lunedì 24 novembre 2014

RIVOLUZIONE ROSSA - VIA MATTIACCI, MARCHIONNE ARRUOLA ARRIVABENE (VICEPRESIDENTE PHILIP MORRIS) PER SFIDARE SUI MOTORI LA FIA E LA MERCEDES (CHE HA FATTO SAPERE DI ESSERE PRONTA A LASCIARE LA F1 IN CASO DI CAMBIO DELLE REGOLE)  Nella battaglia sulle regole Marchionne potrà contare su un alleato molto stretto al tavolo della F1 commission: il grande sponsor della F1, Philip Morris, rappresentata proprio da Arrivabene che prima di trasferirsi a Maranello vestirà per l’ultima volta i panni di vice presidente della multinazionale del tabacco…

Marco Mensurati per “la Repubblica

sergio marchionneSERGIO MARCHIONNE
Giusto il tempo di sistemare le ultime cose, di salutare Marco Mattiacci - da questa mattina ex team principal - di dimenticare Fernando Alonso e l’anno orribile che fu, e la nuova Ferrari di Sergio Marchionne e Maurizio Arrivabene comincerà a suonare forte i tamburi di guerra.

Già, perché, a quanto pare, quello che è chiaro ai nuovi vertici della Rossa è che in Formula 1 non si vince in pista se prima non si comanda fuori, negli uffici che contano, quelli dove si fanno le regole e dove si spartiscono le entrate. Ed è per questo che uomini vicini al progetto fissano la data ufficiale dell’inizio della nuova era Ferrari per domani, martedì 25 novembre 2014, quando a Ginevra si terrà la riunione della “Formula one commission”, l’organismo della Fia che regola la vita del Circus.

arrivabeneARRIVABENE
A quell’appuntamento andrà Marchionne in persona. Il presidente lo ritiene fondamentale e per questo si sta preparando da parecchi giorni. La settimana scorsa ha incontrato riservatamente il presidente della Fia Jean Todt. L’appuntamento era fissato alle 7.30 del mattino, a Parigi, nel palazzo al numero 8 di place de la Concorde.

I due hanno parlato a lungo. E alla fine pare che Marchionne abbia maturato la convinzione che la Ferrari non potrà fare nulla per se stessa e per la Formula 1 (ma soprattutto per se stessa) se non sarà pronta a giocare pesante. Deve cioè essere disposta a spendere quel formidabile strumento di potere che gli accordi vigenti le offrono, riconoscendola parte fondamentale nonché ultima garante della natura stessa della F1, e cioè il “diritto di veto”.

Sebastian VettelSEBASTIAN VETTEL
È una vecchia storia. In molti hanno contestato alla coppia Montezemolo-Domenicali di aver usato poco (in realtà non è mai stata usata) la possibilità di bloccare ogni iniziativa a loro parere dannosa per lo sport. E Marchionne sarebbe tra questi. In particolare, il rimprovero del nuovo presidente è quello di non aver impedito che la Fia introducesse per via regolamentare questi nuovi motori 1.6 turbo ibridi che sembrano fatti su misura per un’azienda come la Mercedes che sull’ibrido ha fatto investimenti mostruosi da anni.

Il punto, per dirla in breve, è il motore del prossimo anno e, soprattutto, quello del 2016. La Ferrari vuole assolutamente cambiarne le specifiche e avvicinarlo il più possibile a quelle che ritiene più consone alla propria tradizione. E a questo punto è pronta a tutto, anche a spendere il suo jolly sfidando la Mercedes che ha fatto sapere di essere pronta a lasciare la F1 in caso di cambio delle regole.

MARCO MATTIACCIMARCO MATTIACCI
Uno scontro che si annuncia epocale, nel quale Marchionne potrà contare su un alleato molto stretto, al tavolo della F1 commission: il grande sponsor della F1, Philip Morris, rappresentata proprio da Maurizio Arrivabene che, per l’ultima volta prima di trasferirsi a Maranello, vestirà i panni di vice presidente della multinazionale del tabacco. Un modo esplicito per far capire che dietro la posizione della Ferrari c’è molto altro.

Se questo è il progetto di Maranello, non è chiaro - ancora ieri una cortina di no comment - per quale motivo sia stato sacrificato Marco Mattiacci, il quale dopo aver appreso dai siti internet della propria imminente rimozione è stato lasciato da solo in balìa della stampa per 48 ore senza lo straccio di una comunicazione ufficiale. O di una parola di conforto. Oggi con ogni probabilità se ne saprà di più.

Nell’attesa non resta che raccogliere lo sfogo, il primo, di Sebastian Vettel, che ha scoperto da un giornalista tedesco che l’uomo che lo ha portato in Ferrari presentandogli un progetto a lungo termine era appena stato cacciato via. Chi lo ha visto, racconta di un Vettel sorpreso e un po’ spaventato. Insomma, un Vettel già entrato in piena sintonia con il resto dei dipendenti Ferrari.

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