lunedì 10 novembre 2014

La giornata tipo di un disabile. È davvero possibile essere autonomi?

Studente con disabilità motoria

Mi chiamo Fulvio Mazza, ho 27 anni e sono un ragazzo con disabilità motoria affetto da tetraparesi spastica. Sono nato ad Anzio in provincia di Roma ma ho vissuto sempre a Nettuno che è distante pochi chilometri. Mi sono laureato nel Luglio 2013 presentando una tesi dal titolo "Fenomenologia di Maria De Filippi, analisi di un caso televisivo" con una votazione di 109/ 110 e, attualmente, ho cominciato il secondo anno del corso di laurea magistrale in "Professioni dell' Editoria e del Giornalismo" sempre alla Sapienza. Dal 2008 vivo da solo a Roma e precisamente alla 'Casa dello Studente' sita in Via Cesare De Lollis, 20 (zona San Lorenzo, di fronte alla Città Universitaria).
In questo post cercherò di valutare l'efficienza dei servizi offerti dalla Casa dello Studente e dalla Sapienza di Roma per i portatori di handicap.
Casa dello Studente - La Casa dello Studente di Via De Lollis è l'unica struttura pubblica universitaria a Roma che può ospitare ragazzi disabili e fornisce servizio assistenziale interno 24 ore su 24 e servizio trasporto che permette agli stessi di raggiungere le facoltà ma anche di condurre una vita sociale (andare al cinema, vedere concerti, mostre ecc). Il servizio è gestito da una Cooperativa che, oltre agli assistenti interni, si avvale di ragazzi e ragazze per l'esterno e di autisti per pulmini con attrezzature adeguate. Questo è il servizio più importante a livello europeo dopo quello di Perugia e consente ai disabili di condurre una vita autonoma al''esterno dalla propria famiglia. Tuttavia vi sono delle mancanze a mio avviso importanti. Non è presente all'interno della residenza personale di primo soccorso nel caso in cui i ragazzi (disabili e non) si sentano poco bene o debbano effettuare cure mediche specifiche. In questo caso ci si deve rivolgere alla Asl di competenza, andare al Policlinico o chiamare un'ambulanza: gli assistenti interni, infatti, hanno il compito di aiutare il disabile solo nelle proprie necessità quotidiane di base (vestirsi, lavarsi, farsi la barba, andare al bagno ecc). Non è presente neanche un defibrillatore per le patologie più gravi.
Un altro limite sta nel fatto che il mercoledì di ogni settimana i ragazzi devono comunicare in ufficio i servizi di accompagnamento per la settimana successiva ed è difficile (ma in alcuni casi possibile) gestire degli imprevisti che possono capitare (come è normale che sia) per carenza di pulmini e personale.
Università - Per quanto riguarda la situazione all'interno della Sapienza il servizio fornito dallo 'Sportello per le Relazioni con gli Studenti Disabili' consente ai ragazzi iscritti di usufruire di tutor per accompagnamento a lezioni/esami o per aiuto nello studio e di ausili speciali per la didattica. I tutor sono anche loro studenti universitari che svolgono questo lavoro per usufruire di una borsa di collaborazione.
Le lacune di questo servizio sono principalmente due:
- la funzione dei tutor è solamente quella di aiutare i ragazzi a prendere appunti, registrare le lezioni o facilitare nello studio, quindi il disabile all'interno della facoltà non ha un assistente che lo aiuta nell'espletamento dei propri bisogni fisiologici nel caso in cui egli non sia autonomo;
- secondo il regolamento dello Sportello, si deve fare richiesta del tutor per le lezioni un mese prima che inizino le stesse: questo non è sempre possibile, in quanto alcune facoltà mettono a conoscenza gli studenti dell'organizzazione del semestre solo 10 giorni prima dell'inizio effettivo dei corsi. Il ritardo della richiesta di tutoraggio può comportare la mancata assegnazione della persona di supporto creando non poche difficoltà per il disabile. È pur vero che lo Sportello comunque cerca sempre di venire incontro alle esigenze di ognuno di noi ma questo è dovuto solo al buon senso delle persone che lavorano all'interno di queste struttura.
In conclusione, posso affermare che, pur con tutti i loro punti deboli, se non ci fossero questi servizi noi disabili non potremmo fare una vita autonoma dalle nostre famiglie perché i piccoli paesi dove viviamo non offrono nulla di tutto questo, quindi ben venga che ci siano queste opportunità al giorno d'oggi. Ovviamente ci sarebbero tanti piccoli accorgimenti che senza molto sforzo potrebbero migliorare ancora di più la nostra permanenza all'interno delle strutture pubbliche, basterebbe ad esempio che la Regione Lazio si facesse carico di ascoltare le problematiche e stanziare fondi necessari da investire sul sociale.

http://www.huffingtonpost.it/fulvio-mazza/giornata-disabile-essere-autonomi_b_6075312.html?utm_hp_ref=italia-diritti

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