martedì 25 novembre 2014

LA LIBERTA' DI STAMPA E' L'UNICO TERMOMETRO DELLA DEMOCRAZIA


La televisione è spietata. Giorno per giorno, si ricordano le morti di tanta gente col solo obiettivo di fare notizia. L'attenzione è sempre sulle stesse tematiche: vittime della strada, di aggressioni, violenza, uxoricidi, morti per ebola. E giornali e telegiornali, privi di ogni deontologia professionale, trasformano questi episodi in semplici numeri privi di ogni significato. Vicende drammatiche che non provocano più alcuna reazione nel grande pubblico, se non l'effetto dell'abitudine e dell'indifferenza. In altri casi, invece, giornali e telegiornali, o trasmissioni televisive penose, estremamente penose (tutte quelle trasmissioni stile Barbara d'Urso etc..), trasformano la vita di intere famiglie in un vero e proprio caso mediatico, che unisce gli appassionati di cronaca e di pettegolezzi in una sorta di svago quotidiano, alla ricerca del presunto assassino. Ecco, rendono il loro lavoro inutile e insignificante. Mi chiedo quale sia la reale utilità di tutto questo. Non me la spiego. Non mi spiego sinceramente come sia possibile non avere un minimo di sensibilità di fronte a situazioni terribili della vita di ogni giorno. Non mi spiego sinceramente come sia possibile abituarsi a tutto questo secondo logiche televisive CRIMINALI, ridurre momenti di riflessione a una sorta di passatempo quotidiano, non concedere neppure il tempo a familiari o a persone vicine alle vittime di elaborare il dolore. Resta l'amaro sperpero di una vita quotidiana priva di valori e ideali.

Pietro Romano


Massimo Arcangeli Ma che Italia è mai questa?

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