mercoledì 26 novembre 2014

La Chaupadi: la tradizione che costringe all’esilio e alla morte le donne perché impure

chaupadi-M.S.- E' stata abolita nel 2005; nonostante ciò, specialmente nelle zone rurali del Nepal, continua ad essere praticata ai danni delle donne.
Tutto trae origine dall’antica tradizione induista che ritiene il sangue mestruale impuro: per questo le donne, durante questo periodo, sono considerate infette e, addirittura, contagiose. Non possono entrare pertanto in contatto con gli uomini, con i parenti, con gli amici: con nessuno. Devono vivere recluse, in esilio, barricate in piccole casupole di bambù all'esterno delle proprie case, al freddo e in balia degli animali selvatici.
Molte muoiono: morse da serpenti, assalite da tigri, assiderate o, semplicemente, bruciate vive nel tentativo disperato di riscaldarsi attorno a un fuoco. Altre vengono rapite e violentate proprio a causa della loro vulnerabilità e solitudine, all'esterno.
"Se tocchiamo un uomo o qualsiasi altra cosa si trovi in casa", ha spiegato una donna alle domande dei giornalisti, "se cuciniamo o usiamo l’acqua dei pozzi e delle cisterne comuni, il nostro dio, Debti, ci punirà. Le nostre gambe e braccia verranno torte e ci verranno cavati gli occhi. La frutta marcirà, le mucche non daranno più latte, i pozzi si seccheranno, le nostre case bruceranno e le tigri ci attaccheranno nella notte”.
La maggior parte delle donne, il 95%, vi si sottopone. Per lo più si tratta di convinzioni: sono sinceramente persuase dal timore di una punizione divina. Le altre, vengono obbligate dai familiari, che non vogliono una donna impura a fianco. Sono veramente poche le donne che riescono a voltare le spalle alla tradizione: non per questo non vengono discriminate. Durante il periodo mestruale, infatti, restano comunque recluse in una stanza della casa, impossibilitate a muoversi.
“Questa tradizione ha un impatto estremamente alto sulla psiche e la salute mentale delle donne, la loro autostima viene completamente schiacciata”, ha spiegato Poulomi Basu, una fotoreporter indiana che ha deciso di denunciare attraverso le proprie fotografie la crudeltà della Chaupadi. "Il cambiamento sta lentamente arrivando grazie ai programmi scolastici e all’arrivo della tecnologia", ha aggiunto, "ma la tradizione è così radicata nella loro vita, che le campagne per l’igiene femminile e l’impegno del governo non la estirperanno nel breve termine”.


http://www.articolotre.com/2014/11/la-chaupadi-la-tradizione-che-costringe-allesilio-e-alla-morte-le-donne-perche-impure/

Nessun commento:

Posta un commento