venerdì 28 novembre 2014

L’assordante silenzio della povertà

-M.C.- Mentre i riflettori sono costantemente puntati sulla non-politica e non-amministrazione, accecati dalla luce, campanellini e avanzo di avanspettacolo offerto dallo scontro tra partiti avversi, non ci accorgiamo del fatto che la manifestazione della povertà non è data solo da un foglio di carta compilato chiamato ISEE. Non c'entra nemmeno quello scontrino, che ci comunica che non è più possibile mungere soldi dal bancomat.
#povertà #ItaliaQuei signori, che si guardano bene dal parnarne, hanno la possibilità di contemplare il frutto del loro operato. Ed ecco a voi i numeri: 10 milioni di cittadini in condizioni di povertà relativa e 6 milioni in condizioni di povertà assoluta. Ipoveri assoluti ultra 65enni sono 888.000.
Naturalmente abbiamo dimenticato tutti gli stranieri. Perché di loro non c'è traccia. Eppure viviamo nello stesso spazio di terra.
Naturalmente molti penseranno: ecco, ci fregano i posti di lavoro, i servizi e così via.Non ricordiamo, infatti, né le vicende dei nostri nonni né dei molti giovani costretti ad emigrare, a causa di una costante assenza di conversione tra ciarlare politico e azioni concrete.
D'altra parte dobbiamo rilevare che a pancia piena si fa in fretta a dire che i giovani sono “choosy”. Potremmo riempire interi volumi sia sulle citazioni contenenti il vocabolo “meritocrazia” sia sulle storie di persone, che, dopo aver lavorato in maniera indefessa, sono state licenziate con giustificazioni non dissimili da “devo andare perché ho lasciato il gatto nel forno”.
L'assordante silenzio della povertà, fatta di persone in carne ed ossa, invece, deriva dall'indifferenza. Questi numeri per molti sono numeri come gli altri. Suoni e segni vuoti. Come quelli che arrivano da casa nostra e da chi abbiamo votato (senza scegliere).

http://www.articolotre.com/2014/11/assordante-silenzio-poverta/

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