mercoledì 19 novembre 2014

Maxime e Nasser: dall'Europa all'Isis, professione boia

Maxime e Nasser: dall'Europa all'Isis, professione boia

Dopo le immagini dell'esecuzione di gruppo dei soldati siriani per mano dei militanti jihadisti, si riconoscono due volti: Maxime è francese e Nasser è gallese. Partiti dall'Europa, con il sogno della jihad globale


Maxime e Nasser: dall'Europa all'Isis, professione boia
Continuano le decapitazioni e i messaggi di terrore che arrivano dall'Isis: nel video con l'esecuzione di Paul Kassing, vengono mostrate le immagini di una decapitazione simultanea di almeno 15 uomini, che il gruppo estremista presenta come soldati dell'esercito siriano. I boia erano tutti a volto scoperto: giovani e jihadisti, pronti a portare avanti la loro causa con metodi cruenti. Due di loro sono stati riconosciuti: si tratta di Nasser Muthana, giovane studente di medicina di origini gallesi e Maxime Hauchard che è arrivato in Siria dalla Normandia.

AVERE VENT'ANNI E CREDERE NELLA JIHAD - Entrambi hanno vent'anni e sono arrivati sul fronte jihadista dall'Europa. Maxime di anni ne ha 22 ed è cresciuto a Bosc-Roger-en-Roumois, in Normandia. La sua famiglia è cattolica ma lui, cinque anni fa, ha deciso di convertirsi all'Islam e ha cambiato noma: si chiama Abu Addallah Al-Faransi, che in arabo significa "il francese".  Nassar fino a poco tempo fa studiava medicina all'università di Cardiff: sono stati sua madre Samira e suo padre Ahmed a riconoscerlo.

DA CATTOLICO A MUSULMANO, INFINE JIHADISTA - Maxime ha 22 anni e ha vissuto in una famiglia cattolica. Si è convertito all'Islam all'età di 17 anni e secondo le fonti del governo francese è arrivato in Siria un anno e mezzo fa. La conferma arriva direttamente dal ministro degli Interni francese, Bernard Cazeneuve, come si legge su Le Figaro. A luglio era stato intervistato dall'emittente Bfm Tv e qui aveva parlato della sua "sharia" e della sua fervente convizione, che dissipava la paura di morire in battaglia. Per i suoi genitori, sconvolti nel vedere "la sua carriera da miliziano" e per molti loro concittadini lui è il nuovo Jihad-John francese. Ma non sarebbe l'unico: secondo l'esperto di antiterrorismo, Jean-Charles Brisard, c'è un altro ragazzo di origine francese nel video, di cui ancora il nome non è stato diffuso.

MEDICO E INGLESE, ADESSO MILIZIANO ISIS - Nasser Muthana ha solo vent'anni e dopo il liceo si era iscritto alla facoltà di medicina della sua città, Cardiff, in Galles. Era già apparso in un video sull'addestramento dei soldati del califfo e sulla sua identificazione ci sono meno dubbi, visto che a riconoscerlo è stato il padreAhmed, che ha rilasciato un'intervista al Daily Mail: 
In quel video ho riconosciuto Nasser, mio figlio. Sono come tutti i padri però: spero che non sia il mio ragazzo perché se davvero fosse lui so che non sarei in grado di perdonarlo. E' adulto, deve prendersi le sue responsabilità: dovrà avere paura di Allah per aver ucciso
Ahmed non ha voluto mostrare il video a Samira, la madre di Nasser. Anche Assel, fratello di Nasser, è partito per il Medio Oriente, e da un anno non si hanno più sue notizie: 
Sono i miei ragazzi e sono andati via di casa, ma non voglio che tornino: nessun padre vorrebbe rinnegare i propri figli ma io adesso non ho altra scelta.

DUE RAGAZZI COME TANTI - Lo shock dei genitori che vedono i propri figli tra le fila dei jihadisti, in video in cui sono diventati dei boia, è forte. Ma perché un giovane europeo decide di combattere tra le fila dell'esercito dell'Isis, per restaurare il califfato? Nell'intervista rilasciata alla televisione francese, Maxime aveva detto di essersi avvicinato all'Islam tramite "internet". Poi, piano piano, i suoi interessi sono passati dalla spiritualità alla jihad. I suoi amici, intervistati da altre emittenti francesi, hanno detto limpidamente "che beveva, andava alle feste, era un ragazzo normale". Il piccolo comune di cui è originario ha solo 3mila abitanti e ancora nessuno si spiega come "quel bravo ragazzo" adesso sia un boia. Lo stesso dicono i parenti di Nasser, che sognavano di poter avere un medico in famiglia: l'anno scorso aveva chiesto in prestito dei soldi ai genitori per potersi recare all'Islamic meeting nel cuore della Gran Bretagna. 


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