domenica 16 novembre 2014

La “favola gay” letta all’asilo che non piace a genitori e associazioni cattoliche

I genitori si indignano perché in un asilo della Capitale si insegna ai bambini l'educazione e il rispetto dell'omosessualità. Per le associazioni cattoliche, l'obiettivo è quello di stravolgere il vero senso di famiglia e genitorialità.
La "favola gay" letta all'asilo che non piace a genitori e associazioni cattoliche -Redazione- "Per fare un bimbo servono un uomo e una donna, un semino e un ovino… Meri e Franci erano due donne, avevano solo ovini. Mancava il semino! In Olanda c'è una clinica dove dei signori gentili donano i loro semini per chi non ne ha. Franci si è fatta dare un semino nella clinica olandese e…l'ha messo nella pancia di Meri. Margherita ha cominciato a crescere! Margherita ora ha due mamme: sono i suoi genitori".
Questo è uno piccolo brano tratto dalla favola "Piccola storia di una famiglia", letta e distribuita in un asilo nido del quartiere Bufalotta, di Roma.
Non è l'unica favola che viene raccontata ai piccini, ci sono anche "Perché hai due papà?" e "Il bell'anatroccolo", storia di un paperotto maschio che scopre di essere una "femminuccia ed è orgoglioso di esserlo", il tutto nell'ambito di un progetto di educazione e rispetto dell'omosessualità sostenuto dal dipartimento Servizi educativi e scolastici del Comune di Roma.
Ma a molti genitori e associazioni cattoliche il progetto non è piaciuto e tramite il comitato Articolo 26 hanno sollevato perplessità e polemiche.
Si legge in una nota del comitato: "Con il cavallo di Troia della lotta alla discriminazione, con il pretesto dell'educazione sessuale o più semplicemente, appunto, con escamotage che sfruttano la distrazione dei genitori, si spalancano le porte degli istituti scolastici ad una valanga di "progetti educativi" di stampo gender. Il nido di Roma non è certo un caso isolato" denuncia il comitato. "Spesso -prosegue la nota – all'insaputa dei genitori, si va affermando una linea ben precisa.Si impone, in modo più o meno limpido, una cultura insidiosa, che mira alla decostituzione dei modelli di genere, alla sovversione delle evidenze di natura e allo stravolgimento del senso di famiglia e di genitorialità. Detto in altre parole, si insegna ai bambini, sin dalla più tenerà età, che non si nasce maschi o femmine ma che "sei quello che senti di essere", senza differenza. Che non esistono una mamma e un papà, ma un genitore 1 e 2. E che perciò la famiglia può essere tutto e il suo contrario".
L'iniziativa romana non sembra, comunque, essere isolata: in alcune città, tra le quali Venezia, le amministrazioni stanno distribuendo favole gay o testi che possono essere utilizzati per parlare di omosessualità.
Non è la prima volta che in una scuola della Capitale si propongono argomenti, definiti da molti ancora "tabù"; qualche mese fa in un liceo romano i professori vennero denunciati perché decisero di far leggere ai ragazzi "Sei come Sei", il romando di Melania Mazzucco, dove veniva descritto un rapporto orale tra due giovani dello stesso sesso.

http://www.articolotre.com/2014/11/la-favola-gay-letta-allasilo-che-non-piace-a-genitori-e-associazioni-cattoliche/

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