venerdì 14 novembre 2014

Saviano: e lasciamolo andare

saviano 1-R.C.- Il pm Antonello Ardituroaveva chiarito, non senza malignità, il ruolo di Roberto Saviano nel processo Spartacus “ “Non è lui l’imputato in questo processo, è qui per testimoniare”.
Forse alludeva ad altri processi, nei quali l’autore di Gomorra è stato condannato per plagio, o ancora altri, da istruire, ad esempio la querela per diffamazione presentata da Saviano contro il Corriere del Mezzogiorno.
Duole prendere atto che il paladino della legalità per antonomasia, si sia costruito un processo tutto suo, con lui unico protagonista, testimone, parte lesa, pubblico ministero e giudice.
Peccato (per lui) che il collegio giudicante abbia disatteso le sue aspettative e l’icona anticamorra non l’ha presa bene, criticando aspramente il dispositivo della sentenza, senza neppure avere la garbatezza di aspettare le motivazioni.
Ed è partito un altro processo, mediatico e concettuale, con una sentenza già scritta “la magistratura è colpevole di pavidità”, senza contraddittorio né tantomeno appello.
Si sa che a parlare di Roberto Saviano si rischia di essere fraintesi, ma proprio al cospetto di tanto spessore  e impegno civile ci si sarebbe aspettati un po’ più di cautela. Come giustamente ha dichiarato l’Anm di Napoli, certe dichiarazioni non aiutano i cittadini ad aver fiducia nella giustizia.
E Roberto, super scortato, superprotetto, super coccolato, avrebbe dovuto tenerne conto, invece di ripetere un mantra che va avanti da cinque anni. Andare a vivere in un altro paese dove non assolvono i Bidognetti e Iovine.
E lasciamolo andare, ce ne faremo una ragione.
Magari ci occuperemo di altri cronisti locali, a loro volta pesantemente minacciati, che vivono senza scorta e continuano in silenzio la loro quotidiana lotta alla Camorra, lontano dai riflettori.

http://www.articolotre.com/2014/11/saviano-e-lasciamolo-andare/

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