domenica 30 novembre 2014

Zidane: «Alla Juve flebo, iniezioni e creatina»


IL PROCESSO / IL GIOCATORE FRANCESE HA RACCONTATO IN AULA TUTTO QUELLO CHE FACEVA A TORINO ANCHE UN' ORA PRIMA DALLE PARTITE


La confessione: «Né prima in Francia né dopo al Real mi hanno mai somministrato lo stesso integratore»

DAL NOSTRO INVIATO TORINO - «La creatina l' ho presa soltanto alla Juventus. Mai prima, in Francia, e mai dopo, al Real Madrid. Ne prendevo due o tre grammi durante la settimana, quando c' erano molti impegni. E anche durante l' intervallo, tra un tempo e l' altro della partita. Chi ci dava le bustine? A volte il dottor Agricola, a volte il dottor Tencone. Le flebo? Sì, le facevo alla vigilia del match nella camera d' albergo. Flebo di vitamine, così almeno mi dicevano i medici. Il Samyr? Sì, l' ho assunto spesso, prima e dopo la gara. Che cos' è? Vitamine, così almeno mi dicevano i medici (è un antidepressivo, ndr). L' esafosfina? Sì, l' ho assunta. Il Neoton? Non ricordo bene, ma se nel ' 98 ho dichiarato di averlo preso, è sicuramente così. Iniezioni per endovena? Sì, le ho fatte, anche un' ora prima della partita. Chi stabiliva se e quando fare la flebo o l' iniezione? Il medico. Del resto, senza vitamine è impensabile giocare 70 partite all' anno...». È Zinedine Zidane, proprio lui, con un filo di voce, a raccontare al giudice Giuseppe Casalbore la sua esperienza alla Juventus. Dopo due convocazioni andate a vuoto, il giocatore francese, al Real Madrid dal 2001, approfittando di un infortunio che lo sta tenendo lontano dai campi, si è presentato in aula a Torino, dov' è in corso il processo che vede imputati l' amministratore delegato bianconero Antonio e Giraudo e il medico sociale Riccardo Agricola, accusati di aver violato la legge sulla frode sportiva. A differenza della stragrande maggioranza dei suoi colleghi ascoltati nel dibattimento, Zidane ha ricordato quasi tutto. Pochi i «non so», i «non ricordo». Anzi, ha destato una certa sorpresa la sua sicurezza quando ha catalogato farmaci come il Samyr e l' esafosfina tra le vitamine, sottolineandone la necessità di assunzione in risposta a un calendario troppo fitto di impegni. «Chi dice che senza vitamine non si possono giocare 70 partite?», gli hanno chiesto il giudice e il pubblico ministero. E Zidane: «Lo dico io. Se ho fatto degli studi? No. Beh, lo dico perché ne parlavo con i medici e con i miei compagni». Prima di Zidane, Casalbore aveva voluto riascoltare Gianluca Vialli. L' ex attaccante bianconero, durante un' intervista a «Radio Radio», un' emittente privata romana, successiva alla sua prima testimonianza, aveva parlato, tra le altre cose, dell' esistenza nel calcio «di doping consapevole e inconsapevole». Aveva anche aggiunto che «se il processo fosse stato presentato in un altro modo, ci sarebbe stata una maggiore collaborazione dei calciatori», infine che nel calcio «la ricerca si era spinta oltre, e si era arrivati sul filo». Il giudice Casalbore e il pm Gianfranco Colace in maniera sempre più stringente hanno chiesto conto di queste dichiarazioni, invitando Vialli a spiegare e a chiarire che cosa volesse dire. Ma l' ex giocatore non ha saputo (o voluto?) chiarire nulla, facendo invece irritare palesemente Casalbore. «Ho espresso solo delle opinioni, non ho delle verità. Leggo i giornali, cerco di farmi un' idea, tutto qui. Qualche mio collega credo si sia sentito trattato come un colpevole dall' accusa, e questo non è bello. E poi, è difficile per me rispondere alle domande se lei mi tratta come se volessi ricordarmi ciò che voglio, come se non mi credesse». «Perché, dobbiamo?», ha chiosato secco il giudice. Nella parte conclusiva dell' udienza, che si era aperta con la replica del professor Gianni Benzi, consulente dell' accusa, al dottor Agricola, Casalbore ha nominato i due esperti che dovranno effettuare la perizia super partes: il professor Eugenio Muller, ordinario di farmacologia all' università di Milano, e il professor Giuseppe D' Onofrio, ematologo del Policlinico «Gemelli» di Roma (quest' ultimo ha sostituito il professor Giovanni Melioli del «Gaslini» di Genova, struttura ospedaliera che ha avviato una stretta collaborazione con la Juventus negli ultimi anni). I due esperti dovranno rispondere ai diversi quesiti posti loro dal giudice (dalla somministrazione dei farmaci in linea o meno con le indicazioni terapeutiche al significato delle variazioni di ematocrito e di emoglobina, ecc.). Si son presi 90 giorni di tempo per farlo. La prossima udienza è stata fissata per venerdì 11 giugno. Giuseppe Toti L' ACCUSA di Guariniello I PM «Liposon forte» Soltanto la Juventus, negli anni dal 1994 al ' 98, ai sorteggi antidoping ha dichiarato di aver usato il «Liposom forte». E solo la Juve, nel ' 94, ha dichiarato il Samyr, accompagnata l' anno dopo da un' altra formazione. Questi alcuni dati che i pm Colace e Panelli hanno evidenziato nel lungo rapporto elaborato dall' accusa. FASCICOLO «Frode» La Procura starebbe valutando l' apertura di un fascicolo per il reato di «frode processuale» per il comportamento di un consulente e di alcuni testimoni. PAROLA alla difesa CHIAPPERO «Sorpresi» In merito all' ipotesi di apertura di un fascicolo per «frode processuale», l' avvocato difensore della Juve Luigi Chiappero (foto) si è dichiarato sorpreso che «tale ipotesi venga avanzata durante una fase del processo in cui i periti nominati dal giudice stanno per iniziare il proprio lavoro valutativo» LA TESI «Interferenza» «Si tratta di un' interferenza quantomeno inopportuna su valutazioni che spettano esclusivamente al giudice con la sentenza e prima ancora ai periti da lui nominati».
Toti Giuseppe
Pagina 40
(27 gennaio 2004) - Corriere della Sera

http://archiviostorico.corriere.it/2004/gennaio/27/Zidane_Alla_Juve_flebo_iniezioni_co_9_040127124.shtml

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