venerdì 21 novembre 2014

PISTOIA: TROPPO POVERI PER FARE I GENITORI, GLI PORTANO VIA I FIGLI DI 6 E 3 ANNI

Un treno che viaggia ad alta velocità sui binari, incurante del capostazione che tira fuori la paletta e chiede di rallentare. A guardarla da fuori, fuori dalle carte, dalle aule del tribunale, e forse anche un po’ fuori dal buonsenso, la storia della famiglia Barli di Pistoia, sembra proprio quel treno che nessuno riesce a fermare. Con una giustizia sullo sfondo che assomiglia a un’orchestra stonata, dove ogni musicista segue uno spartito diverso, incapace di accordarsi con gli altri. Una mattina di aprile i piccoli Romeo e Gabriel, 6 e 3 anni, vengono portati via dalla casa popolare dove vivono con i genitori nella periferia di Pistoia e mandati in un istituto di suore. Lo decide il tribunale dei minori ritenendo Stefano e Catiuscia incapaci di fare i genitori. Mercoledì l’ultimo atto, alla vigilia dello sfratto programmato con la forza pubblica lunedì: i servizi sociali comunicano alla coppia che è stata trovata una famiglia per i loro figli. Pianti, disperazione, rabbia: «Siamo noi i genitori di quei bambini». Inutile.

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Quel treno partito due anni fa non può fermarsi. Non può neppure aspettare il deposito delle perizie disposte dal tribunale su genitori e bambini. Entro questa settimana arriveranno in tribunale, ma forse le assistenti sociali neppure lo sanno. Loro obbediscono a un ordine dato dal tribunale a luglio, quando gli stessi giudici hanno dato l’incarico a un neuropsichiatra infantile di verificare le condizioni dei bambini (prima volta in due anni, visto che fino ad oggi nessuno si era posto il problema). Anche lo psicologo della Asl che sta insegnando a Stefano e Catiuscia a fare i genitori (sono arrivati alla lezione numero 32) dovrà depositare a giorni la sua relazione ma anche questo a nessuno sembra importare, il treno corre. Perché non aspettare prima di far subire a quei bambini un altro trauma dopo quello della separazione dai genitori? E se quelle perizie concluderanno che i bambini possono tornare a casa cosa succederà? Si dirà ai bambini che quella nuova famiglia era uno scherzo? Quel treno in corsa che nessuno riesce a fermare era partito due anni fa, con una segnalazione delle assistenti sociali che avevano messo nero su bianco la misura di quell’incapacità di essere padre e madre: casa e vestiti sporchi, troppi animali in casa, cani, gatti e criceti, bambini litigiosi e senza rispetto per l’autorità dei genitori. Per due anni la famiglia Barli diventa «sorvegliata speciale». Tutte le settimane le assistenti sociali vanno, osservano, scrivono. Due anni dopo la decisione dei giudici: i bambini devono essere affidati a un’altra famiglia. In questi due anni Stefano e Catiuscia hanno rimediato agli errori del passato: sono andati a scuola dallo psicologo della Asl, hanno ripulito la casa, hanno rispettato tutte le prescrizioni degli assistenti sociali, hanno portato i figli a scuola. Allora i casi sono due: o c’è stata qualche inerzia di troppo prima o c’è troppa velocità adesso. Se i Barli non possono essere genitori, i bambini sono rimasti troppo tempo in quella casa. Se invece i Barli possono esserlo significa che a quei bambini «rapiti» da casa ad aprile è stato rubato un pezzo di vita e forse anche molto di più.(…)
http://www.informazionelibera.info/pistoia-troppo-poveri-per-fare-i-genitori-gli-portano-via-i-figli-di-6-e-3-anni/

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