venerdì 21 novembre 2014

mio...tuo...mì
Bellissima! Al MAXXI
Roma, 20 nov – Schubert e le Sorelle Fontana, Germana Marucelli e Mila Schön, Sarli e Simonetta, Capucci e Gattinoni, Fendi, Valentino e Galitzine; abiti, accessori e gioielli in dialogo con opere d’arte; e ancora la Roma protagonista del Giubileo del 1950 e delle Olimpiadi del 1960, la città del cinema e dei divi hollywoodiani, di via Veneto e della Dolce Vita, ma anche i paesaggi italiani di Torino, Milano, Firenze, Venezia, Napoli.
È “Bellissima. L’Italia dell’alta moda 1945-1968″ (2 dicembre 2014 – 3 maggio 2015), mostra a cura di Maria Luisa Frisa, Anna Mattirolo, Stefano Tonchi che, attraverso la lente privilegiata della moda, ritrae la cultura italiana in un momento di creatività straordinaria (nel cinema, nell’arte, nell’architettura, nel teatro, nella fotografia) e fa rivivere al MAXXI  le atmosfere e gli stili di un periodo che ha contribuito in modo unico a definire il carattere italiano a livello internazionale.
Il MAXXI apre  i suoi spazi alla moda, raccontando il periodo del secondo dopoguerra (1945 – 1968), attraverso la mostra e un libro che la accompagna, dal ricco apparato iconografico.
La mostra, attraverso l’allestimento dell’architetto Maria Giuseppina Grasso Cannizzo, diventa dispositivo per riattivare atmosfere e suggestioni dell’alta moda italiana. Gli abiti da sera e da giorno realizzati da maestri come Maria Antonelli, Renato Balestra, Biki, Carosa, Roberto Capucci, Gigliola Curiel, Fendi, le Sorelle Fontana, Irene Galitzine, Fernanda Gattinoni, Germana Marucelli, Mingolini-Gugenheim, Fausto Sarli, Mila Schön, Emilio Schuberth, Simonetta e Fabiani, Valentino, Jole Veneziani rivivono attraverso una coreografia di manichini  e ricostruiscono una galassia di voci spesso caratterizzate da rapporti molto stretti con il mondo dell’arte e del cinema.
In mostra, tra l’altro, il celebre abito “Pretino”, creato per Ava Gardner dalle Sorelle Fontana nel 1955 e  ripreso poi da Anita Ekberg nella" Dolce Vita "di Fellini: ispirato alle vesti cardinalizie, sobrio e spiritoso nel contempo. E poi uno degli scintillanti abiti di Mina disegnati da Fausto Sarli negli anni Sessanta per il programma televisivo Studio Uno. A sottolineare la complicità tra arte e moda che ha profondamente segnato quegli anni, in mostra opere di  Lucio Fontana, Alberto Burri, Paolo Scheggi, Massimo Campigli, Getulio Alviani, e ancora Carla Accardi e Giuseppe Capogrossi, molte delle quali nella collezione della Galleria Nazionale d’Arte Moderna, testimonianza della sperimentazione e della grande vitalità creativa di un’epoca eccezionale.Il libro, edito da Electa, completa e integra il progetto: un libro che restituisce il paesaggio dell’alta moda italiana del dopoguerra come fenomeno policentrico, una sorta di atlante visivo, omaggio a quelle città che hanno contribuito a una delle più belle pagine della storia del costume in Italia. Lo rende noto Fondazione MAXXI.
L'abito è un atto creativo, le sartorie sono palcoscenici dove immaginare, incontrarsi, progettare. Come le gallerie. Finchè non esplode il ' 68...poco dopo arriva anche il pret a porter.


mì team

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