sabato 22 novembre 2014

Seicentomila euro e 150 chili di tritolo per ‘far fuori’ Di Matteo con nuovo ‘un grande botto’

di matteo-Redazione- C’è una lettera che alla fine del 2012 arriva ai boss palermitani di Cosa Nostra.
 Una lettera che proviene direttamente da Matteo Messina Denaro,  l’ultimo padrino di rango rimasto in libertà.
 In quella missiva, Messina Denarochiede formalmente ai boss palermitani di procedere con l’organizzazione dell’attentato per eliminare Antonino Di Matteo, il pm che indaga sulla Trattativa Stato-mafia. “Mi hanno detto che si è spinto troppo oltre” dice Messina Denaro ai rappresentanti delle famiglie mafiose, chiedendo di far fuori il magistrato.
Una “questua” in contanti. Così i principali clan offrirono il proprio contributo per acquistare l'esplosivo per uccidere il pm Nino Di Matteo dopo l'ordine di morte emesso nel dicembre 2012 da “Diabolik” Messina Denaro.
In poco tempo fu raggiunta la somma di 600 mila euro.
Quanto basta per acquistare l'esplosivo necessario per un nuovo “grande botto”.
 A parlare del progetto d'attentato è il neopentito Vito Galatolo, investito dell'incarico al summit. L'ex boss dell'Acquasanta ha anche spiegato che erano stati raccolticentocinquanta chili di tritolo, nascosto in un bidone in qualche campagna di Monreale, dove un favoreggiatore del clan dell'Acquasanta possiede alcuni terreni.

http://www.articolotre.com/2014/11/seicentomila-euro-e-150-chili-di-tritolo-per-far-fuori-di-matteo-con-nuovo-un-grande-botto/

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