mercoledì 26 novembre 2014

Nuove proteste a Ferguson che contagiano l’America

Mandata in onda la prima intervista a Darren Wilson che si difende: "Stavo facendo il mio lavoro". Tensioni non solo a Ferguson e in molte città statunitensi. Esplode la rabbia degli americani.
ferguson-grand-jury-Redazione- "Mi dispiace molto, per la perdita di una vita, ma ho fatto semplicemente il mio lavoro". Sono queste le parole dell'agente Darren Wilson, nella prima intervista alla ABC News, di cui sono state rese note alcune anticipazioni. Il poliziotto ha parlato poco dopo la decisione del Gran giurì di non incriminarlo per la morte del 18enne nero, Michael Brown. 
Wilson ha poi descritto all'anchorman George Stephanopoulos la dinamica di quanto accaduto quel giorno e che il teenager ha afferrato la sua pistola mentre il poliziotto era dentro l'auto. Lui, Wilson, temeva per la sua vita e "ho dovuto sparargli. Mi dispiace, ma non avrei fatto nulla di diverso" quel giorno, ha detto. 
Già nel pomeriggio, il gran giurì ha reso nota la deposizione del poliziotto, con stralci pubblicati in rete. Secondo la testimonianza che ha scioccato l'America, Darren Wilson ha definito Michael Brown "un demonio". E ha aggiunto: Quando ho cercato di prenderlo, mi sono sentito come un bambino di cinque anni che fa la lotta con Hulk". 
La decisione del Gran Giurì di non incriminare il poliziotto ha scatenato la protesta non solo a Ferguson, ma in tutto il Paese. Nella cittadina alle porte di St. Louis la Guardia nazionale è stata disposta davanti al dipartimento di Polizia dopo che ieri sera i manifestanti, probabilmente teppisti, hanno distrutto auto e dato alle fiamme alcuni edifici. In serata, il presidente Barack Obama ha condannato le violenze: "Bruciare edifici, dare fuoco alle auto, distruggere le proprietà e mettere le persone in pericolo, non ci sono scuse per questo, questi sono atti criminali", ha detto da Chicago.
A Ferguson, a Chicago e a New York a Washington, a Baltimora, San Francisco, Seattle e molte altre grandi città americane, centinaia di migliaia di persone sono scese in strada per la seconda notte di seguito, bloccando ponti, tunnel e autostrade per protestare contro la decisione del Gran Giurì.
Ferguson almeno una dozzina di edifici sono stati date alle fiamme. Uditi oltre 150 colpi di arma da fuoco. Il bilancio è di 61 arresti in città e altri 21 a St. Louis.
A New York una folla si è riunita nel tardo pomeriggio a Union Square e, scandendo il nome Michael Brown e slogan come "un distintivo non è una licenza di uccidere", ha iniziato a marciare, arrivando fino al Lincoln Tunnel e bloccandone l'entrata per una ventina di minuti. Bloccate anche diversi altre arterie della città, mentre diverse persone sono state arrestate. A Washington, un gruppo di manifestanti hanno inscenato un 'die-in', sdraiandosi in terra e fingendosi morti davanti ad alcune stazioni di polizia, per quattro minuti e mezzo. "Per simboleggiare le quattro ore e mezza che Michael Brown è rimasto sull'asfalto dopo essere stato ucciso", ha spiegato uno di loro. A Boston i manifestanti si sono diretti verso l'autostrada, bloccando le rampe di accesso alla Massachusetts Avenue. E ancora, manifestazioni in centro ci sono state anche a Philadelphia, Minneapolis, Seattle, Atlanta e Chicago.

http://www.articolotre.com/2014/11/nuove-proteste-a-ferguson-che-contagiano-lamerica/

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