sabato 29 novembre 2014

La finanza contro Yesmoke per contrabbando

-Redazione- Diciassette arresti, 140 ufficiali di polizia giudiziaria impegnati dalle prime ore dell'alba tra Torino, Roma e Germania per portare a termine una maxi operazione internazionale volta a smantellare una delle più grosse organizzazioni di contrabbando di sigarette presenti in Europa.
Al centro dell'inchiesta la Yesmoke dei fratelli Carlo e Gianpaolo Messina, il cui stabilimento di produzione made in Italy ha sede in provincia di Torino, a Settimo Torinese. Sono stati impegnati nell'operazione militari della Guardia di Finanza di Torino e funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Coordinati dalla procura di Torino e quella di Francoforte sull’Oder (DE).
#fabbricasigaretteAmmonta a 90,4 milioni di euro l'evasione di accise e imposteaccertata nella maxi operazione della guardia di finanza di Torino.
Dodici gli arresti eseguiti, tra Italia e Germania, su ordine di custodia cautelare emessa dal gip di Torino Roberta Vicini. L’azienda è stata sequestrata e commissariata dalla procura di Torino.
In carcere sono finiti due amministratori Carlo e Giampaolo Messina, un procuratore, Paolo Arpellino, e un responsabile delle vendite, Oscar Parisi. Agli arresti domiciliari due dipendenti addette alla contabilità, Stefania Barison e Barbara Graziani. Tutti sono accusati di associazione per delinquere finalizzata al contrabbando. Sono state effettuate 22 perquisizioni e sequestrati 14 conti correnti, tre società, sei immobili e due auto.
Per l’accusa, il 90% delle sigarette prodotte dall’azienda per il mercato extra-Ue veniva in realtà immesso nel mercato del contrabbando. Una parte della produzione era dedicata però al commercio lecito. Inoltre ci sono da considerare i dipendenti dell’azienda non implicati nell’illecito.
“Nel momento – ha spiegato il pm Marco Gianoglio – in cui si va a incidere sull’attività produttiva, ci siamo posti il problema di quali fossero le sorti dell’azienda, perché c’è una parte consistente di questa dedicata al commercio lecito. Yesmoke ha una sessantina di dipendenti per cui l’attività può proseguire. Abbiamo sequestrato tutti i beni della società, ma la nomina del commissario giudiziale permetterà il proseguimento della produzione”.
Da anni intorno agli stabilimenti delle sigarette made in Italy girava il sospetto che avessero sostituito le vecchie fabbriche che negli anni '80 e '90 facevano arrivare con i motoscafi da Brindisi e dal Montenegro tonnellate di stecche di Marlboro per il commercio di contrabbando. Ma l'azienda ha sempre risposto sostenendo che si trattava di una campagna denigratoria delle "big tobacco", le grandi multinazionali della sigaretta intimorite dal potenziale della piccola fabbrica torinese.
Alla Yesmoke è stato addirittura dedicato un film di Michele Fornasero, proiettato in questi giorni al Festival dei Popoli di Firenze, che racconta l'avventura dei fratelli Messina come una lotta impari contro i sette big mondiali del tabacco. Ironia della sorte, in una delle pagine del sito web dell'azienda è riportata la seguente frase: “Secondo lo studio dell'istituto KPMG, il calo sarebbe dovuto «ad una politica fiscale che non ha penalizzato le sigarette della fascia più bassa di prezzo». In parole povere, sarebbe tutto merito della Yesmoke”…

http://www.articolotre.com/2014/11/la-finanza-contro-yesmoke-per-contrabbando/

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