domenica 30 novembre 2014

MASADA 1594 LA MORTE DELLA SINISTRA

MASADA n° 1594 27-11-2014 LA MORTE DELLA SINISTRA

La delusione di chi credeva nella sx – Difficoltà di costruire una democrazia – I tre punti – Il Jobs act passa per un voto. Spaccatura palese del Pd – Italiano medio o milite ignoto – Podemos spagnolo, indignados né di destra né di sinistra – La Germania emette moneta- La soluzione del problema dei migranti – Le nove balle sull’immigrazione (smentite dai numeri)- Il mercato dei sacramenti- La falsità dei sondaggi- Renzi e il crollo della giustizia penale

Questi non hanno speranza di morte,
e la lor cieca vita è tanto bassa,
che ‘nvidïosi son d’ogne altra sorte.
Fama di loro il mondo esser non lassa;
misericordia e giustizia li sdegna:
non ragioniam di lor, ma guarda e passa
(Dante)
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BILANCIO AGRO
Viviana Vivarelli

Io sono vecchia. Vengo da sinistra. Mio padre era di sinistra. E lo era mio nonno. Ovunque guardi nella mia famiglia, trovo persone che hanno difeso i valori della sinistra. Persone povere, affamate, sfruttate, calpestate. Mio nonno era poverissimo e con numerosa prole a carico e per aver difeso la sinistra gliel’hanno fatta pagare duramente finché si è impiccato per miseria e disperazione. Mio padre a 8 anni era in Corsica a fare il carbone e a 18 era a Parigi a fare il cameriere per mandare soldi a casa da emigrante, poi il fascismo gli ha fatto fare sei anni in guerra, dopo la guerra era un nullatenente senza un occhio, con l’ulcera e le toppe al sedere che partiva da zero. Non ci risulta che la sinistra ci abbia mai aiutato. Io ho conosciuto la miseria più nera, i geloni, la fame, la mancanza di medicine, la mancanza di tutto, la vergogna di essere povera, di non avere un cappotto, un libro, qualche lira in tasca. Ho sempre votato partiti di sinistra, poi, dopo la morte di Berlinguer sono entrata nei no global e ho modernizzato la mia visione con un linguaggio più attuale cominciando a sperare nella democrazia diretta. Ho visto fallire il comunismo russo, quello dei Balcani, quello asiatico, quello di Putin. Ho sentito le atrocità del comunismo cinese. Ho visto i comunisti nostrani sghignazzare sul socialismo dei paesi nordici. E intanto appoggiare altre atrocità tramite Togliatti e il cosiddetto comunismo all’italiana. Ho visto il compromesso storico di Moro e quello che è successo con Tangentopoli. Ho conosciuto, tramite un cognato fuori di testa, anche l’ala anarchica dei bombaroli, la sinistra terrorista e rivoluzionaria, che era peggio che andar di notte. Ho persino creduto, per un istante, ma solo per un istante, alla sinistra arcobaleno di Mussi, uccisa dalla cosiddetta sinistra letale che polverizza tutto quello che incontra, compresa se stessa. Ho creduto, per crassa ignoranza e bisogno estremo di catarsi, persino nella sinistra nullafacente di Bertinotti e ho nutrito erroneamente qualche speranza addirittura nella non sinistra di Prodi senza nemmeno capire in che *erdaio ci avrebbe messo e che cosa avrebbe fatto o piuttosto disfatto la sinistra di governo. A quel punto, con lo sporco ventennio bipartisan con Berlusconi, ero in grado almeno di non dare alcun affidamento alla sinistra di Vendola, gran parolaio a vuoto, nei fatti amico dei poteri forti, Chiesa e Confindustria, con una Sel che, ora, coerentemente, si dissolverà nel renzismo. Ma ho continuato a sperare assurdamente, a Bologna, nella sinistra di Cofferati, credendo che fosse lo stesso che a Roma salvava l’articolo 18, e ho lavorato per fare per lui assieme ad altri bolognesi quel famoso programma popolare che veniva dai Bolognesi stessi e che coerentemente il sinistrorso Cofferati buttò nel cestino, per fare il contrario di quello che la cittadinanza tramite noi aveva chiesto, insomma come la sinistra ha sempre fatto. Ora non uso la parola ’sinistra’ nemmeno se uno mi chiede la via per strada. Sono stata buttata fuori dal blog di Bellaciao che è di sinistra. Sono stata buttata fuori dal blog della sinistra arcobaleno di Mussi. Nei blog del M5S che non dovrebbe mai favorire interessi di destra spesso non mi ci riconosco e trovo faziosità, razzismo, revisionismo, monocrazia. Se guardo il blog di Gilioli, che dovrebbe tenere in vita gli ultimi residuati di quelli che credono di essere di sinistra, vedo gente strana, accomunata solo da pochi punti che di sinistra non odorano nemmeno da vicino: odio al M5S, spregio feroce per la democrazia diretta, sì euro, sì Junker, patti con Renzi, faziosità estrema. Inutile dire che non esiste traccia di sx in Renzi e nella sua corte, di minoranza o maggioranza è uguale.
Io non so se la sinistra esista ancora da qualche parte nel mondo, ma, in Italia, se ancora ce n’è qualcosa, è agonizzante. Ammazzata da quelli di sinistra.
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Sauro manda:
LA DIFFICOLTA’ DI COSTRUIRE UNA DEMOCRAZIA
Aldo Giannuli

“Convinciamoci tutti di una cosa: la politica è un campo di estrema complessità ed i problemi complessi non hanno soluzioni semplici. Per cui, il popolo come soggetto politico di cambiamento, come potere costituente, non è un dato di natura che bisogna scoprire e portare ad autoconsapevolezza, ma è una costruzione progettuale che selezioni ed ordini interessi, che individui opportune mediazioni fra gli uni e gli altri, che abbia una conseguente proiezione istituzionale. Tutte cose che sottintendono la costruzione di una cultura politica all’altezza della sfida posta, una capacità di comunicazione capace di raccogliere consensi, capacità di mediare politiche e di tessere alleanze. Non è vero che “per restare sé stessi” occorra non negoziare mai niente con nessuno, è un’altra scemenza, come quella di  Bertinotti che si vantava di non aver mai firmato alcun accordo in tutta la sua vita sindacale (che bel sindacalista!). Se per fare politica bastasse conservarsi duri e puri, sbraitare e denunciare sempre, non avremmo problemi e la rivoluzione l’avremmo fatta da tempo. Ma le cose sono meno facili: occorre saper mediare senza mai vendersi l’anima, interloquire con tutti restando sé stessi, sapere essere intransigenti sui fini strategici ma flessibili nella tattica, che non è rinuncia ai propri fini, ma ricerca della via per arrivarci.
E questo a sua volta richiede forme di azione, comunicazione, formazione delle decisioni che consentano tutto ciò. Dunque, un modello organizzativo idoneo. La scoperta della rete come meccanismo di formazione di un soggetto politico collettivo è una idea geniale, ma non sostituisce le esigenze dell’organizzazione e della presenza sul territorio. Questo non è il rinnegare una propria originalità,  ma integrare queste intuizioni con le forme invarianti della politica.
Ed allora, si metta da parte ogni tabù e si inizi una discussione franca, laica e leale, senza dar vita a conventicole e correnti ma cercando tutti insieme la soluzione ed aprendosi anche all’esterno.
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I TRE PUNTI

Dice Gilioli che Salvini vince perché il suo messaggio si basa su soli 3 punti chiari e semplici:
-immigrazione
-euro
-tasse
Nello specifico: no agli immigrati, via dall’euro, unica tassa al 15% (e basta Equitalia). Estrema semplicità ed estrema concretezza di messaggio; e un messaggio che parla di cose che “interessano la gente”.
Gli si doveva rispondere con una triade altrettanto semplice:
-lavoro
-diritti
-dignità
Che cosa ha percepito l’elettore italiano del M5S in queste elezioni come punti forti? Io non saprei proprio.
Alessio scrive: Il linguaggio di Salvini ha successo fondamentalmente perché gli italiani sono per la maggior parte ignoranti o analfabeti di ritorno. D’altra parte B prima di lui lo aveva già intuito quando affermava che “il pubblico italiano non è fatto solo di intellettuali, la media è un ragazzo di seconda media che nemmeno siede al primo banco… È a loro che devo parlare.”
Sì, ma,  a parte questo, un messaggio chiaro e semplice che va dritto alla testa e al cuore va bene anche per i plurilaureati. Quando è stato che il M5S ha smesso di costruire futuro e speranza per perdersi in polemiche, contestazioni, scontrini, espulsioni, attacchi  a 360° e chiacchiericci vari? E cosa c’entrano coi temi semplici il revisionismo del Duce e i cookie?
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Abbiamo odiato le riforme della Fornero, che distruggevano i diritti del lavoro. Ora Renzi porta a termine l’odioso progetto e dovremmo amarlo per questo?
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IL JOBS ACT PASSA PER UN VOTO. SPACCATURA DEL PD

Il job act non estende nulla, caro piddino, visto che toglie la piccola parte rimasta dell'art.18 a chi ancora ce l'ha, e non la estende a chi fino ad oggi non era tutelato.
Rimangono tutti i 40 e passa tipi di contratti precari, e il famoso contratto a tutele crescenti sarà anch'esso un contratto precario, in quanto il padrone ti potrà mandare via quando vuole, adducendo il motivo economico anche se non è vero, e tu non avrai diritto alla reintegra, ma solo ad un indennizzo in denaro (che sarà basso visto che al massimo sarai assunto da 3 anni).
Senza contare il demansionamento permesso per legge (aumenteranno a dismisura i casi di mobbing) e il controllo a distanza. E non ci sarà nemmeno un posto di lavoro in più, contro quanto Millanta Renzi.
Se alla gente non dai una minima visione sul futuro, nessuno spende e nessuno consuma, come dimostra chiaramente la storia degli 80 euri....
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Viviana
Davvero vomitevole sentire tizi come Bersani che dice: "Non sono d'accordo col Jobs Act ma voto SI’ “per disciplina di partito"!
Il Pd ha già votato “senza se e senza ma” e “per disciplina di partito” tutte le immonde riforme del governo Monti, la riforma Fornero, le non riforme di Letta e le aberrazioni di Renzi. Che cosa ha nella testa? Nulla, oltre la disciplina di partito?
A questo punto, passato per un solo voto il Jobs act alla Camera, possiamo solo sperare che sia bocciato al Senato. E’ un testo che Renzi ha copiato pari pari dalla proposta di riforma del lavoro dettata poco tempo fa da Confindustria, la ripete fedelmente, punto per punto, per la massima gioia di Squinzi. Potremmo nominare Squinzi Ministro del lavoro in pectorem per il buon lavoro governativo fatto! Renzi tiene i suoi ministri a svaccare, come Luigi XLV teneva i nobili a Versailles, ma quando arriva una bella proposta di ultradestra si affretta subito a copiarla. Questa non aumenterà un sol posto di lavoro e straccia decenni di lotte sindacali abbassando il Pd alla destra peggiore, ma è la  trionfale meta a cui i grand comis del capitale tendevano da un secolo; libero licenziamento, precariato totale, morte dei sindacati. Non interessa più loro pagare meno tasse, tanto possono sempre mettere la sede in un Lussemburgo qualsiasi al 5%, o farsi cittadini svizzeri come Marchionne o De Benedetti o mettere capitali neri in Svizzera col premio di reintegro o evadere per 634 miliardi che Equitalia soprassiede, indifferenti anche alle infrastrutture perché  delocalizzano. Ma vuoi mettere la bella soddisfazione ‘morale’ di vedere finalmente realizzate e di un governo ‘di csx’ quelle belle rivendicazioni del libero padronato in servo Stato! Ora, oltre all’art. 18, basta togliere anche quell’art. 1 che pone il lavoro come base della Repubblica e metterci il profitto, come in tutti i capitalismi che si rispettino. Per me alla base della Repubblica ci possono mettere anche i derivati o la polvere “Polvere siamo e polvere torneremo”.
I tavoli di lavoro del Pd che hanno steso il testo non hanno minimamente dato spazio né al M5S, partito alla pari del Pd nel voto politico interno, e da sempre difensore dei precari in una eterna denuncia dello stupro di diritto che si fa su di loro, e hanno ignorato i sindacati, titolari per diritto e dovere costituzionale della difesa dei lavoratori, e una delle poche residuali istituzioni di democrazia diretta. Il Pd è ormai schiavo di una ventennale schizofrenia tra la sua ragione morale e quello che fa attraverso i governi, tanto più ingiustificabile sul lavoro in un sistema fin qui basato sulla contrattazione collettiva. Il testo ripropone un progetto economicamente arcaico e fallimentare, una legge che peggiora decisamente le condizioni dei lavoratori, distrugge le loro tutele e aumenta il precariato, con la scusa inammissibile e assurda che rendere più facili i licenziamento aumenterà il numero dei lavoratori, quando tutti gli analisti ormai sanno che la crisi non passerà licenziando più liberamente e peggiorando le condizioni di lavoro.
Il mercato del lavoro italiano è già più flessibile di quello tedesco. Ma cos'altro si vuole?
E il peggio è sentire anche le ipocrisia di Bersani, biscia che striscia sull'asse liscia! E i 5stelle avrebbero pure dovuto regalargli pure i loro voti come vuoto a perdere???? Capisco come mai a Bettole l'astensionismo sia stato del 77%! Di più doveva essere!
La cosa peggiore in questa votazione surreale è stata la minoranza contestatrice piddina che esprime la sua disapprovazione al Job Act ma non esce dall'aula SENNO' MANCAVA IL NUMERO LEGALE!!!
Poveri cari! E non sarebbe stato un ottimo modo per non far passare quell'orrore??
Insomma contestano sì, ma educatamente, prudentemente, in punta di piedi, senza fare sfracelli, in pratica non contestano affatto per non staccare il cubo dalla poltrona, da quei grandissimi ipocriti e poltronisti che sono!!
Il numero legale era 315. Il Job Act è passato per 1 voto! I contestatari erano 40. Avrebbero potuto benissimo bloccarlo, ma NON POTEVANO FAR MANCARE IL NUMERO LEGALE!!!!  Ma che si fottano!
Ovviamente ci raccontano di non poter fare nulla per aumentare il lavoro perché i soldi mancano .. e ci vengono pure a dire che il fisco ha davanti a sé 623 miliardi di euro con evasori già individuati, e una cifra che si è data già persa e che, se fosse reclamata con la stessa pervicacia con cui Equitalia si rifà sui piccoli debiti, ridurrebbe di un terzo il debito pubblico!!!
Poi c'è ancora gente che ha la faccia di votare Pd, Fi, o Lega o di esaltare Renzi !!!!
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Quanti erano quelli contrari al Job Act? Sarebbe bastato che fossero usciti tutti dall'aula e l'infernale Job Act sarebbe caduto nel discredito generale per mancanza del numero legale, dimostrando a Renzi che la sua tracotanza aveva una base di cacca. E invece no, hanno fatto i bravi soldatini incollati alle poltrone e hanno permesso con la loro stupidità che questo orrore passasse PER UN SOLO VOTO!!!!
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Sono usciti dall'aula Lega Nord, Sel, M5S, FI e 40 deputati del Pd. Ma molti sono rimasti magari per astenersi o votare No.
Quando si volle dimostrare a Berlusconi che i numeri che millantava non esistevano, il Pd ordinò l'uscita dall'aula di tutti i suoi per far mancare il numero legale, ma gli 8 del partito radicale restarono mandando all'aria il piano e i piddini si arrabbiarono molto coi radicali che, restando in aula, avevano permesso a Berlusconi di salvarsi. E dunque i dissidenti non hanno imparato niente? E ora che sono proprio alcuni dissidenti del Pd a non abbandonare l'aula in mancata difesa dei diritti del lavoro, e addirittura dopo essere andati in piazza con la CGIL! Cosa dobbiamo dire loro? Che non tradiscono solo noi ma anche loro stessi? Vigliacchi ipocriti!
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Cosa risolve il Job act? Recepisce le tendenze in atto nell'economia per dare risposte concrete alle esigenze della gente? Al Massachusetts Institute of Tecnolgy (MIT), ma anche in Germania, si sono accorti che il lavoro a bassissimo costo non sarà più richiesto e nemmeno la flessibilità; sono e saranno sempre più abbondanti nel mondo come i capitali a basso interesse. La Volkswagen alcune settimane fa ha dichiarato che non rimpiazzerà più i lavoratori in uscita e che tutti i posti saranno ricoperti dai robot. Perseguire nelle strategie volte a comprimere ulteriormente i salari e precarizzare il lavoro non porterà da nessuna parte. Ripeto: in Cina negli ultimi 5 anni si sono persi oltre 30 milioni di posti di lavoro nel solo manifatturiero causa l'automazione (robot ed informatica), la Apple ha rimpatriato tutta la produzione dei Mac Pro in Texas ma non ha assunto quasi nessuno, tutto automatizzato, e così risparmiano pure sullo stoccaggio e sul trasporto. Ne consegue che la delocalizzazione è solo una tappa verso l'automazione. Il Job Act è un provvedimento che ignora totalmente la realtà che avanza. Servirebbero idee, innovazione, investimenti high tech, in Italia parlare di queste cose fa ridere. Recitano una pessima farsa, autentica cialtroneria al potere.
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DESMOND
Trovo che l’annuncio di Civati di aver votato contro sia stato un modo molto ipocrita di gabbare i fessi. Ne sono indignato. Ho seguito per molto tempo con interesse il cammino di Civati. Nell’aprile del 2013, durante le votazioni per il Quirinale ho cominciato a capire che il suo “dissenso” non nascondeva altro che una coscienza imbelle.
I “dissidenti” del PD sembrano tanti piccoli Bottai, il “fascista critico” che “dialogava” con la dissidenza al regime pretendendo che esistesse un fascismo da riformare. Come lui i “dissidenti” interni del PD di oggi rendono concretamente possibile ciò a cui a parole si oppongono evitando con cura di agire per impedirlo quando, per disgrazia, se ne trovano l’opportunità che hanno cercato di evitare. L’aver permesso che si votasse col numero legale, quando potevano impedirlo con la massima facilità, è un esempio perfetto, uno dei molti, della loro ipocrita viltà e inaffidabilità.
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IL MILITE IGNOTO
MARCO TRAVAGLIO

Salve, sono l’Italiano Medio. Non mi sento particolarmente né di dx né di sx: le ho viste all’opera tutt’e due e non mi sono parse un granché. Il centro, poi, non ho mai capito che roba sia, sebbene abbia letto per anni il Corriere della Sera, o forse proprio per questo. Non ho mai chiesto la luna, anzi sono uno che si accontenta di poco: vorrei essere governato da gente normale più o meno come me, mediamente perbene e abbastanza competente, che parla solo quando ha qualcosa da dire, e per il resto lavora.
Siccome poi pago le tasse (anzi, me le trattengono: sono un lavoratore dipendente in attesa della pensione, se mai la vedrò), gradirei saperle utilizzate per servizi pubblici decenti e non sperperate in sprechi o rubate in furti vari. Tutto qui. Nella Prima Repubblica votavo i partiti di governo per paura dei comunisti, anche se non riuscivo a scrollarmi di dosso la fastidiosa impressione che Berlinguer fosse meglio di Andreotti e di Craxi (a volte quel pensiero molesto si estendeva perfino ad Almirante, almeno quando appariva in tv, ma riuscivo a scacciarlo subito).
Poi è arrivata Tangentopoli e istintivamente ho simpatizzato per i magistrati di Mani Pulite, che trattavano i ladri di Stato esattamente come i ladri di polli. Mi pareva di aver letto da qualche parte, credo nella Costituzione, che è giusto così. Ma da un certo momento in poi sentii dire in tv e lessi sul Corriere che a furia di ripetere “non rubare” rischiavo di ammalarmi di giustizialismo, così smisi. Quel Berlusconi che si affacciava sulla scena, tutto denti e miliardi, non è che mi convincesse molto, ma tutti dicevano che era un grande imprenditore che si era fatto tutto da sé e vai a sapere che si era fatto dare una mano da gente poco raccomandabile: la prima volta lo votai, vedi mai che di quel successo nella vita privata ne portasse un po’ anche in quella pubblica. Me ne pentii subito, anche perché durò meno di un anno e badò solo agli affari suoi: a me però bastarono due facce, quelle di Previti e Dell’Utri, furono più utili di mille politologi.   Nel ’96 votai Ulivo: mi stava simpatico Prodi perché non è un comunista, ma un tipo normale, che non le spara grosse e parla, anzi borbotta poco, un po’ come me. Ci portò in Europa con l’aiuto di Ciampi, e mi parve una cosa buona: il biglietto d’ingresso, l’Eurotassa, fu la prima imposta che pagai volentieri, anche perché ce ne restituirono un pezzo. Ma durò poco anche lui: D’Alema diceva che un Paese normale non può essere governato da un professore che non ha dietro un grande partito tutto suo e non dialoga con Berlusconi per rifare la Costituzione. Sarà. A me la Costituzione, per quel poco che ne so, non pare malaccio, però tutti dicevano che andava rifatta e intanto Prodi cadde. Dei governi “normali” al posto del suo, D’Alema e Amato, non ricordo granché. Se non che fecero tornare Berlusconi, stavolta per cinque anni: un disastro epocale, solo affaracci suoi (s’arrabbiò perfino la mafia, sentendosi trascurata). Quando il Cavaliere cancellò il falso in bilancio e cacciò pure Enzo Biagi dalla tv, trattandolo come Renato Curcio, partecipai anche a un paio di girotondi. Poi però il Corriere disse che eravamo dei pericolosi manettari nemici del dialogo, e allora smisi.   Nel 2008 volevo astenermi, ma poi mi trascinai a rivotare Prodi, che restava il meno peggio. Lo rifecero fuori un paio d’anni dopo: il tempo di mandar fuori di galera 30 mila delinquenti (non ho mai capito perché, quando le carceri scoppiano, non ne apriamo di nuove, ma spalanchiamo le porte di quelle vecchie). Quattro anni di film horror: “Il ritorno del morto vivente”. Poi arrivò Monti con i suoi tecnici e respirai: vabbè, almeno hanno studiato e sanno far di conto. Anch’io facevo i conti: mi mancava qualche mese alla pensione. Ma subito una ministra che piangeva con la faccia cattiva mi spiegò che ero un nababbo parassita come tutti i pensionati, insomma dovevo lavorare altri 7-8 anni. E mio figlio, che aveva appena trovato lavoro, era un privilegiato e doveva vergognarsi per via dell’articolo 18, che infatti fu dimezzato. Boh. Mi vennero dei cattivi pensieri anche sui tecnici e mi buttai sui 5Stelle.
Mica per Grillo: per quei ragazzi puliti che entravano in Parlamento senza un euro di soldi pubblici. Grande vittoria. Speravo che cambiassero un po’ le cose, ma furono subito messi ai margini. Per farmi capire che il mio voto contava zero, tornarono le larghe intese e, per maggior chiarezza, fu pure rieletto Napolitano. Letta durò nove mesi, poi arrivò Renzi: diceva cose giuste, più o meno le stesse di Grillo. Intanto i 5Stelle litigavano e si espellevano: sospetto che qualcosa di buono stiano facendo, in Parlamento, ma è solo un’impressione. In tv non li vedo mai e il computer non fa per me. Così, alle Europee, ho votato Renzi. Grande vittoria. Ma me ne son subito pentito: il giovanotto ha cominciato a fare il contrario di quel che diceva. Ha riesumato il morto vivente, ha ricominciato a menarla con la Costituzione da cambiare e con i parlamentari da nominare. Ha perfino ripetuto che mio figlio è un privilegiato, sempre per l’articolo 18. Domenica mi sono astenuto, come i due terzi dei miei corregionali: stavolta capiranno il messaggio forte e chiaro. Macché: il tipetto dice che siamo secondari. Ma che devo fare per farmi ascoltare? Se voto, non conto niente. Se non voto, idem. Dovrò mica mettermi a menare, alla mia età?
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PODEMOS
Podemos è un movimento politico nato in Spagna nel 2014 fondato da attivisti di sx legati al Movimiento 15-M, e noto anche come Movimento degli Indignados che si definisce né di dx né di sx. Nasce a gennaio e il suo leader è Pablo Iglesias, prof. universitario dall’eloquio affascinante e con un look giovanile, che si fa chiamare «segretario politico». E’ una sx che sa reinventarsi e piace ai giovani, un esempio da seguire per chi a sx non digerisce le scelte di Renzi, ma non può accontentarsi dello scarso appeal di Sel. Presentatosi alle europee, Podemos prende di colpo l’8% dei voti con 1.245.948 voti,  diventando il 4° partito spagnolo e eleggendo 4 eurodeputati. Si ribella alla casta, ai privilegi della classe politica e alla sua corruzione. Propone il controllo pubblico delle banche, la Tobin tax  sulle transazioni finanziarie, maggiori pene all’evasione fiscale, un referendum su molti temi importanti, il reddito di cittadinanza.
In Europa ha aderito alla Sinistra Unitaria Europea e Sinistra Verde Nordica.
Dopo le europee la sua crescita è impressionante. Ha somiglianze solo formali col M5S: uso dei social network, primarie on line, sfida alla casta, lotta alla corruzione. Critica anche l’austerità ma nessuno chiede di uscire dall’euro, un po’ come la lista Tsipras, tant’è che si sono uniti alla lista di Tispras. Secondo un sondaggio del Mundo, Podemos ha scavalcato popolari e socialisti, inedito assoluto nella storia politica del paese: 28,3%, più del quadruplo dei voti presi alle Europee, 2 punti in più del partito di Rajoy, con il Psoe dell’astro nascente Pedro Sanchez fermo al 20%. Il terremoto è totale, gli imprenditori sono spaventati, ma Podemos non ha finanziamenti pubblici, non ha ancora eletti in Spagna. Podemos aiuta i cittadini nel pagamento delle tasse, nell’iscrizione alle liste di disoccupazione, pure gli stranieri vengono alla Calle de Zarita per chiedere una mano. Podemos rifiuta accordi coi 3 partiti maggiori. A primavera si presenta alle amministrative. Staremo a vedere.
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Tom B.
Visto che il M5S si vanta tanto della rete si vada a informare bene sull'analogo del M5S in Spagna, prima forza politica nei sondaggi.
"Anche sul piano della comunicazione la differenza tra Iglesias e Grillo è abissale: il leader spagnolo predilige lo scontro dialettico, vis-à-vis, soprattutto in televisione, mentre Grillo ama i monologhi".
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LA GERMANIA EMETTE MONETA

La Germania sta già emettendo moneta (Wall Street): ha emesso 5 miliardi di bond (Schatz) al mirabile tasso dello 0%, ma emettere debito a tasso zero, equivale a stampare moneta! Com’è intelligente la Merkel! A noi la crisi recessiva e loro emettono bond!Così ridurranno il proprio debito che è superiore al nostro, e, di conseguenza, l’importo degli interessi passivi, lasciando nelle tasche dei cittadini tedeschi più reddito disponibile con cui stimolare la domanda. Se la Germania continuerà a farlo, il suo debito si ridurrà ogni anno!
L'Inghilterra fa anche meglio (ma ha conservato la sterlina): il governatore della Banca di Inghilterra ha comprato 600 miliardi di euro di titoli di stato a costo zero e praticamente ha fatto sparire il debito. Li terranno per anni nel bilancio della Banca e non costeranno più niente allo Stato. E’ il vantaggio di non appartenere alla zona euro.
Pure la Banca centrale svizzera ha creato franchi svizzeri per una cifra pari al PIL.
La banca del Giappone ha emesso liquidità per 2 volte il PIL e se non ha risolto la crisi è perché la classe politica del Giappone è talmente corrotta che la nostra a confronto pare di educande.
Ma ciò che può fare una banca nazionale è enorme.
La Banca di Inghilterra ha comprato TUTTI I BOND EMESSI DAL GOVERNO INGLESE NEGLI ULTIMI 3 ANNI. E dopo averli comprati gira gli interessi al governo, perché Governo e Banca Centrale sono la stessa cosa, dunque il governo si ricompra da solo i titoli di stato. Grazie al fatto che non li vendono sul mercato come noi masochisti italiani gli inglesi pagano l’1% e noi più del 4% sul debito pubblico. Però, secondo le balle varie diffuse dal Fm, la colpa sarebbe dei popoli che avrebbero vissuto 'sopra le loro possibilità', non del perverso sistema capitalista che ci ordina di fallire con la connivenza di leader come Renzi o Napolitano!!
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COME RISOLVERE IL PROBLEMA DEI MIGRANTI
Germano Milite

Ultimamente non si parla d’altro: gli immigrati, quelli che dovrebbero “restare” al paese loro perché qui rubano il lavoro, costano al contribuente e delinquono. E poco importa se l’Istat smentisce  clamorosamente e con numeri chiari questi autentici luoghi comuni xenofobi, senza i quali la  campagna elettorale di qualcuno sarebbe del tutto vuota e ridicola. E sì perché gli immigrati  producono in totale l’11% del nostro PIL e non solo: pagano la pensione ad un italiano su tre; visto che, sempre dati demografici alla mano, per ogni italiano “purosangue” che nasce ce ne sono due che muoiono. Considerando poi che ai giovani di oggi non si pagano i contributi nella maggioranza dei casi, non è difficile immaginare che senza aiuto dall’esterno e contaminazioni etniche, ci
saremmo già estinti come popolo. C’è però un modo, se proprio vogliamo, di liberarci da questa “invasione” che in realtà tale non è, perché a voler essere precisi l’Italia accoglie molti meno immigrati di Gran Bretagna, Germania e Spagna. Questo però lo vedremo tra poco, svelando la soluzione della quale nessun politico da comizio populista ha il coraggio (e la capacità) di parlarvi.
Ora continuiamo brevemente il viaggio nella disinformazione propagandista delle destre europee, giusto per fornire a chi odia il razzismo qualche strumento concreto di lotta alla disinformazione.
I COSTI AL CONTRIBUENTE: RIDICOLI
Dunque: parlano di intollerabili costi al contribuente che tali disperati rappresenterebbero. In  realtà sono cifre ridicole ed ininfluenti, soprattutto se paragonate ai 60 miliardi di euro bruciati dalla corruzione che mangia il nostro paese, ai quasi 100 (sempre miliardi) di imposte condonati alle società che gestiscono il gioco d’azzardo e le slot machines e ai 634 accertati dal fisco che sono sfuggiti tra elusione ed evasione fiscale vera e propria. Insomma: continuare a farci ossessionare  dai costi dell’immigrazione irregolare, sarebbe come incazzarci con il tizio che ci ha chiesto 50  centesimi al semaforo dopo che la banca ci ha fatto chiudere l’azienda per anatocismo pari a sette
milioni di euro. In verità, tutto questo accanimento contro gli stranieri che certa, sfigatissima ma pericolosissima politica cavalca da un po’, ricorda la triste vicenda dei moriscos; musulmani forzatamente convertiti al cristianesimo che nel 1600, al tramonto dell’impero Spagnolo (in forte crisi economica e sociale
già da tempo) vennero prima sterminati e poi espulsi in massa. I moriscos erano in buona parte mercanti ed affaristi, che pagavano le tasse e contribuivano quindi al sostentamento dello stato regio. Alcuni di loro però non volevano “integrarsi” e convertirsi al cristianesimo, altri erano emarginati e disadattati. La Spagna era in crisi nera e così si trovò un capro espiatorio: i
moriscos, appunto. Perseguitati, accusati dallo stesso re di essere tra le cause principali della crisi del suo decadente regno ed alla fine cacciati via, in 300.000 circa. Risultato: l’economia spagnola collassò ancora prima del prevedibile insieme al suo ex sontuoso impero. Volendo rimanere cronologicamente più vicini, ci sarebbe un certo Hitler a ricordarci quanto e come in tempi di
recessione e crisi economica, il mezzuccio della “razza” scelta come causa di ogni male si mostra perdente e rovinoso in brevissimo tempo.
LA SOLUZIONE DRASTICA PER “AIUTARLI A CASA LORO”
Rassicurando quindi tutti sul fatto (ovvio) che il problema fondamentale dell’Italia non sono assolutamente gli immigrati e che comunque anche per i clandestini, piaccia o no, esiste un diritto internazionale che ne prevede l’accoglienza come rifugiati politici e richiedenti asilo, andiamo a esporre la soluzione definitiva che i vari “Salvini” si dimenticano puntualmente
di mostrare ai propri elettori e che altrettanti colleghi clamorosamente non impongono come forma di riflessione sacrosanta e provocatoria. Eliminare il transito di disperati e profughi dai paesi in guerra è relativamente molto semplice, infatti, almeno in teoria. Basta, signori cari, stravolgere il nostro stile di vita occidentale e consumare molto meno. Basta non “esportare democrazia” in territori ricchi di petrolio e materie prime e manodopera a basso costo. Basta ricordarsi, ad esempio, che se tutto il mondo consumasse come consuma la sola Europa, occorrerebbero ben cinque pianeti come il nostro per permettere a tutti di avere un tablet nuovo ogni sei mesi. Basta, insomma, evitare di distruggere paesi già distrutti ed impoverire ulteriormente paesi già poveri per produrre beni di consumo in maniera ossessivo-compulsiva. Basta evitare di delocalizzare all’infinito per aumentare all’infinito i margini di profitto delle multinazionali; basta essere meno patologicamente ingordi o non fare affari in Tanzania e Sierra Leone facendo estrarre diamanti a minorenni mutilati e strappati alle loro famiglie.
INDIVIDUARE I VERI NEMICI
Basta, per dirne qualcun’altra, evitare di schiavizzare bambini per estrarre minerali utili alla produzioni dei nostri smartphone e dei nostri pc grazie ai quali scriviamo poi pensieri razzisti ed ignoranti su internet. Insomma, signori: per aiutare queste persone a casa loro, basterebbe prima di tutto evitare di distruggere casa loro, soprattutto perché le ultime ondate migratorie arrivano in
prevalenza da paesi appunto devastati dalla guerra tra blocchi di potere per l’approvvigionamento di risorse. Senza queste guerre, senza questo consumismo sfrenato che le genera, vi assicuro, avremmo  molti meno barconi da voler respingere e meno ondate di profughi. Perché lasciare la propria patria
non è una cosa che si fa volentieri, avendo l’opportunità di rimanere. Perché fuggire in un paese dove vieni anche insultato e trattato preventivamente da criminale, fidatevi, non è una bella opzione da contemplare come unica possibilità di salvezza. Ma immagino che di rinunciare all’I-phone 6 non se ne parli e che la benzina a 4 euro non vogliamo averla. Immagino che fare la guerra a chi è il vero responsabile dell’impoverimento generale della classe media e farsi un esame di coscienza approfondito non siano ipotesi contemplate. E allora teniamoci questo esercito di disperati che  scappa da guerra e miseria proprio come abbiamo fatto noi innumerevoli volte in passato. Non per “buonismo”, ma per senso della realtà. Il mondo è sempre più piccolo, noi siamo sempre di più e non possiamo continuare a depredare i già poveri, dimenticandoci che il vero ed unico problema dell’umanità è rappresentato da chi vuole accumulare ricchezza all’infinito senza mai condividerne e senza creare nuovo valore. La colpa è di chi scommette i nostri soldi nella finanza speculativa, brucia miliardi in un minuto e poi chiede di socializzare le perdite dei suoi malati giochi d’azzardo.
BUTTIAMOLI TUTTI FUORI. E POI?
Possiamo anche espellere tutti gli immigrati o addirittura riattivare le camere a gas come qualche malato di mente suggerisce. Non cambierà nulla ed anzi le cose peggioreranno per tutti noi poracci che ci ostiniamo a combattere questa guerra tra poracci. Chi ha tanto avrà ancora di più e chi ha poco avrà ancora di meno con un peso aggiuntivo da sopportare: una coscienza pluri-omicida.
Volete cacciare chi viene? Volete che se ne restino dove sono nati? Ottimo: cambiate tutto il sistema economico globale o almeno iniziate a metterlo seriamente in discussione, a partire dal vostro piccolo, patetico orticello che non sarà mai più solo ed esclusivamente vostro. Oppure tenetevi l’altro lato della medaglia con maggiore decenza e consapevolezza; perché i tempi della
botte piena e della moglie ubriaca sono finiti, per sempre. E se proprio non volete capirlo, potreste sempre andare in prima persona a sparare su malati, donne e bambini che vengono dai paesi che abbiamo colonizzato e che abbiamo depredato. Così almeno conoscerete il costo non meramente economico ma anche umano del vostro telefonino.
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LE NOVE BALLE SULL’IMMIGRAZIONE (SMENTITE DAI NUMERI)
Da Padre Giannattasio, missionario Saveriano

Negli ultimi tempi fra le provocazioni di Salvini, i blitz di Borghezio e Casapound, le aggressioni in autobus o per strada ai danni di africani accusati di portare l’Ebola, gli scontri di Tor Sapienza, le esternazioni di Grillo circa il trattamento da riservare a chi arriva dal mare, il clima attorno agli stranieri si è di nuovo fatto abbietto e a tratti pericoloso. Ho voluto allora confutare punto per punto le argomentazioni più usate dai razzisti a vario titolo, tanto per fare chiarezza e dimostrare che il razzismo rimane un basso istinto che va
semplicemente educato e soppresso e non ha alcuna ragione razionale per essere professato.
1) “Vengono tutti in Italia”
Gli stranieri in Italia sono poco più di 5 milioni e mezzo, ossia l’8% della popolazione. Solo 300 mila sono gli irregolari. Il Regno Unito è il paese europeo al primo posto per numero di nuovi immigrati con circa 560.000 arrivi ogni anno. Seguono la Germania, la Spagna e poi l’Italia. La Germania è invece il paese Ue con il maggior numero di stranieri residenti con 7,4 milioni di persone. Segue la Spagna e poi l’Italia. Siamo sesti inoltre per numero di richieste d’asilo (27.800). Da notare che il paese col più alto numero di immigrati è anche l’unico che in questo momento sta crescendo economicamente.
2) “Li manteniamo con i nostri soldi”
Gli stranieri con il loro lavoro contribuisco al Pil italiano per l’11% , mentre per loro lo stato stanzia meno del 3% dell’intera spesa sociale. Inoltre gli immigrati ci pagano letteralmente le pensioni. L’età media dei lavoratori non italiani è 31 anni, mentre quella degli italiani 44 anni. Bisognerà aspettare il 2025 perché gli
stranieri pensionati siano uno ogni 25, mentre gli italiani pensionati sono oggi 1 su 3. Ecco che i contributi versati dagli stranieri (circa 9 miliardi) oggi servono a pagare le pensioni degli italiani.
3) “Ci rubano il lavoro”
“La crescita della presenza straniera non si è riflessa in minori opportunità occupazionali per gli italiani”, è  la Banca d’Italia a parlare. Il lavoro straniero in Italia ha colmato un vuoto provocato da fattori demografici.
Prendiamo il Veneto. Fra il 2004 e il 2008 ci sono stati 65.000 nuovi assunti all’anno, 43.000 giovani italiani e 22.000 giovani stranieri. Nel periodo in cui i nuovi assunti sono presumibilmente nati, negli anni dal 1979 al 1983, la natalità è stata di 43.000 unità all’anno. È facile vedere allora che se non ci fossero stati gli immigrati, 22.000 posti di lavoro sarebbero rimasti vacanti. Questo al Centro-Nord. La situazione è un po’ più problematica al Sud, perché in un’economia fragile e meno strutturata spesso gli stranieri accettano paghe più basse e condizioni lavorative massacranti, rubando qualche posto agli italiani. A livello nazionale, ad ogni modo, il fenomeno non è apprezzabile.
4) “Non rispettano le leggi”
Negli ultimi 20 anni la presenza di stranieri in Italia è aumentata vertiginosamente, fra il 1998 e 2008 del  246% dice l’Istat. Eppure la delinquenza non è aumentata, ha avuto solo trascurabili variazioni: nel 2007 il
numero dei reati è stato simile al 1991. Di solito si ha una percezione distorta del fenomeno perché si considerano fra i reati degli stranieri quelli degli irregolari che all’87% sono accusati di reato di clandestinità, il quale consiste semplicemente nell’aver messo piede su territorio italiano.
5) “Portano l’Ebola”
L’Africa è un continente enorme, non una nazione. Le zone in cui l’Ebola ha maggiormente colpito sono Liberia e Sierra Leone. Da queste zone non giungono immigrati in Italia dove invece arrivano da Libia, Eritrea, Egitto e Somalia. I sintomi dell’Ebola poi si manifestano in 3 o 4 giorni e un migrante contagiato non potrebbe mai viaggiare per settimane giungendo fino a noi. Infine il caso ebola è scoppiato ad aprile 2014, nei primi 8 mesi del 2014 in Italia sono arrivati circa 100 mila immigrati e neanche uno che ci abbia
trasmesso l’Ebola.
6) “Aiutiamoli a casa loro”
È la frase con cui i razzisti di solito si autoassolvono, come se aiutarli a casa loro non abbia dei costi e dei rischi, e come se i nostri governi non abbiano già lavorato per affossare questa possibilità. Nel 2011 il governo italiano ha operato un taglio del 45% ai fondi destinati alla cooperazione allo sviluppo, stanziando effettivamente 179 milioni di euro, la cifra più bassa degli ultimi 20 anni. Destiniamo a questo ambito lo 0,2 del Pil collocandoci agli ultimi posti per stanziamenti fra i paesi occidentali. Nel 2013 il Servizio Civile ha messo a disposizione 16.373 posti di cui solo 502 all’estero, in sostanza il 19% di posti finanziati in meno rispetto al bando del 2011.
7) “Sono avvantaggiati nelle graduatorie per la casa”
Ovviamente fra i criteri per l’assegnazione delle case popolari non compare la nazionalità. I parametri di cui si tiene conto sono il reddito, numero di componenti della famiglia se superiore a 5 unità, l’età, eventuali disabilità. Gli immigrati di solito sono svantaggiati perché giovani, in buona salute e con piccoli gruppi famigliari (poiché non ricongiunti). Nel bando del 2009 indetto dal comune di Torino il 45% dei richiedenti era straniero, solo il 10% di essi si è visto assegnare una casa. Nel comune di Genova, su 185 abitazioni messe a disposizione, solo 9 sono andate ad immigrati. A Monza su 100 assegnazioni solo 22 agli stranieri. A Bologna su 12.458 alloggi popolari assegnati, 1.122 agli stranieri.
8) “Prova a costruire una chiesa in un paese islamico”
È l’argomento che molti usano perché non si costruiscano moschee in Occidente o perché si lasci il crocifisso nei luoghi pubblici. È un argomento davvero bislacco: per quale motivo se gli altri sono incivili dovremmo esserlo anche noi? E comunque gli altri non sono incivili. In Marocco i cattolici sono meno dello 0,1% della popolazione eppure ci sono 3 cattedrali e 78 chiese. Si contano 32 cattedrali in Indonesia, 1 cattedrale in Tunisia, 7 cattedrali in Senegal, 5 cattedrali in Egitto, 4 cattedrali e 2 basiliche in Turchia, 4
cattedrali in Bosnia, 1 cattedrale negli Emirati Arabi Uniti, 3 monasteri in Siria, 7 cattedrali in Pakistan e così via.
9) “I musulmani ci stanno invadendo”
Al primo posto fra gli stranieri presenti in Italia ci sono i rumeni che sono oltre un milione. I rumeni per la maggior parte sono ortodossi. In seconda posizione ci sono gli albanesi, quasi 600 mila, per il 70% non praticanti (lascito della dominazione sovietica) e, fra i rimanenti, al 60% musulmani e al 20% ortodossi.
Seguono i marocchini, quasi 500 mila, quasi totalmente musulmani, e ancora i cinesi, circa 200 mila, quasi tutti atei. Dunque in larga parte gli stranieri in Italia sono cristiani, oppure atei, solo in piccola parte professanti l’Islam.

“Un buon capro espiatorio vale quasi quanto una soluzione”. A. Bloch
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LA SINISTRA STA CON JUNKER
Cordy
I partiti di sinistra-sinistra, socialisti e di destra, difendono Juncker al Parlamento Europeo dalla mozione di sfiducia e censura a commissione proposta dal Movimento 5 Stelle.
“L’attacco di Guy Verhofstadt a Nigel Farage sull’elusione fiscale e ai finanziamenti che Marine Le Pen ha avuto da una banca russa; le posizioni da vecchia politica di Gaby Zimmer, presidente del gruppo GUE (“su Juncker la pensiamo allo stesso modo ma la vostra mozione non la firmiamo perché l’hanno firmata Farage e la Le Pen“) e quelle paradossali di Rebecca Harms dei Verdi (“proprio perché Juncker rappresenta quello che gli si addebita, allora è lui l’uomo più adatto a quella poltrona“, che è un po’ come dire che la cosa più logica per un ambulatorio veterinario per porcellini è affidarlo in gestione a Ezechiele Lupo). Gli attacchi di Gianni Pittella (S&D) “voi non difendete la dignità e il prestigio del Parlamento Europeo: se Juncker se ne andasse la società europea collasserebbe, la disoccupazione esploderebbe, il nostro continente sprofonderebbe nella deflazione (mancavano le cavallette)” e di Manfred Weber (PPE): “voi non siete il nuovo che avanza, voi siete la vecchia Europa“. Le posizioni sommesse ma determinate dell’Ecr, i conservatori inglesi: “nessuna armonizzazione fiscale portata avanti da una Commissione sotto la sua guida, Juncker“.”
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L’Istituto Cattaneo rileva che c’è stato un massiccio travaso di voti dall’area dell’ex centrodestra verso il PD. Ad astenersi tra gli elettori del PD quindi sono stati ancora di più degli oltre 600.000 elettori mancanti alla conta in Emilia-Romagna.
Qualcosa si è rotto definitivamente e credo che la situazione si evolverà molto rapidamente. Il PD ormai è un guscio vuoto, come il PSI di Craxi alla vigilia del crollo e della dissoluzione: apparentemente il suo vertice finge di essere ancora fortissimo e in grado di controllare la situazione, ma intorno si sta facendo il deserto.
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BAGNASCO AL PAPA: SACRAMENTI PAGATI MAI
Viviana Vivarelli

Nelle chiese ci sono listini dei ‘prezzi’ più o meno salati per fare matrimoni o battesimi! E tutti lo sanno! E nelle chiese d’arte di più! Ma questo la Chiesa  lo nega! Dovrebbe tornare il Cristo arrabbiato  rovesciare i banchetti dei mercanti nel Tempio. E rovesciasse pure quelli di chi dovrebbe amministrare lo Stato per il bene dei cittadini, e di tutto ha fatto mercato, anche delle nostre vite!
Ma in un Paese civile almeno si dovrebbero riposizionare i puntelli tra lo Stato e la Chiesa di Roma.
Pensiamo agli insegnanti di religione scelti dalla Curia o revocati a suo insindacabile giudizio, pagati dallo Stato ma non dipendenti dalla Stato. Sono 26.326 su un totale di 931.756 insegnanti, e costano allo Stato più di un miliardo l’anno! Siamo l’unico Paese europeo che si mantiene questo sfizio. Siamo in un regime di tale assurdità che, se gli studenti sono pochi, è vietato al preside accorpare le classi, ci deve essere un insegnante di religione anche se lo studente è uno solo. Questi insegnanti sono entrati in ruolo dal 2003 e se il vescovo decide di rimuoverli, per esempio per comportamenti che non apprezza, lo Stato ha l'obbligo di conservar loro il posto fisso.
E poi tutti gli abusi finanziari che la Chiesa di Roma si permette sullo Stato italiano!
Si consideri che il Vaticano è uno degli stati più ricchi del mondo. Il suo patrimonio mondiale è fatto di quasi un milione di complessi immobiliari composto da edifici, fabbricati e terreni di ogni tipo con un valore che prudenzialmente supera i 2mila miliardi di euro. Può contare sullo stesso numero di ospedali, università e scuole di un gigante come gli Stati Uniti. Ha oltre 1,2 milioni di "dipendenti" e quasi un miliardo e duecento milioni di "cittadini". E' un big dell'economia occidentale, con la popolazione della Cina, dove non c'è solo lo Stato del Vaticano, ma congregazioni, ordini religiosi, confraternite sparse ovunque nel mondo che, direttamente o attraverso decine di migliaia di enti morali, fondazioni e società, possiedono e gestiscono imperi immobiliari immensi che nessuno è in grado di stimare con precisione. Un patrimonio in cui moltissimi edifici hanno finalità di lucro:  case di riposo, seminari, ospedali, conventi, ospizi, orfanotrofi, asili, scuole, università, fabbricati sedi di alberghi e strutture di ospitalità per turisti e pellegrini e tantissime abitazioni civili in affitto.
La Chiesa cattolica è uno dei poteri forti più ricchi del mondo.
Consideriamo che in Italia è suo il 24% del patrimonio immobiliare. E non ci paga le tasse. Nella sola Roma, un quarto delle abitazioni civili e dei palazzi è di sua proprietà.
Se stimassimo in 6.000 miliardi il patrimonio immobiliare totale del nostro Paese, 1.000 miliardi riguarderebbero (stime al minimo) la Chiesa.
Ma anche l'ultima legge di stabilità di Renzi esenta la Chiesa dal pagare la Tasi (tassa sui servizi forniti dai Comuni (illuminazione, manutenzione stradale, vigili urbani etc). Dovrebbero invece pagarla tutti coloro che usano quei servizi e le esenzioni sarebbero limitatissime.
Ma non basta, non si sa in virtù di cosa, lo Stato italiano paga anche le bollette dello Stato del Vaticano.
E la legge per cui la Tasi dovrebbe almeno essere pagata dagli edifici finalizzati a lucro viene bypassata perché basta una dichiarazione della Chiesa che il tale edificio o negozio o albergo ha fini religiosi e nessuno obietta.
In Austria l'80% del reddito di una chiesa è dato dal contributo obbligatorio dei suoi fedeli del 1,15% del suo reddito, il 20% da offerte libere.
La Francia non riconosce e non finanzia alcun culto. Le risorse delle chiese provengono dalle offerte e donazioni spontanee dei fedeli, dalle collette domenicali, dagli stipendi per le messe, dalle offerte legate alla celebrazione di battesimi, matrimoni, funerali, dalle rendite di beni mobili e immobili e dal "contributo per la chiesa", fissato indicativamente a 1-3% del reddito o all'equivalente di 1-3 giornate di lavoro. Il versamento e l'ammontare di questo contributo è libero ed è riscosso in genere dalle parrocchie, che ne trattengono una parte in accordo con la diocesi.
In Germania lo stato si incarica della riscossione della "tassa del culto", all'occorrenza anche in modo forzato mediante procedura giudiziaria. Le risorse della Chiesa cattolica provengono per l'80% dalla tassa del culto, per il 10% da proventi dei beni patrimoniali, per il 10% da sovvenzioni pubbliche e per l’1% da collette.
In Inghilterra, nessuna chiesa riceve finanziamenti governativi diretti.
Solo in Italia la maggior parte delle risorse finanziarie della Chiesa cattolica proviene dal finanziamento pubblico.
In Giappone nessuna Chiesa (Buddhista, Shintoista, Cristiana o altro) riceve alcun finanziamento dallo stato. I preti buddhisti e shintoisti si mantengono proprio con le offerte che i fedeli fanno periodicamente oppure in occasione di speciali celebrazioni (tipo, per lo Shinto, i matrimoni o, per il buddhismo, i funerali).
Di cose da cambiare tra cittadini italiani e Chiesa cattolica ce ne sono tante.
Per es., per quanto non esista alcun patto tra Chiesa e Stato sui cappellani militari, questi sono pagati e pure troppo dal Ministero della Difesa italiano. Perché?
Renzi li ha portati a 205 177 e costano 20 milioni l'anno allo Stato perché sono inquadrati come ufficiali, colonnelli o generali. Ma perché per assistere religiosamente i militari occorre essere colonnelli o generali? E perché Renzi li ha aumentati aumentando anche la spesa pubblica? Strane cose! Ma la legge sui cappellani NON SI PUO' modificare se non con ulteriori regalie. E' TABU' ! E non si capisce perché la formazione religiosa debba essere a carico dello Stato e non la paghi la Santa Sede! Se il Papa vuol fare tanto il giusto, perché non paga lui le spese dei suoi dipendenti? I soldi certo non mancheranno a una delle più grandi potenze finanziarie del mondo! Gli alti costi dei cappellani militari sono dovuti anche a tutti i benefit, auto.. Ma lo Stato si è impegnato a non cambiare nulla se non di intesa col Vaticano. E perché un cappellano militare deve portare i gradi? E deve avere auto e autista? E non rinuncia all'alto stipendio e ai benefit tornando allo stipendio di 1200 € al mese dei preti poveri? E perché matura la pensione prima degli altri lavoratori e ai militari di pari grado e ci sono anche baby-pensionati con solo 3 anni di servizio?
Non citiamo solo il Concordato con Mussolini, ma anche le famigerate regalie di Craxi e Tremonti. Col concordato del 1984 Craxi  stabilì che il clero cattolico venisse finanziato con l'otto per mille dell'IRPEF. I legami di Tremonti col  presidente dello Ior Gotti Tedeschi furono sempre fortissimi e coinvolsero anche il segretario di Stato Bertone. Tremonti, oltre ad aver fissato l'8 per mille, ha assistito come commercialista negli anni '90 la Santa Sede in diverse vicende. Bagnasco era neocentrista ma Ruini favoriva Tremonti come 'l'uomo della provvidenza'.
E Tremonti era uno dei pochissimi (come Andreotti) che aveva il paratissimo conto allo IOR.
Nel 1986 il crack dell'Ambrosiano aveva svuotato le casse del Vaticano, ma con l'8 per mille si riprese benissimo. Oggi la casta ecclesiale ci costa tanti miliardi quanto la casta politica, nel 2017 questa sottrazione alle tasche dei cittadini italiani fu valutata in 4 miliardi l'anno, oggi sarà probabilmente di 6. In un tempo di dolorosa crisi come questo, tanta elargizione a favore di uno Stato straniero è inaccettabile.
Grazie al ventennio di RUINI, la Cei si è  trasformata in una potenza economica, quindi mediatica e politica. Ora è Bagnasco che la mantiene col favore di Renzi.
Io sono del parere che chi vuole una religione se la paghi, versandole una quota del suo stipendio, come accade in molti Paesi; allo stesso modo chi si vuole iscrivere a un partito se lo paghi versandogli sempre una quota fissa. Eliminiamo il prelievo obbligatorio per entrambi come avviene in Italia per il lucro di chiese e partiti, è un arbitrario e odioso furto sulle tasche di tutti! Eppure i non votanti in Italia sono il 50% e troppi sono quelli che non seguono nessuna chiesa? Perché devono pagare tasse o subire prelievi fissi per mantenere politici e preti di religioni che non riconoscono?
Come cittadina non libera ma pensante, ho tutto il sacrosanto diritto di sognare che il mio Paese diventi una democrazia diretta come la Svizzera, dove si salvaguardano i diritti civili assieme alle singolarità di ogni regione, ma è stata eliminata la casta politica e il governo del Paese è passato al popolo!  E ho il sacrosanto diritto di sognare che l'Italia torni ad essere uno stato laico, liberato dal giogo del Vaticano, dove si è liberi di praticare il culto che si desidera o anche di non aderire a nessun culto, ma dove questa privatissima scelta non obblighi nessuno a dipendenze sociali, civili, politiche e finanziarie!
Di una cosa si può essere sicuri: un massone criminale invischiato nel narcotraffico come Marcinkus arrivò ad essere presidente dell'Istituto per le Opere di Religione (IOR), la banca del Vaticano, per ben 18 anni godendo dell'assoluta fiducia di Voitila e partecipò al consiglio di amministrazione per ben 23 volte.
Ma un santo autentico come padre Alex Zanotelli che ha dedicato la sua vita ai poveri non è stato ritenuto degno di diventare vescovo, e men che mai don Andrea Gallo che ha passato la vita ad aiutare poveri, tossici e prostitute.
Andreotti era, appunto una delle rare eccezioni di laico che si serviva dello IOR come banca. Lo Ior ha 3.355 clienti, di questi solo poche centinaia di conti erano di laici e sono stati tutti chiusi. Gli interessi sono altissimi, sopra il 12%.
Lo IOR è una banca molto anomala, non è soggetta a controlli internazionali, come il meccanismo di trasferimento di denaro e fondi, non è soggetta a nessuna legge anti-riciclaggio e non incorre in nessuna sanzione, né penale né amministrativa, questo gli consente di movimentare somme di denaro sconosciute agli uffici tributari di tutto il mondo...I suoi fondi sono serviti per finanziare, tra l'altro, la resistenza di Solidarnosc contro il regime comunista polacco e la lotta dei contras nel Nicaragua finito nelle mani dei rivoluzionari sandinisti. Ma lo IOR emerge anche in inchieste giudiziarie sul traffico internazionale d'armi ed è iscritto nella black list delle banche che riciclano denaro sporco.
Ogni anno il Vaticano, che altri non è che uno Stato straniero, ruba dalle nostre tasche sei miliardi. Non esiste nessun extracomunitario o rom che ci porti via altrettanto. In una crisi come questa con 10 milioni di poveri e un milione e mezzo di bambini italiani che vivono in miseria assoluta, questo furto sistematico e protervo non è più tollerabile.
Personaggi tronfi e arroganti come Bagnasco non sono più tollerabili-
Il patrono d'Italia è San Francesco. Ma costoro lo uccidono ogni giorno.
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La Chiesa dei poveri??
Copio: “Il cardinale Tarcisio Bertone, ex segretario di Stato, ha come casa  un sontuoso e imponente attico di ben 700 metri quadri a poca distanza dalla residenza di appena 70 metri quadri dove vive Papa Francesco. L'esempio di sobrietà fornito dal Papa non è bastato a cambiare una curia lenta a spogliarsi di antichi privilegi e lussuose dimore. E questo succede in un'Italia che non si fa mancare nulla, dove, fra le già numerose caste, annovera pure quella ecclesiastica, con sfarzi e privilegi di esponenti di primo piano di un clero di "untuosi, sontuosi e presuntuosi" che dovrebbero avere "come sorella la povertà".  Bertone  ha replicato che il suo non è un caso isolato: L’appartamento spazioso, come è normalmente delle residenze del Vaticano, e ristrutturato (a mie spese), mi è concesso in uso e dopo di me ne usufruirà qualcun altro." Ma quanto costa ristrutturare un superattico? Ma quanto guadagna un cardinale?
Ricordate lo spot sull'8x1000 alla chiesa cattolica? Dice: "Come sarebbe la vita di molti senza l'8x1000 alla chiesa cattolica?" Poi fa vedere una suora che si dedica ai più deboli oppure un disoccupato che ha trovato un aiuto per ricominciare a vivere. E termina dicendo: "Chiedilo a loro." Bene io farei vedere nello spot anche Bertone. "Come sarebbe la vita di un cardinale senza un attico da 700 mq? Chiedilo a lui."
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SONDAGGI
Viviana Vivarelli

L’informazione è un aspetto estremamente delicato in una democrazia perché diffondere notizie false modifica il comportamento degli  elettori.
In Italia la disinformazione è la norma. Siamo al 49° posto per libertà di stampa. Ormai i media non informano, deformano. E i sondaggi falsi fanno parte della manipolazione politica.
Si viola anche bellamente la legge, che impone di non diffondere i sondaggi nei 15 giorni prima di una tornata elettorale, ma abbiamo visto sondaggi più o meno farlocchi ovunque per le elezioni regionali in Emilia e Calabria.
Il peggio è che ogni partito ha il suo sondaggista di fiducia.
La prima falsità è che si sparano dati solo su chi nel campione dichiara che voterà, come se il 50% di italiani che non intendono votare non esistessero, questo gonfia risultati che sono poi già falsati dal modo in cui si pongono le domande, dalla ristrettezza della scelta, dal campione o dall’orario scelto e dal fatto che si usa il telefono fisso e non il cellulare, cosa che esclude una larga fetta di persone.
Più i partiti cadono nel discredito degli Italiani, più infittiscono i sondaggi, come se i contenuti latenti potessero essere sostituiti dai numeri e anche questo prova che in sondaggi non servono a rilevare delle opinioni momentanee ma a provare delle tesi poste a priori. Cioè i sondaggi fanno il gioco di quelli che li pagano.
Sembra che solo 2 italiani su 10 credano ai sondaggi ma ormai questi politicanti hanno talmente abusato dei sondaggi da far temere che si arrivi ai sondaggi giornalieri, tanto più distorsivi quanto più i sondaggisti sono incorsi in passato in clamorosi errori, per molti motivi: sondaggi ad personam (cioè pagati dal partito x per dire cose favorevoli al partito x), modalità fasulle con cui sono fatti i sondaggi (perché non si telefona ai cellulari? perché non si dice mai come erano formulate le domande? o come è stato formato il campione? perché non si dice che non esistono per es. 5 punti di perdita ma solo uno 0,6 di variazione?), variabilità estrema dell'elettorato italiano, possibili brusche variazioni a seguito di fatti eclatanti ecc.). Tutti poi sanno (e non dicono) che buona parte degli elettori decide per chi votare per tragitto da casa al seggio.
Sondaggi? Bugie per manipolare la gente!
Vogliamo ricordare che alle ultime politiche Bersani doveva vincere con largo margine sul M5S e invece M5S e Pd sono finiti quasi alla pari?
E che alle europee il M5S avrebbe dovuto essere in clamorosa rimostra sul Pd, cosa che poi non è stata? O le buffonate delle elezioni siciliane dove nessuno aveva previsto il risultato eccezionale del M5S? O il 51% che secondo i sondaggi avrebbero voluto un Monti bis, poi caduto al 3%? O gli errori clamorosi alle europee su Berlusconi? Nessuno riuscì a predire il crollo gigantesco di Fi. Il fallimento dei sondaggi qui fu spettacolare. Tutti, senza esclusione, i sondaggi lo avevano dato ben oltre la percentuale delle politiche, quasi tutti oltre il 40%. Ma prese solo il 16%!! Non lo aveva previsto nessuno!
La falsificazione più clamorosa, comunque, riguarda il fatto che nessuna società dei sondaggi tiene conto delle astensioni e dà i suoi numeri come se riguardassero il 100% dell’elettorato. Ma i numeri di questi Italiani tanto disgustati da non votare, cambia, che loro lo vogliano o no, qualsiasi risultato elettorale.
Quando gli errori stanno tra i 7 e gli 11 punti che attendibilità hanno questi sondaggisti???
Sapete perché i sondaggisti inglesi sono meglio di quelli italiani? Perché ci rimettono soldi se sbagliano, mentre i nostri se sbagliano sono pagati lo stesso dai partiti, perché fanno parte ormai del loro staff propagandistico, e dunque…? Siamo sempre lì: stampa e sondaggisti non ci informano, ci deformano.
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RENZI E IL CROLLO DELLA GIUSTIZIA PENALE
Viviana Vivarelli

Siamo il paese più corrotto d’Europa, dove troppi reati risultano impuniti. E ristabilire la giustizia penale è un imperativo imprescindibile anche per uscire dalla crisi, che ormai, oltre che economica è crisi morale.
Renzi ha fatto grandi dichiarazioni sulla necessità di ristabilire il diritto in Italia e dare giuste pene ai trasgressori, ma poi è andato nella direzione opposta.
Intanto una legge svuota carceri che dà i domiciliari per reati con pena fino a 3 anni per far diminuire la popolazione carceraria ed evitarci una multa dall'Europa e ci si chiede dove mai lo stato avrà personale bastante alla vigilanza.
Poi sconti ai ladri di denaro pubblico che godranno di  liberazione anticipata, con pene alleggerite (75 giorni invece dei 45 in meno ogni 6 mesi) e maggiore possibilità di accedere all’affidamento ai servizi sociali (per es. Cuffaro condannato a 7 anni se n’è visti tolti 2 e tra 6 mesi torna a casa).
Niente di fatto su autoriciclaggio, falso in bilancio e prescrizioni facili.
L'evasione fiscale italiana vale 91 miliardi, pari al 7 % del Pil ma con Renzi e la sua banda di aiuto al crimine finanziario, l’elusione fiscale non è più un reato penale (uso di trucchetti legali per pagare meno tasse).
E mentre prima c’era una sanzione penale a chi evadeva per più di 50.000 €, ora il reato penale scatta solo sopra una evasione di 200 mila euro. Ma per chi deciderà di collaborare con il Fisco va anche meglio: 400 mila euro.
Non solo. Non sarà più reato nemmeno la scorretta classificazione nel bilancio di oneri deducibili  Anche le frodi fiscali subiranno una modifica. Per contestarle non basterà una falsa rappresentazione delle scritture contabili,ma si dovrà dimostrare che sono state compiute operazioni simulate «oggettivamente o soggettivamente», avvalendosi di «documenti falsi o altri mezzi fraudolenti idonei ad ostacolare l'accertamento».
Oltre a ciò si potrà fare impunemente fatture false fino a mille euro.
Avanti col Pd popolo di delinquenti! Non avete da perdere che le vostre condanne!
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Mario Romano
Andando di questo passo, non mi meraviglierei che tra poco in Italia esca una legge che dirà che sarà reato non commettere reati...
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Blocco dei salari fino al 2020; raddoppio retroattivo delle tasse sui fondi pensione; aumento delle tasse sulle casse di previdenza dal 20 al 26%; aumento sulla rivalutazione del TFR dall'11 al 17%... regali agli evasori alzando la cifra per commettere reato.
E meno male che i pretesti per scioperare sarebbero inventati!
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Piero Nissim

Il primo a mio ricordo
fu Franco Serantini
figlio che non conosco
picchiato lungo il bordo dell’Arno
e abbandonato poi dagli aguzzini
a morire nel carcere, a Don Bosco.

Di tempi più recenti
son gli altri massacrati
da Cucchi ad Aldrovandi
Rasman, Mastrogiovanni, Pino Uva,
coi poliziotti assolti dai reati
non c’è da noi quello della tortura

Vite spezzate, ognuna rivendica un storia
soprusi, violenze, patimenti
Ed un corteo di anime dolenti
chiede giustizia, dignità, memoria
Non li dimenticate!
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E ora basta con le tristezze! Per riprendermi un po’ sono andata a rivedermi il mio video preferito

https://www.youtube.com/watch?v=Jvypmi8jVRs
Conto molto sul tema "Una risata vi seppellirà"

... e siccome il video di Jesus è molto piaciuto
hanno fatto anche il sequel

https://www.youtube.com/watch?v=u6B1D0oyBK8
..


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