lunedì 10 novembre 2014

Simone Riccioni:
La follia del sognatore
al potere
"Concediamoci, giovani, anziani e famiglie, un tempo  prezioso: il tempo dei nostri sogni. Ma ricordiamoci che i nostri sogni non sempre hanno la forma che abbiamo immaginato!" Così parla Otis, il ragazzo venuto da molto lontano, il quale è del lontano una immagine accettabile, di più, affascinante, carismatica anche.
 Simone Riccioni (Otis) ovvero: l'importanza di iniziare in salita. Nato il cinque settembre del 1988, dà alla nascita il ruolo che le spetta: il grande inizio di ogni avventura personale. Parliamo di vita. Vita percettiva, creativa, vita forte. Lui lo sa, perché i suoi occhi si sono aperti su uno scenario, che sembra intatto dal giorno della creazione: l'Africa. Figlio di missionari laici ha vissuto fino a sette anni in Congo. Poi è stato "spedito" in Italia, nelle Marche ( ci tiene, quanto ci tiene! a sottolinearlo). All'inizio è spaesato fra coetanei vagamente "viziati" da un benessere moderato, vissuto come presupposto essenziale di ogni cosa.
Simone Otis è diverso, ma ancora non si nota quanto diventerà alto, bello, luminoso ed entusiasta.  Ti appare subito un vincitore, indipendente com'è dall'idea del traguardo. L'importante è la pista, fondamentale è il percorso e la gioia che esprimi, pedalata dopo pedalata, strada facendo.
Con questo spirito Simone inizia la carriera di attore. Magari non conosciamo il suo nome ma riconosciamo in lui un interprete che si nota. E' in "i soliti Idioti" nel film "universitari", in altre fiction televisive nelle quali è un volto fra molti, un punto vivace  al centro della immagine del gruppo.
Oggi porta in libreria  e nelle scuole in tutta Italia, il suo progetto interattivo: cortometraggio e book, per ora. In seguito verrà il film ed altro. Otis ha creato LINFA entreteinement, per un motivo semplice: non vuole limiti espressivi, non accetta i patti con la censura dei pensieri e dello stile. Racconta con allegria e uno taglio un po' "sgranato" la sua esperienza. Questo "eccomi" è un'avventura appena iniziata ma Simone prevede che, fino all'ultimo istante, vorrà sentirsi  nuovo, perennemente curioso.
" Vediamo la luce e subito iniziamo a morire, o, meglio, andiamo verso la morte tutti, senza distinzione"
La vita è breve, interminabile il futuro. Dobbiamo prepararci a qualcosa che sarà più importante, non sappiamo cosa, ma immaginarla grande è utile anche ai miscredenti.
La nostra vita, senza il gran finale,potrebbe apparire una ben piccola cosa da consumare in fretta senza sentirne i sapori, i profumi, la musica.


Perdonate l'entusiasmo, ma Simone è riuscito a farmi sentire  ricca di quella "follia del sognatore" (trasmessa, nei geni, dalla madre). Spero che faccia lo stesso effetto ai giovanissimi, che Otis si propone di raggiungere e incoraggiare.


Isabella de Paz

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