lunedì 10 novembre 2014

Torino e l’open source

-M.C.- Recentemente è stato dato l'annuncio della migrazione del parco macchine in dotazione al Comune di Torino al sistema operativo GNU/Linux. Un annuncio inaspettato, coraggioso, forte e sorprendente, che ha destato l'attenzione di tutto il settore su scala nazionale. L'iniziativa, intrapresa dai massimi funzionari del Comune con il sostegno di CSI-Piemonte, non solo risponde ad una linea politica più volte espressa e rinnovata a livello sia comunale (Mozione del 2003, Mozione del 2012) che regionale (Legge 9/2009), ma asseconda anche una tendenza osservata, in particolare negli ultimi mesi, presso altri Enti pubblici grandi e piccoli di tutto il territorio italiano.
Incuriosito, voglio saperne di più. Si sentono spesso usare le parole “open source”, “creative commons”, “Linux” e tante altre…
#DomenicoGuido #Linux #ItalianLinuxSocietyVado a chiedere informazioni a tre giovani esperti del settore: Davide Vergari, tecnico informatico; Stefano Cannillo, tra l'altro organizzatore di Cyberia; Roberto Guido, direttore Italian Linux Society. Incontro informale, di fronte ad un boccale di birra, per colmare la sete di informazioni su questo settore tecnologico non trascurabile.
Infatti nella top 500 dei super-computers del mondo (quelli, per intenderci, con cui la NASA calcola le orbite dei satelliti, con cui si fanno le previsioni meteo e quelli con cui si è definito il genoma umano), oltre il 95% funzionano su un sistema operativo libero (cioè open source).
Ma non solo programmi. Anche conoscenza libera. Per la didattica stanno organizzando “Didattica Aperta – Libero accesso a software e saperi nella Scuola e nell'Università”, che si terrà a Torino il 29 novembre prossimo presso il Dipartimento di Informatica dell'Università degli Studi di Torino (Aula A, in via Pessinetto 12).
Tre i punti a favore dell'open source: consapevolezza; condivisione; collaborazione verso uno scopo comune. Migliaia di persone, infatti, lavorano per costruire e migliorare questi programmi, ne condividono ogni segreto e, quindi, ne sono consapevoli. Alcune conseguenze: basso costo o, tendenzialmente gratuità; condivisione in rete; maggiore sicurezza, poiché migliaia di persone tengono sotto controllo i programma e lo perfezionano costantemente.
Questi i presupposti, principalmente culturali. Quali potenzialità? Sviluppo tecnologico maggiore; una idea sana di globalizzazione, fondata sulla condivisione di differenti identità territoriali. Le persone, in differenti luoghi del mondo lavorano insieme e tecnologie nuove, come le stampanti 3D e l'eporediese “Arduino”, nascono grazie all'open source.
Buon viaggio verso il futuro!

http://www.articolotre.com/2014/11/torino-e-le-liberta-digitali/

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