». La celebrità è a tutti gli effetti una primadonna o almeno così la vede chi lavora con lei. Scrive Rodin sulla Jolie: «Non c’è nessun “Cleopatra” da fare, non capisco l’insano e rampante ego di questa donna e il costo di un simile film. Se non le dici che non ci piace il copione (e ti ricordo che non piace nemmeno a lei), lo farò io stesso».
leonardo di caprioLEONARDO DI CAPRIO

Le celebrità sono trattate come bambini da coccolare e lusingare. L’agente Robert Newman scrive a Leonardo DiCaprio: «In questi ultimi anni, dopo “The beach”, tu e Danny Boyle siete cresciuti incommensurabilmente. Con il nuovo testo creerete un personaggio che sarà il “Citizen Kane” di questa generazione. Steve Jobs arrivò dal nulla per cambiare il mondo e non c’è nessun attore che possa comunicare la sua storia alla gente meglio di te”.
michael fassbender nudoMICHAEL FASSBENDER NUDO

Gli attori sono spesso trattati come merce di scambio. La Sony era in cerca di un nome per il ruolo di Jobs e cominciò a sparare: «Fassbender non è ancora una stella ma è un bravissimo attore che sta facendo ottime cose». La risposta del produttore Michael DeLuca: «Peccato ti faccia vergognare di avere genitali normali».

Nel leak finisce anche Obama, vittima di una serie di battute vagamente razziste. Amy Pascal, scrive sempre al produttore Scott Rudin, prima di una cena nel novembre 2013: “Cosa chiedo al presidente?”. “Chiedigli se vuole finanziare un po’ di film”. Lei allora comincia a scherzare: “Dubito. Forse dovrei chiedergli se gli è piaciuto DJANGO”, film di Tarantino sulla schiavitù.

A quel punto ci prendono gusto, con Rudin che replica “12 Years”, ovvero “12 anni schiavo”, e lei che continua “Forse The Butler, o Think like a man”, tutti film con protagonisti neri.
kevin hartKEVIN HART

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