giovedì 20 novembre 2014

Rio Mare e la scuola ai tempi dell’Expo

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Una lettera a proposito del greenwashing di Expo che invade anche le scuole.
Signor Ministro,
faccio l’insegnante, nella mia scuola, in questi mesi stanno arrivando montagne di carta legate ad Expo. Uno spreco in sè. Ma veniamo a qualcosa di cogente. Il progetto Best Food Generation, legato ad Expo, tanto di marchio sopra, e lo sponsor “Rio Mare” il famoso tonno così tenero che si taglia con un grissino, proprio lui. Expo gli ha affidato questo progetto, tra le tante chicche, la cartolina, mi guardo bene dal propinarla ai miei alunni, nella quale i ragazzi, domandando ai genitori, dovrebbero concorrere a redigere una ricetta, con prodotti Rio Mare, ovviamente, e farsi aiutare dai genitori.
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Poni il caso, banale, di una città, il concorso è nazionale, ove ha sede la Palmera o Nostromo, concorrenti della Rio Mare, io dovrei chiedere ai ragazzi di far pubblicità, neanche occulta, ma a noi che ce ne viene? ad una ditta privata che persegue il profitto ai danni, implicitamente, di ogni concorrente. Questo, nella scuola pubblica, con la scusa di Expo. E sarebbe soltanto una delle infinite contraddizioni di Expo. Che ci dice delpadiglione svizzero appaltato alla Nestlè, multinazionale già condannata in sede internazionale dall’OMS (l’Organizzazione Mondiale della Sanità) per la vicenda, tragica del latte in polverespinto nei paesi del Sud mondo e che ha comportato la morte di milioni di bambini.
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Expo è anche questo, o meglio è soprattutto questo. Una grossa, colossale operazione di greenwashing da parte delle stramaledette multinazionali dell’agrobusiness che accaparrano terre e succhiano acqua e diritti ai piccoli contadini di tutto il mondo. Una vetrina scintillante di falsità e pregna di denaro. La parola concessa a chi starà dentro Expo, Expo dei popoli, intendo. è la foglia di fico dietro la quale parare gli interessi multimilionari veri, la roba vera, il business planetario che considera l’acqua un bene di consumo come gli altri minacciando di sete e fame il mondo intero. Altro che balle, la nostra ferma opposizione ad Expo è totale ed intransigente. Toglierà l’appalto alla Nestlè, avrà il coraggio, guardi il sito Boycott Nestlè, di rinfacciare a questa multinazionale la sua infame politica di spingere l’uso del latte in polvere nei paesi poveri a discapito del latte materno? Solo per citare Nestlè, ma DuPont, Monsanto, Cargill non saranno della partita? Chi parlerà e denuncerà i futures e i bonds suiderivati sul cibo? Chi denuncerà il landgrabbing? Chi attaccherà veramente e con forza le lobbies degli Ogm?
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Suvvia, non ingoiamo favolette, Expo è al servizio di questi poteri e darà loro una chance di verniciatura verde mai vista prima con la complicità dei soliti idioti. L’agricoltura contadina è altro. Verranno dal Guatemala le comunità che la United fruits, leggi Chiquita ha desplazado, leggi deportato e sterminato negli anni Ottanta con la complicità di dittaure sanguinarie e fasciste? Non verranno perchè quelle comunità sono state sterminate. I contadini, i paria del mondo, ad Expo non conteranno nulla. Vandana Shiva pecca per ottimismo e comunque lei avrà la sua parcella ben pagata e profumata. L’agricoltura, la vita disperata dei contadini del mondo, lei non la conosce. Si parte dal Rio Mare e si finisce con la constatazione che in Expo conterà chi ha già potere, infinito potere di vita e di morte sul pianeta intero. Noi saremo altro, noi – sono anche un seedsaver (contadini che si ostinano a custodire e scambiare semi e piante biodiverse, ndr) -, noi staremo fuori.
Cordialmente.
Teodoro Margarita

http://comune-info.net/2014/11/rio-mare-scuola-tempi-dellexpo/

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