lunedì 10 novembre 2014

Separatismo. Un italiano su tre favorevole all’addio a Roma

separatismo -Redazione- In Catalogna, si è svolta la consultazione sull'indipendenza dalla Spagna, dichiarata illegale dal governo centrale e dalla Corte Costituzionale.
Ma le autorità catalane hanno proceduto egualmente e la partecipazione è stata massiccia. Come il consenso ottenuto dalla rivendicazione catalana. Anche 2 mesi fa, in Scozia, comunque, il 45% dei cittadini aveva votato contro l'unione con Londra.
 Il vento indipendentista, dunque, soffia forte in Europa. Soprattutto dove esistono divisioni territoriali  –  economiche e culturali – profonde e radicate.
 Neppure in Italia la questione dell'indipendenza regionale è nuova. La Lega ne ha fatto una bandiera, fin dalle origini. Ha minacciato la secessione, negli anni Novanta. Senza grande successo, alla prova dei fatti. Quando, nel settembre 1996, organizzò una marcia sul Po, per dichiarare  –  appunto  –  l'indipendenza della nazione Padana. Con un seguito molto scarso, però. D'altronde, la Padania era  –  e resta  –  un'entità immaginaria.
Appare diffusa, se oltre il 30% del campione nazionale (rappresentativo della popolazione) intervistato da Demos, nelle scorse settimane si dice d'accordo con l'indipendenza della propria regione dall'Italia.
Quasi uno su tre, dunque.
Distribuito diversamente, anzitutto su base territoriale. Il sentimento indipendentista, com'era prevedibile, è concentrato, anzitutto, nel Nord. In particolare nel Nordest, dove è condiviso da oltre metà della popolazione.
 Il separatismo risulta molto esteso anche nelle due grandi isole, Sardegna e Sicilia, dotate di Statuto autonomo. In entrambi i casi, circa il 45% della popolazione afferma di ambire all'indipendenza.
Lo spirito indipendentista, invece, presenta valori limitati nel Mezzogiorno e nelle regioni "rosse" dell'Italia centrale.

http://www.articolotre.com/2014/11/separatismo-un-italiano-su-tre-favorevole-alladdio-a-roma/

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