sabato 29 novembre 2014

IL RAGGIO “ULTRA VIOLET” DEL POP ART - ESORCIZZATA A 15 ANNI ED INTERNATA IN UN CARCERE MINORILE, SE NE VA ALL’ALTRO MONDO LA SUPERSTAR DI ANDY WARHOL -

Isabelle Collin Dufresne, conosciuta come Ultra Violet, è morta a 78 anni - Fu musa di Dalì e amica di artisti dell'espressionismo astratto come Rauschenberg - Warhol la scelse per quasi tutti i suoi film: clinicamente morta dopo un grave incidente nel 1973 tornò letteralmente alla vita dedicandosi allo studio dei testi sacri, in particolare della Bibbia… -


ultra violetULTRA VIOLET
Tutto il mondo la conosceva come Ultra Violet ma il suo vero nome è Isabelle Collin Dufresne. L'attrice e scrittrice francese icona e musa della Pop Art di Andy Warhol è morta in un ospedale di Manhattan all'età di 78 anni. L'annuncio della scomparsa è stato dato dal "New York Times", ricordando che Dufresne viveva da tempo tra gli Stati Uniti e Nizza, in Costa Azzurra.

La migliore opera d'arte di Ultra Violet, come è stato scritto, è la sua vita stessa: nata Isabelle Collin Dufresne il 6 settembre 1935 a La Tronche, vicino a Grenoble, in Francia, sottoposta dalla sua famiglia a esorcismo a 15 anni, internata in una carcere minorile a 16, a 20 anni fugge a New York.

Diventa la musa del maestro del surrelismo Salvador Dalì, con cui inizia la sua eccentrica carriera; poi amica intima dei maggiori artisti americani dell'espressionismo astratto (Rauschenberg, Johns, Lichtenstein e Stella).

Nel 1964, nello studio di Dalì, avviene l'incontro decisivo con l'artista Andy Warhol, che da allora la sceglie per quasi tutti i suoi film: 17 sono le pellicole della Factory del re della Pop Art in cui Ultra Violet è protagonista. Fu incoronata da Warhol con i soprannomi di "Pop Icon" e "Superstar".

Animatrice del laboratorio The Factory di Warhol, Ultra Violet è autrice dell'autobiografia "Famous for Fifteen Minutes", bestseller tradotto in dodici lingue, in cui traccia un ritratto affettuoso del maestro americano. È stata in seguito attrice per John Schlesinger, Milos Forman, Norman Mailer, Woody Allen e James Ivory.

Dopo essere stata amante dell'artista statunitense Edward Ruscha, nel 1973 un
grave incidente segna una fondamentale cesura nell'esistenza e nella ricerca dell'artista. Dichiarata clinicamente morta, torna letteralmente alla vita, e dopo una lunga convalescenza si dedica allo studio dei testi sacri, in particolare della Bibbia. In seguito ha pubblicato un saggio sull'Apocalisse di San Giovanni Apostolo e si è dedicata alla pittura e alla scultura di opere a soggetto religioso. 
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