sabato 22 novembre 2014

Il patto tra Stato e Casalesi per fermare le stragi del 2008

'O ninno parla, tremano imprenditoria e politica-Redazione- E' la trattativa degli anni Duemila. I personaggi, anche questa volta, sono Stato e mafia, Servizi segreti e casalesi, con il fine di bloccare la deriva stragista della camorra.
Era il 2008: a Casal di Principe e dintorni era guerra. A Castel Volturno si ammazzavano africani, i parenti di coloro che si erano opposti al pizzo venivano freddati, imprenditori stessi che avevano denunciato la camorra uccisi. Una scia di sangue infinita, che aveva iniziato a sollevare anche proteste da parte dei cittadini: lo Stato non sapeva più proteggerli.
In questo contesto, si sarebbero gettate le basi per un accordo. E proprio su questa trattativa stanno indagando gli inquirenti, assieme al pm anticamorra Cesare Sirignano, che ha da poco ascoltato Antonino Iovine e due camorristi che erano a conoscenza di tutto, Maurizio Di Puorto e Benedetto Cirillo.
L'incontro sarebbe avvenuto a poca distanza da Viareggio, in Toscana, quell'autunno del 208. Da una parte Iovine, dall'altro due esponenti dei servizi segreti. Lo scambio è chiaro: lo Stato vuole la fine delle stragi e l'arresto del superkiller Setola. In cambio, libererà Enrichetta, la moglie del boss, arrestata da qualche mese. Un patto, un accordo. E sembra che la cosa possa funzionare, se non che succede qualcosa su cui indagano gli investigatori. La trattativa, infatti, non va in porto: forse un voltafaccia, forse si alza la posta in gioco. Fatto sta che l'accordo non sembra reggere e la coniuge del Ninno sarà liberata soltanto tre anni dopo, mentre Setola verrà arrestato a Cassino, senza apparente aiuto di Iovine.

http://www.articolotre.com/2014/11/il-patto-tra-stato-e-casalesi-per-fermare-le-stragi-del-2008/

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