martedì 25 novembre 2014

Noi siamo il centro. Siamo una comunità

La Libera Repubblica di San Lorenzo in difesa dei suoi spazi, per il diritto alla città. Il racconto della giornata di mobilitazione in difesa della ex Dogana di Roma.
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 “…noi siamo la comunità, toglietevi il cappello!…”
 Roma Meticcia – Assalti Frontali

di Libera Repubblica di San Lorenzo
Splende il sole, venerdì 21 novembre, a San Lorenzo, quartiere storico di Roma dall’anima popolare, una volta fulcro di attività produttive e artigianali, con le sue fabbriche e le sue botteghe, e centro di vita, con le sue relazioni. Un quartiere che è anche un pò un paese nella città grazie alla sua conformazione urbanistica, annidato tra la Stazione Termini, l’Università, il Verano e l’area ferroviaria dove sorge la ex Dogana di Roma.
Gioiello di architettura industriale dei primi del ‘900, la dogana è stata svenduta dalla stato nel 2007, insieme ad altri immobili e terreni, ad un prezzo assolutamente inferiore a quello di mercato. Le società immobiliari (Pirelli Re, Fingen, Gruppo Maire) che hanno acquistato l’area (23.000 mq) e l’immobile in cordata con Fintecna Immobiliare S.p.A. hanno stipulato un accordo di programma con il Comune di Roma per la sua “riqualificazione e valorizzazione”. Come? Con un progetto per la sua demolizione, e la costruzione al suo posto di un centro commerciale, oltre a uffici e residenze di lusso. Un progetto assurdo, non solo per l’equilibrio del quartiere che verrebbe massacrato, ma per la città tutta, privata di uno spazio dalle potenzialità davvero infinite.
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Siccome San Lorenzo è un paese, questo paese, considerando l’incapacità del governo e delle istituzioni e difendere i suoi diritti, il 26 febbraio 2013 si dichiarò autonomo, proclamandosi Libera Repubblica di San Lorenzo. I cittadini della Libera Repubblica, dichiarando di voler “gestire in maniera cooperante e collettiva le risorse e le ricchezze presenti sul suo territorio, risorse che non potranno essere privatizzate ne gestite seguendo la logica del profitto. Inoltre, configurandosi come potere costituente, i cittadini e le cittadine di San Lorenzo si riservano la facoltà di individuare altri beni da poter sottrarre alla speculazione ed all’egoismo individuale per il raggiungimento del benessere e la felicità di tutti.” (link)
Per questo, come in questi anni abbiamo spesso fatto, siamo scesi in strada davanti la ex Dogana per rivendicare i nostro potere decisionale sul suo futuro. Con un megafono, uno striscione colorato realizzato con dirigenti e tifosi della nostra nazionale di calcio, l’Atletico San Lorenzo, con volantini, le fotografie della campagna di quartiere, scattate con i nostri cittadini e negozianti, la nostra petizione (link http://chn.ge/1qTDS5I) che in poco più di 48 ore ha raccolto oltre mille firme. Siamo scesi in strada con una vivace e colorata conferenza stampa per dire forte e chiaro che “il quartiere è il nostro centro commerciale” e che il progetto per la demolizione e conversione della dogana in centro commerciale, essendo contro gli interessi della comunità, a San Lorenzo non si farà.
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Siamo partiti insieme dal Cinema Palazzo, un ex cinema e teatro sottratto alla speculazione dagli abitanti del quartiere che lo occuparono nell’aprile 2011 per impedire che venisse trasformato in un casinò. Abbiamo attraversato le strade con un grande pannello, una mostra itinerante di fotografie scattate neiluoghi della speculazione immobiliare e finanziaria di Roma: pezzi di città devastati dai soliti speculatori, pezzi di una mappa di rovine moderne. Grandi opere e progetti sensazionalistici che naufragano nei debiti costellando il territorio di ingombranti scheletri urbani, operazioni che vorrebbero “rigenerare” il nostro patrimonio collettivo, storico ed architettonico, e che invece lo distruggono con mega progetti per mastodontici non-luoghi. Vogliono fare deserti e chiamarli città.
A contrapporsi a questa visione grigia e vuota di un quartiere e di una città per pochi, abbiamo dato vita ad un momento festoso di riappropriazione della dogana, con i nostri corpi e le nostre voci, entrando nei suoi spazi, srotolando il nostro bellissimo striscione con lo slogan della campagna che non poteva che essere “sdogana la città!” (link www.sdogana.it). Con allegria, determinazione, rumorosamente, abbiamo attraversato la ex dogana, in difesa dei nostri spazi, contro ogni speculazione, per il diritto alla città.
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Dalla dogana ci siamo mossi per le strade del quartiere, seguiti dalle telecamere del TG1.. Siamo tornati a parlare con chi verrebbe direttamente colpito dall’apertura di un centro commerciale nel quartiere. Abbiamo parlato con Stefano che ha da poco dovuto chiudere la sua libreria in Via dei Volsci perché l’affitto era salito troppo e perché la cultura in questo paese non viene valorizzata, incentivata. Nella sua voce e nel suo sguardo tutta la nostalgia per quella libreria, ma anche l’amore e la determinazione costante di chi quotidianamente lotta contro i problemi del quartiere cercando sempre di migliorarlo, anche con poco, come può e come sa, attraverso le relazioni. Siamo entrati al Bar Marani, nella pelletteria artigianale che sta per chiudere, nell’alimentari che resiste, dove c’è una panchina bianca per i clienti che vogliono riposare e fare due chiacchiere. Questi sono i luoghi a rischio, e sono il cuore di San Lorenzo, quello che si vorrebbe estirpare ed espellere, i luoghi dove le relazioni, i rapporti, la solidarietà vengono prima del profitto. Siamo passati sotto le lapidi che ricordano i nomi dei nostri partigiani che con il loro sacrificio ci hanno assicurato la nostra libertà.
La giornata di oggi è solo l’inizio. Oggi, sabato 22, saremo alla serata di chiusura della mostra di street art attualmente in corso alla ex dogana per raccogliere firme e distribuire materiale informativo. L’evento in corso, l’Outdoor Urban Art Festival, dimostra che lo spazio ha tutte le qualità per diventare un polo culturale e artistico permanente, un centro per nuove e vecchie forme di lavoro, per rilanciare l’artigianato che scompare dai nostri territori.Raccoglieremo proposte per lo spazio: “cosa vorresti che diventasse”? (link http://sdogana.it/2014/11/scarica-stampa-scatta-sdogana/) Perché i cittadini si stanno dimostrando più sensibili, intelligenti e competenti delle istituzioni che stanno svendendo la nostra città.
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Sabato 29 novembre costruiremo una grande giornata di riappropriazione di un altro spazio che si vorrebbe destinare a parcheggi per l’Università. Nell”area diVia de Lolllis gli scavi per il parcheggio hanno riportato alla luce una villa romana, una struttura termale e l’antico tracciato della Tiburtina. I cittadini della LR vogliono che lì si realizzi un ecomuseo, un parco archeologico, per rilanciare forme di turismo culturale a San Lorenzo, quartiere ricco di testimonianze storiche di tutte le epoche, con tutto il potenziale per diventare, se adeguatamente valorizzato, un polo di attrazione capace di rilanciare la sua economia. Se le istituzioni non se ne rendono contro, faremo da soli.
Saremo presenti nelle iniziative che costelleranno la città nell’ambito delpercorso romano per il diritto alla città, perché ci siamo federati con altre realtà territoriali romane che lottano, come noi, per un quartiere e una città migliori. Parteciperemo al corteo del 13 dicembre per affermare il nostro diritto alla città, l’insieme dei diritti (alla casa, al lavoro, alla salute, al verde.. diritto alla vita!) che ogni giorno provano a toglierci, e che ogni giorno, come oggi, proviamo a riconquistare. Solamente tutti insieme possiamo riprenderci la città!

Articolo pubblicato anche su dinamopress.it
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L’adesione del Nuovo Cinema Palazzo alla campagna di Comune “Ribellarsi facendo”:
UN LIBRO E UN APPUNTAMENTO
Abbiamo bisogno di abbassare il baricentro delle decisioni, disseminare il potere, creare orizzontalità, pratiche sociali dal basso, reti strette civiche solidali, legami di prossimità, comunalità e comunanze. La “sovranità” va trascinata giù, giù fino a identificarsi nelle condizioni materiali reali, quotidiane delle donne e degli uomini. John Holloway si è inventato un verbo: ‘comunizar’ per riuscire ad esprimere il movimento del ‘mettere in comune’ del fare umano, del creare insieme qui e ora un mondo fuori dal dominio del denaro, un mondo fatto di legami di prossimità. Pensiamo al movimento zapatista delle Giunte del buon governo in Chiapas, alle fabbriche recuperate i Argentina, al movimento dei baraccati in Sudafrica Abahlali BaseMjondolo, ai movimenti urbani in Grecia. E così via. Ma è possibile scorgere molte altre “erbe matte” farsi strada nelle crepe sempre più vistose che si stanno aprendo nel vetusto edificio capitalistico, per usare una metafora cara a Holloway. Anche in Italia le esperienze portate avanti dai movimenti in basso si moltiplicano… Intorno a questi e altri temi (crisi, beni comuni, democrazia nella prospettiva della decrescita) ragiona il nuovo splendido saggio di Paolo Cacciari “Vie di fuga” (Marotta & Cafiero), che è possibile acquistare (pdf) on line a 1 euro sul sito di Comune. Il libro sarà presentato martedì 9 dicembre presso Scup a Roma, in occasione di una cena di sostegno a Comune-info: “Taverna comunale. A tavola con Paolo Cacciari e la redazione di Comune” QUI UN CAPITOLO DEL LIBRO, IL LINK PER ACQUISTARLO E LE INDICAZIONI PER PRENOTARE LA CENA

http://comune-info.net/2014/11/sdogana-citta/

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