domenica 23 novembre 2014

L’amico italiano: «Vi racconto chi era la Duchessa d’Alba»

L’ex ambasciatore Ranieri Vanni d’Archirafi parla anche di Carlos Fitz-James Stuart, figlio della Duchessa ora alla guida del casato: «È molto serio, legato anche all’Italia»

di Enrica Roddolo


La Duchessa  il giorno del suo matrimonio con Alfonso Diez  nel 2011 (Reuters)
La Duchessa il giorno del suo matrimonio con Alfonso Diez nel 2011 (Reuters)

«Il nuovo Duca d’Alba, Carlos Fitz-James Stuart? Lo conosco, certo. Come conoscevo la Duchessa: molto esuberante, si era messa il mondo per “montera”, il cappello dei toreri, come ha detto a ragione Alfonso Guerra («Se puso el mundo por montera»). Insomma, una donna padrona del proprio destino». Ranieri Vanni d’Archirafi, antica nobiltà siciliana, già ambasciatore italiano a Madrid e Bonn, poi Commissario europeo, da tempo ha eletto Madrid a suo buen retiro. Frequenta il mondo della diplomazia, degli affari e, ovviamente, quello attorno alla Zarzuela. E alla nobiltà di Spagna.

Spagna: addio alla duchessa di Alba, regina delle cronache rosa

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Chi è il nuovo Duca
Ambasciatore, allora ci racconta il nuovo Duca d’Alba chiamato a raccogliere il testimone dopo l’esuberante Duchessa appena scomparsa all’età di 88 anni? «Carlos Fitz-James Stuart ha sempre saputo che un giorno sarebbe toccato a lui continuare il casato e si è comportato di conseguenza, senza contare che la faccenda ereditaria era stata chiarita nei dettagli sin dal 2011 (al tempo del terzo matrimonio della duchessa che destò scandalo per la differenza d’età con il neo marito, ndr.): il neo Duca ha un profilo serio, molto professionale». E di che cosa si occupa? Non dico lavora, forse non ne ha bisogno. «In effetti, presiede diversi patronati o charities…ma siede anche in diversi consigli di amministrazione importanti e c’è pure un forte legame italiano, penso al posto che ha occupato da diverso tempo nel board del consiglio di amministrazione delle Assicurazioni Generali». Già, una laurea in legge, il duca è anche direttore di EuropAssistance in Spagna e presiede pure la Paideia Foundation del Colegio Santa Maria de los Rosales. La scuola che frequentano le due piccole Infante, Leonor e Sofia, figlie di Felipe VI e Letizia).

I rapporti con la famiglia reale
A proposito, quale rapporto c’è tra la famiglia più titolata di Spagna e la famiglia reale? «C’è un rapporto strettissimo, la Duchessa aveva un contatto particolarmente saldo con la regina Sofia e anche con il neo sovrano Felipe: partecipò anche al battesimo dell’erede al trono». A proposito, che cosa ne pensa di questi primi mesi di regno di Felipe VI. E’ ancora luna di miele, o la magia è già svanita? «Felipe VI e Letizia, si sono mossi molto bene in questo debutto sul trono di Spagna: sempre presenti dove era necessario esserci, ma sempre con discrezione. E gli spagnoli hanno apprezzato questo profilo discreto. Credo che la casa reale stia già recuperando buona parte della simpatia. Per parte sua l’ex Re Juan Carlos, ha tenuto un profilo molto defilato per evitare di interferire con il suo successore. Una scelta dettata da saggezza». Certo, c’è la spada di Damocle delle tensioni in Catalonia, dopo la consultazione informale del 9 novembre sull’indipendenza… «E ci sarà un incontro per parlarne tra il premier Rajoy e Arthur Mas, il 29 novembre. Mi sembra comunque che la posizione dei separatisti sia insostenibile visto che appena un terzo dei catalani è andato alle urne. Dei 6,3 milioni di persone che vivono in Catalogna, solo 2,3 milioni hanno votato, la maggior parte a favore della secessione, ovviamente», conclude D’Archirafi. «Certo, a differenza della Gran Bretagna e della partita referendaria scozzese (conclusasi con un no a un futuro autonomo da Londra) , in Spagna oltre al caso Catalogna si aprirebbe anche la partita dei Paesi Baschi e della Galizia. Un elemento di instabilità da scongiurare».

http://www.corriere.it/esteri/14_novembre_22/amico-italiano-vi-racconto-chi-era-duchessa-d-alba-0d97e28c-726b-11e4-9b29-78c5c2ace584.shtml

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