martedì 11 novembre 2014

L’abbattimento del Muro e l’Europa che ancora non respira a due polmoni

muro-Marco Margrita- Si è scritto molto, come prevedibile, anche con qualche dissimulazione e revisionismo, sulla caduta del Muro di Berlino, in occasione del venticinquesimo di quello storico 9 novembre 1989. Ho scritto caduta, ma sarebbe più opportuno il termineabbattimento. Come ha spiegato l'ultimo ambasciatore italiano presso la DDR Alberto Indelicato:  "Il muro di Berlino non è mai caduto, è stato distrutto dal popolo. Dire che è caduto è una piccola bugia, che non è innocente perché nasconde la sconfitta del comunismo. E' stato distrutto da chi voleva la libertà".
La Chiesa cattolica tedesca ha (molto opportunamente!) ricordato l'evento con un convegno dal titolo "Un incoraggiamento a respirare con due polmoni". Il riferimento è all'immagine, mutuata dal poeta russo Vjaceslav Ivanov, da San Giovanni Paolo II. Quella dell'Europa che respira con il polmone Occidentale e quello Orientale è, a tutt'oggi, una delle più grandi visione del progetto europeo.
L'abbattimento del Muro, evento simbolo della caduta del comunismo europeo e del dissolvimento dell'impero sovietico, è sicuramente uno spartiacque della storia contemporanea, per quanto si sia rivelata fallace e impropriamente ottimistica a previsione (ricusata dallo stesso elaboratore) dell' dell'economista Francis Fukuyama sulla "fine della storia". Secondo questa tesi storiografica, esposta nell'omonimo saggio, il processo di evoluzione sociale, politica ed economica dell'umanità avrebbe raggiunto il suo apice alla fine del XX secolo, e da quel momento si sarebbe aperta una fase finale di conclusione della storia in quanto tale. I fatti, che non possiamo certo qui richiamare, si sono incaricati di dimostrare che la realtà è andata in ben altra direzione.
L'abbattimento del Muro, coronamento di una resistenza umana al perversototalitarismo comunista, però, è stata di certo la fine di una barriera (più completamente potremmo riferirci alla "cortina di ferro") che ha posto un confine innaturale all'interno di quella complessa unità culturale e spirituale che è l'Europa. Una barriera che non consentiva la respirazione con i "due polmoni". Una barriera che aveva nell'occidentalismo, purtroppo non ancora superato, il suo speculare.
La prospettiva di un'Europa unita (confederazione o nazione che si voglia) è, oggi, comunque ben lontana dalla sua realizzazione. Uno dei motivi, per richiamare la lezione di Benedetto XVI, è sicuramente l'incapacità (significativamente rappresentata dalla non indicazione delle radici cristiane dell'Unione e dal rifiuto di guardare ad Est con una logica che non fosse il mero "allargamento") di trarre ispirazione dalla "fedeltà creativa alle sue radici cristiane".
Non si è compreso, nonostante i moniti degli ultimi tre pontefici, che l'individualismo consumistico (coccolato dall'ideologia relativista e debolista, che ha un "falso nemico" nelle predicazioni sulla decrescita) è un avversario dell'umano non meno potente delcomunismo.
L'Europa, per tornare a respirare con i due polmoni, deve guardare come a una potente riserva d'energia alla rinascita religiosa dell'Oriente, che ha scongiurato in parte il rischio che si sostituisse il comunismo con il turbocapitalismo neoliberista, trovandovi la forza di combattere il "radicalismo di massa" che attenta alla tradizionale consapevolezza sulla dignità dell'uomo.
L'abbattimento dei limes imposti, perché l'Europa respiri appieno della e nella sua identità, è la lotta degli uomini liberi europei in questo frangente della storia. Guadando ai fatti di 25 anni fa come una stimolo e un modello.

http://www.articolotre.com/2014/11/labbattimento-del-muro-e-leuropa-che-ancora-non-respira-a-due-polmoni/

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