mercoledì 12 novembre 2014

Violante: “Ciancimino, in confidenza con Mori, voleva incontrarmi in privato”

Luciano Violante: lo smemorato-Redazione- "Confidenziale". E' così che Luciano Violante definisce il rapporto tra il colonnello Mario Mori e l'ex sindaco di Palermo Vito Ciancimino. Lo fa nell'ambito del processo"Borsellino Quater", in trasferta presso l'aula Bunker di Rebibbia. 
Ascoltato dai pm che tentano di far luce sulla strage di via D'Amelio, l'ex presidente della Commissione Antimafia si sofferma sull'interesse dell'ex sindaco di avere con lui una conversazione privata e degli incontri avuti con Mori. "Lo vidi tre volte", ha rivelato. "La prima poco dopo la mia nomina come presidente in Commissione. Nel corso della conversazione mi disse che Ciancimino era a Roma e che voleva essere sentito in un colloquio personale e riservato. L’ex sindaco di Palermo aveva scritto un libro sulle mafie e poteva essere di interesse. Io risposi che non facevo colloqui personali e se avesse voluto poteva inviare una richiesta formale alla Commissione antimafia".
"La seconda volta", poi, "Mori mi portò il libro di Ciancimino, mentre la terza mi chiese il mio parere sullo stesso. Io rifiutai il colloquio privato: se voleva parlare doveva fare una richiesta formale. Poi Mori nella sua memoria dichiarò di essere d’accordo con me, e cioè che il libro di Ciancimino fosse inutile. Ma allora", è la domanda di Violante, "perchè me lo diede se non all’interno di una cognizione diretta a convincermi a riceverlo?”.
Successivamente, Ciancimino inviò una lettera alla Presidenza della Commissione: in essa sottolineava la propria intenzione di essere ascoltato. A suo dire, doveva offrire un’analisi politica su quanto stesse accadendo in Sicilia. Ricostruzione che, ricorda Violante, venne confermata anche da Mori, il quale, però, aggiunse come Ciancimino, una volta ascoltato, avrebbe "chiesto qualcosa". Il politico, però, non sa a cosa si riferisse: "Non ho approfondito perché non volevo avere alcun rapporto personale con Ciancimino”.
Grazie alla missiva, Ciancimino ottenne l'audizione. Venne fissata in calendario, ma, alla fine, "non se ne fece nulla perché dopo il suo arresto la procura di Palermo doveva finire gli interrogatori e poi vennero sciolte le Camere tra il 1993 ed il 1994″. In seguito, lo stesso ex sindaco negò la sua disponibilità.
Ma Violante parla anche del rapporto tra il Ros e Ciancimino: "era confidanziale", sostiene, "così come avveniva per diverse forze di polizia e personaggi a cavallo tra mafia e così via". D'altra parte, ha aggiunto, "quando chiesi a Mori se avesse informato l’autorità giudiziaria in quella occasione mi disse cche si trattava di rapporto confidenziale e capì che il fatto che volesse ofrrire valutazioni di carattere politico non c’erano i presupposti per informarla. Pensai questo”. 
I pm l'hanno poi interpellato per quanto riguarda la trattativa. “L’idea che mi sono fatto è che la mafia cerchi sempre un dialogo con le istituzioni, poi sta alle istituzioni dire sì o no", ha risposto Violante. "Nel 2009 leggendo le dichiarazioni di Massimo Ciancimino sul giornale dove si diceva che il padre voleva che del patto fossi informato ma che il signor Franco, un soggetto che non so chi sia, assicurava che non sapevo nulla. Io mi ricordai degli incontri con Mori e andai a Palermo spontaneamente, forse a differenza di altri, ad informare la Procura”.

http://www.articolotre.com/2014/11/violante-ciancimino-in-confidenza-con-mori-voleva-incontrarmi-in-privato/

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