martedì 18 novembre 2014

’Ndrangheta, un medico indagato
All’oscuro il Policlinico di Monza

’Ndrangheta, un medico indagato 
All’oscuro il Policlinico di Monza

Un quotidiano nazionale riferisce delle indagini dalla Squadra mobile di Milano e della Direzione antimafia di Milano sulle infiltrazioni della mafia al nord. E senza fare nomi descrive che anche un medico del Policlinico di Monza è indagato. L’azienda si dice all’oscuro di tutto e disposta a collaborare con gli inquirenti.
Un quotidiano nazionale riferisce delle indagini dalla Squadra mobile di Milano e della Direzione distrettuale antimafia di Milano sulle infiltrazioni della mafia al nord. E senza fare nomi descrive che anche un medico del Policlinico di Monza è indagato. L’azienda si dice all’oscuro di tutto e disposta a collaborare con gli inquirenti.
Stamane, domenica 5 ottobre, il Corriere della sera pubblica un articolo di Cesare Giuzzi a pagina 16, in cui si parla della nuova strategia della mafia per conquistare il Nord. In sintesi: non passa più attraverso l’azione dei politici esterni che accettano di collaborare in cambio di benefici, ma si pone direttamente nei gangli vitali della vita sociale e imprenditoriale con propri affiliati dall’immagine pulita: in politica, e quindi anche nelle istituzioni, ma anche nella industria e nella sanità.
A questo proposito l’articolista c riferisce che nel mirino degli inquirenti «sono finiti anche due medici. Chirurghi noti e stimati nell’ambiente sanitario lombardo oggi sospettati di -e qui cita ripreso uno stralcio della relazione degli inquirenti - “essersi messi a disposizione di affiliati e dei loro parenti» per ottenere “scarcerazioni e cure privilegiate”».
Il cronista porta a suffragio le prove che scaturiscono dal lavoro degli inquirenti: i medici «sono stati seguiti e fotografati durante incontri e cene con condannati per mafia o famigliari di arrestati nelle ultime operazioni antimafia al Nord.» . A questo punto ci si aspetterebbe che si facciano i nomi, invece arriva una descrizione abbastanza generica: «Si tratta di due medici di origine calabrese che lavorano al Niguarda di Milano e al Policlinico di Monza. Con loro anche un infermiere di origini calabresi».
Nella parte finale dell’articolo arrivano le accuse più pesanti. Letteralmente : «Per quanto riguarda i medici indagati, l’inchiesta avrebbe messo in luce rapporti con boss del calibro di Pasquale Barbaro, detto ’U Nigru, originario di Platì (Reggio Calabria) ... di affiliati (Molluso e Trimboli) della potente cosca Barbaro-Papalia... e del clan Morabito - Palamara -Bruzzaniti di Africo».
Da noi interpellata l’azienda Policlinico di Monza si è detta all’oscuro di tutto, e disposta a collaborare. Ecco lo scarno comunicato: “In ordine a quanto comparso in data odierna sul Corriere della Sera, Policlinico di Monza non può replicare in alcun modo essendo l’ente estraneo e completamente ignaro dei fatti ivi descritti.Policlinico di Monza manifesta altresì totale disponibilità nei confronti degli organismi inquirenti”.

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