mercoledì 19 novembre 2014

Italia, il Paese dell’emergenza rifiuti. Entro due anni le discariche saranno al collasso

In Italia ci sono troppe discariche. E la loro aspettativa di vita è breve. Con i ritmi attuali di smaltimento, le discariche italiane si esauriranno entro i prossimi due anni.
Italia, il Paese dell'emergenza rifiuti. Entro due anni le discariche saranno al collasso-Redazione- Entro due anni, senza un aumento consistente della raccolta differenziata di rifiuti, le discariche italiane esauriranno lo spazio a disposizione, secondo il primo rapporto del Waste Strategy, un think tank italiano di settore a cui partecipano tra l'altro aziende pubbliche di gestione dei rifiuti come Hera e Ama, imprese private come Basf e Nestlé e consorzi di recupero e riciclaggio come Comieco, Conai e Corepla, reso noto oggi.
"Il mix di gestione italiano rimane ancora troppo sbilanciato sulle discariche che in alcune aree del nostro Paese sono la destinazione finale di oltre il 90% dei rifiuti urbani prodotti (la media nazionale si attesta sul 37%)", dice il comunicato. "In questo quadro generale, le situazioni più critiche si registrano in Sicilia, Calabria, Lazio, Puglia e Liguria".
Le regioni italiane hanno diversi livelli di dipendenza dalle discariche in funzione del livello di raccolta differenziata e di termovalorizzazione. Le regioni meno dotate di impianti sono anche quelle con i livelli di raccolta differenziata più bassi. Analizzando i Piani Regionali emerge la tendenza a continuare a puntare sulle discariche o, addirittura, a non prevedere soluzioni per lo smaltimento. Anche qualora previsti, secondo il report, i termovalorizzatori raramente giungono a costruzione: della capacità totale prevista dagli ultimi Piani Regionali disponibili (circa 2,5 mln ton per 16 regioni al 2013) ne è stata realizzata meno del 20%.
Eppure le non-scelte costano all’Italia. "La gestione dei rifiuti comporta una serie di importanti ricadute per il sistema Paese", avverte Alessandro Marangoni, ad di Althesys presentando il Rapporto. "Lo studio ha stimato gli effetti ambientali, economici e sociali di diversi scenari futuri. Il raggiungimento degli obiettivi previsti al 2030 dalle revisioni delle direttive Ue (70% di riciclo totale) comporterebbe benefici potenziali netti per l'Italia fino a 15 miliardi di euro circa".
Le direttive europee in materia di rifiuti prevedono, infatti, l'obiettivo del riciclaggio al 50% entro il 2020 e al 70% entro il 2030.  E ci saranno cambiamenti anche per i produttori che dovranno rendere i loro imballaggi sempre più riciclabili.
Secondo l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), nel 2013 in Italia sono state prodotte 29,6 milioni di tonnellate di rifiuti, quasi 400.000 in meno dell'anno precedente, e circa 260.000 sotto il dato del 2002, soprattutto a causa della crisi economica.

http://www.articolotre.com/2014/11/italia-il-paese-dellemergenza-rifiuti-entro-due-anni-le-discariche-saranno-al-collasso/

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