domenica 23 novembre 2014

La Croce Rossa verso la privatizzazione: a rischio 1.200 militari

cri-Redazione- La Croce Rossa si avvia verso la privatizzazione e smilitarizazione.
Un decreto del governo Monti, che risulterà effettivo da gennaio 2015, prevede infatti che tutte le funzioni della Cri passino alla costituenda Associazione della  Croce rossa italiana, che diverrà così un soggetto di diritto privato, con il corpo militare costituito solo da soldati in congedo. In questo modo, tutto il personale di supporto amministrativo, logistico e in servizio verrebbe cancellato.
Si parla, in cifre, di oltre 1.200 posti di lavoro persi. Lo scorso maggio, per far fronte a questa possibilità, in Senato è stato presentato un disegno di legge atto ad abrogare il decreto del governo tecnico, ma non è ancora stato calenderizzato nei lavori parlamentari. "Il governo Renzi potrebbe risolvere il problema con un semplice emendamento, ma finora i ministri della Difesa e della Salute non hanno fornito risposte", si legge in una nota della Croce Rossa.
"I circa mille militari effettivi del Corpo saranno smilitarizzati e messi in mobilità non protetta. In conseguenza di ciò si perderà la possibilità di utilizzare i circa 20.000 volontari riservisti (medici, infermieri, logisti, tecnici etc.) che prestano il loro lavoro gratuitamente in Patria, sia per compiti di protezione e difesa civile che per l'assistenza sanitaria a tutte le Forze Armate", prosegue il comunicati. "Questo, in un momento in cui le emergenze su immigrazione, Ebola, alluvioni e disastri ambientali rendono una struttura come il Corpo militare Cri tra le più titolate a intervenire".

http://www.articolotre.com/2014/11/la-croce-rossa-verso-la-privatizzazione-a-rischio-1-200-militari/

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