martedì 18 novembre 2014

Tarquinia. Contestato il sindaco Mazzola che minimizza gli effetti dell’Autostrada Tirrenica


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Il flash mob di fronte al Palazzo Comunale di Tarquinia
Dopo mesi di attesa, l’appuntamento chiesto ripetutamente al Sindaco dal Comitato per il diritto alla Mobilità della Farnesiana (un’area di particolare interesse paesaggistico e agricolo a sud di Tarquinia), sembrava dovesse risolvere i gravi problemi di viabilità e i non pochi disagi, uniti ai rilevanti costi per aziende e residenti, provocati dai lavori della Tirrenica che stanno progressivamente inghiottendo l’Aurelia pubblica. E invece quello che sabato mattina è andato in onda presso il palazzo comunale della cittadina etrusca è parso più un match che un pacifico confronto.
Già le premesse non erano buone. Dopo il flash mob organizzato sulla piazza centrale da una delegazione di abitanti della zona, il sindaco di Tarquinia, Mauro Mazzola, ha ceduto alla richiesta che all’incontro partecipassero i cittadini presenti e non solo tre persone come da lui indicato ai vigili urbani che presidiavano l’ingresso del municipio.
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Il sindaco di Tarquinia, Mauro Mazzola, in una fase animata della discussione
In poco più di un’ora e mezza è andato in onda un vero e proprio match, al limite del contatto fisico, che ha preso avvio dai problemi reali come il dissesto della viabilità secondaria nella zona - considerata insufficiente a sostituire l'Aurelia, ormai ex Strada Statale Aurelia - e la mancata realizzazione del Ponte sul fiume Mignone, un’opera che consentirebbe di far risparmiare agli abitanti oltre 15 km al giorno per recarsi a Tarquinia. Da parte degli abitanti della Farnesiana è stato ricordato come il ponte non fosse stato richiesto dall’amministrazione comunale nel 2010, quando l’iter autorizzativo lo avrebbe permesso.
Il sindaco Mazzola, probabilmente l’unico superstite tra gli amministratori lungo il tracciato della Tirrenica a sostenerne le valenze positive, dopo aver confermato la bontà della scelta dell’autostrada e aver mostrato interventi e diffide - l’ultima di pochi giorni fa, alla SAT per impedire la chiusura dell’accesso all’Aurelia - ha accusato i membri del comitato di essere manovrati a fini politici e in un crescendo di toni e parole, non contemplate dal galateo di un sindaco, ha impedito l'intervento di Marzia Marzoli, nota esponente ambientalista e animatrice del Comitato, adducendo come motivazione il fatto di essere cittadina tarquiniese ma non residente alla Farnesiana. L’attacco più duro è invece stato rivolto verso un altro residente, Marco Tosoni, presidente della locale Confederazione Italiana Agricoltori, che aveva avanzato dubbi sulla correttezza dell’atteggiamento del sindaco sull’intera vicenda.
Il primo cittadino, tra continui battibecchi e interruzioni, ha concluso, in un clima ormai arroventato, affermando che impedirà che l’Autostrada entri in esercizio nel tratto Civitavecchia-Tarquinia prima che venga realizzato il famoso ponte sul Mignone.
La soluzione, secondo Mazzola, è molto semplice, almeno in apparenza: considerato che la costruzione del ponte è prevista nelle opere del Lotto 6B, sarebbe sufficiente far anticipare a SAT i fondi necessari inserendoli nel Lotto 6A (quello attualmente interessato dai lavori).

La protesta di Marzia Marzoli. Il sindaco le ha impedito di intervenire
Per ottenere questo risultato, il Sindaco, che ha già speso tempo in colloqui e incontri nella capitale, vorrebbe al suo fianco una delegazione di rappresentanti della Farnesiana pronta ad accompagnarlo a Roma per un incontro con il presidente della Regione Lazio, Zingaretti, e con il ministro Lupi.
Marzia Marzoli non crede nelle soluzioni taumaturgiche prospettate e ha a lungo protestato perché il sindaco ha abusato del suo potere impedendole di parlare in un’assemblea pubblica. E “tutto – commenta Marzoli - perché non sapeva rispondere alla semplice domanda: perché il Sindaco non ha inserito le prescrizioni nella conferenza dei servizi del 27 luglio 2010 avendone la possibilità e perché mai la SAT, che ha un progetto approvato senza prescrizioni, dovrebbe impegnarsi a realizzare un imprevisto ponte sostitutivo sul fiume Mignone?”.
E non sembra aver torto l’esponente del Comitato per il diritto alla Mobilità. Infatti, se anche il Sindaco Mazzola con qualche anno di ritardo ha riconosciuto l’esistenza di un problema già noto nel 2010, manifestando tutta la buona volontà per riparare all’errore, almeno due evidenti ostacoli si frappongono alla sua soluzione.
Il primo lo ha sottolineato lui stesso, affermando di non avere l’autorità per imporre alcun divieto su un’opera d’interesse nazionale. L’altro aspetto è invece di carattere finanziario: quale ente ha almeno due milioni di euro da spendere, a fondo perduto, per costruire un ponte e rendere sicure le strade secondarie in modo tale che siano percorribili da Scuolabus, mezzi di soccorso per non dimenticare auto e mezzi agricoli dei residenti? Forse basteranno le amicizie, ma in un periodo di investimenti pubblici al lumicino c’è da dubitarne.
Ad eccezione di qualche residente e di un’impresa della zona, la maggioranza dei residenti della Farnesiana non è uscita soddisfatta dall’incontro. La protesta non è affatto archiviata, mentre la SAT, al centro di polemiche anche in Toscana, ha urgenza di chiudere questo tratto e passare a riscuotere i pedaggi.
Il sindaco Mazzola ha invece manifestato il suo ottimismo dichiarando: “Finalmente siamo riusciti a dialogare con i veri residenti, gente realmente preoccupata per la situazione del cantiere autostradale che ha bisogno di conoscere lo stato dell'arte rispetto ai lavori autostradali, accessi, chiusura e l'iter del progetto del ponte sul fiume Mignone. Ad inveire solo i soliti noti che strumentalizzano le situazioni critiche per diffidare me".
Un’impressione molto personale, quella del sindaco, che punta a smorzare i toni ma non è esattamente in linea con lo svolgimento dell’incontro. Anzi, a giudicare dal clima in cui si è svolto, non servirà a fermare le proteste che si susseguono ormai costanti da qualche anno contro i disagi di un'autostrada che trova più contestatori che difensori in tutta la Maremma.
 

Autore

Giorgio Zintu

Giorgio Zintu

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