domenica 23 novembre 2014

Non solo Eternit. Ogni anno, in Italia, muoiono 1.200 persone a causa dell’inquinamento, la denuncia dei Verdi

In Italia non c'è solo il dramma dell'Eternit di Casale o dell'Ilva di Taranto. E' stata, infatti, registrata una mortalità più alta, rispetto alla media nazionale, vicino a centrali, miniere e poli chimici, da nord a sud, senza distinzioni.
Non solo Eternit. Ogni anno, in Italia, muoiono 1.200 persone a causa dell'inquinamento, la denuncia dei Verdi-Redazione- "Purtropponon c’è solo Eternit, come non c’è solo Ilva. Ogni anno in Italia nelle aree inquinate che dovrebbero essere bonificate, ma non lo sono,muoiono a causa dell’inquinamento 1.200 persone rispetto alle normali medie nazionali, con tassi più alti soprattutto a sud e nelle aree contaminate dall’amianto dove c’è stata un’impennata del 32 per cento dei decessi per tumore della pleura".
È questa la denuncia del co-portavoce nazionale dei Verdi Angelo Bonelli"Questi sono i dati recenti di uno studio scientifico dell’ISS (Istituto superiore sanità) e rappresentano solo la punta di un iceberg, perché i controlli non sono stati avviati in modo completo. Intorno ai grandi poli chimici e petrolchimici, nelle vicinanze dicentrali elettriche e siderurgiche, di miniereportidiscariche e inceneritori la mortalità è più alta del 15 per cento rispetto al resto del Paese".
Ad essere più colpite sono le vie respiratorie e, dove c'è presenza di amianto, le morti in eccesso per tumore polmonare sono ben 330 e quelle per carcinoma pleurico sono il triplo della norma (416 morti in eccesso). Il tumore al polmone fa vittime intorno a poli petrolchimici e raffinerie (643 casi), mentre i dati sugli inceneritori dicono che nei loro dintorni la percentuale di carcinomi al fegato è doppia rispetto agli standard.
"Purtroppo la popolazione che muore a causa dell’inquinamento non si trova solo a Taranto o Casale Monferrato – dice Bonelli – ma in tutta Italia e riguarda la Ferriera di Servola a Trieste che è un’altra Ilva a causa dell’emissioni di benzoapirene, che provocherebbero l’aumento di mortalità per malattie acute respiratorie e per tumori del colon retto".
Ma non solo, nella zona mineraria e di raffinerie del Sulcis i bambini di Sarroch e Portoscuso, sono colpiti da bronchiti e asma di più che in altre zone del Paese. I tumori alla tiroide sono aumentati del 70 per cento per gli uomini e del 56 per cento per le donne a Brescia, nella zona limitrofa all’industria chimica Caffaro, dove ai bambini è persino vietato giocare sull’erba, come accaduto già nel quartiere Tamburi di Taranto. Per non parlare di Milazzo, dove insiste il petrolchimico e la centrale termoelettrica. ai bambini si sono riscontrate mutazioni genetiche del Dna e vicino al petrolchimico di Priolo dove i bambini nascono malformati a causa dell’inquinamento.
"Questo drammatico elenco potrebbe continuare a lungo disegnando una mappa dei veleni da risanare – conclude Bonelli -. Ma il ministro dell’Ambiente Galletti ha inserito norme nel decreto 91/2014 che autorizzano l’aumento dei limiti di inquinamentoper gli scarichi industriali a mare, sembra assurdo ma è così. Come assurda e folle è la norma sui disastri ambientali contenuta nella legge sui reati ambientali che se approvata bloccherà numerosi processi perché introduce l’irreversibilità del danno all’ecosistema per poter applicare il reato. Questa è l’Italia".

http://www.articolotre.com/2014/11/non-solo-eternit-ogni-anno-in-italia-muoiono-1-200-persone-a-causa-dellinquinamento-la-denuncia-dei-verdi/

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