martedì 11 novembre 2014

Primavalle, inquilini delle case popolari contro il decreto Lupi: "No alla vendita all'asta"
Circa cinquecento persone sono scese in piazza per chiedere la cancellazione dell'art. 3 del 'Piano casa' che impone la dismissione di alloggi comunali e Ater

“Primavalle non si tocca!”. “No alla vendita all'asta delle case popolari”. Con questi slogan circa cinquecento persone sono scese in piazza questa mattina a Primavalle, organizzate dal sindacato Unione Inquilini, per protestare contro il decreto attuativo ministeriale dell’art. 3, legge 80 decreto Lupi, conosciuto come Piano Casa, che prevede la vendita all'asta delle case popolari con 45 giorni di diritto di prelazione "mettendo così a rischio la permanenza per quanti non possono acquistarle” denuncia Massimo Pasquini della segreteria di Unione Inquilini Roma. Al corteo, che è partito da piazza Mario Salvi, c'erano anche un gruppo di occupanti contro l'articolo 5 dello stesso decreto ed esponenti di Rifondazione Comunista e di Sel.

“Questa mobilitazione si inserisce all'interno del percorso avviato su scala nazionale che ha visto in altre città gli inquilini delle case popolari salire sui tetti per protesta” spiega Pasquini. Nella Capitale la protesta che sta montando “con assemblee e incontri non solo a Primavalle ma anche in altre zone dove sono concentrate le case popolari”. Obiettivo: “Un grande presidio sotto alla Regione Lazio in programma per venerdì 21 novembre per chiedere al presidente Nicola Zingaretti di impegnarsi presso il governo per la cancellazione dal decreto, che andrebbe abolito, della vendita delle case popolari” continua. Proprio in seguito ad una mobilitazione, “la Regione Campania nelle scorse settimane ha approvato una mozione che chiedere la stessa cosa”. Ma non solo la Regione: “Visto che anche le case comunali dovranno essere dismesse ci impegneremo affinché faccia lo stesso anche il Campidoglio”.


Foto: Primavalle, inquilini delle case popolari contro il decreto Lupi: "No alla vendita all'asta"
Circa cinquecento persone sono scese in piazza per chiedere la cancellazione dell'art. 3 del 'Piano casa' che impone la dismissione di alloggi comunali e Ater

“Primavalle non si tocca!”. “No alla vendita all'asta delle case popolari”. Con questi slogan circa cinquecento persone sono scese in piazza questa mattina a Primavalle, organizzate dal sindacato Unione Inquilini, per protestare contro il decreto attuativo ministeriale dell’art. 3, legge 80 decreto Lupi, conosciuto come Piano Casa, che prevede la vendita all'asta delle case popolari con 45 giorni di diritto di prelazione "mettendo così a rischio la permanenza per quanti non possono acquistarle” denuncia Massimo Pasquini della segreteria di Unione Inquilini Roma.  Al corteo, che è partito da piazza Mario Salvi, c'erano anche un gruppo di occupanti contro l'articolo 5 dello stesso decreto ed esponenti di Rifondazione Comunista e di Sel.

“Questa mobilitazione si inserisce all'interno del percorso avviato su scala nazionale che ha visto in altre città gli inquilini delle case popolari salire sui tetti per protesta” spiega Pasquini. Nella Capitale la protesta che sta montando “con assemblee e incontri non solo a Primavalle ma anche in altre zone dove sono concentrate le case popolari”. Obiettivo: “Un grande presidio sotto alla Regione Lazio in programma per venerdì 21 novembre per chiedere al presidente Nicola Zingaretti di impegnarsi presso il governo per la cancellazione dal decreto, che andrebbe abolito, della vendita delle case popolari” continua. Proprio in seguito ad una mobilitazione, “la Regione Campania nelle scorse settimane ha approvato una mozione che chiedere la stessa cosa”. Ma non solo la Regione: “Visto che anche le case comunali dovranno essere dismesse ci impegneremo affinché faccia lo stesso anche il Campidoglio”.

Alessandro in Lotta

Alessandro Verga

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