venerdì 28 novembre 2014

GAZZA FOREVER! LA BATTAGLIA CON LA BOTTIGLIA DI GASCOIGNE: “NIENTE DI SBAGLIATO IN ME ALMENO FINO A QUANDO NON TOCCO LA BIRRA” - HO PERSO DIVERSE OFFERTE DI LAVORO PERCHÉ PENSAVANO CHE FOSSI MALATO MA ORA SEMBRO DON JOHNSON CON GLI ADDOMINALI DI STALLONE”.

Dopo essere stato ricoverato nel reparto psichiatrico del St Ann’s Hospital di Poole per aver dato una testata ad un uomo, Gazza racconta al “Sun” la sua battaglia contro l’alcol: “Bevo per noia” - “Il mio Tottenham si rifiuta di darmi i biglietti, l’Arsenal e Wenger, invece, mi hanno pagato le cure - Rooney? Mi deve ancora 40 sterline”



gascoigneGASCOIGNE
La prima cosa che Paul Gascoigne farà se Wayne Rooney dovesse realmente superare il record dei 49 gol in Nazionale di Bobby Charlton (ora è a 46) sarà di mandargli una lettera di congratulazioni, dove però gli ricorderà anche “quelle famose 40 sterline che ancora mi deve”.

La storia risale ai tempi in cui Gazza era all’Everton: un giorno il tecnico Colin Harvey gli chiese di dare un’occhiata ad un 14enne durante una partita dell’Under 21 “e io vidi questo ragazzino fare due gol, il secondo dei quali assolutamente incredibile, così andai negli spogliatoi per fargli i complimenti e predirgli che sarebbe diventato un grande campione.

GASCOIGNEGASCOIGNE
Poi, visto che di solito davo dei soldi ai giocatori più giovani perché non è che ne avessero tanti, chiesi chi volesse 40 sterline e Rooney si fece avanti, dicendomi che li avrebbe usati per farsi una birra e a quella battuta ridemmo tutti”, ricorda oggi il 47enne ex centrocampista della Nazionale, che negli anni a venire avrebbe poi rischiato più volte di finire all’altro mondo proprio a causa della birra.

Sarà perché non la regge tanto (“dopo quattro sono già ubriaco, mentre se mi attacco al gin, posso far fuori senza problemi anche una bottiglia”) o forse, più semplicemente, perché è alcolizzato ormai da anni e ogni ricaduta potrebbe essere quella fatale.
GASCOIGNEGASCOIGNE

NOIA — L’ultima è stata un mese fa, quando è finito nel reparto psichiatrico del St Ann’s Hospital di Poole a seguito del ricovero coatto deciso dalle autorità dopo che aveva dato una testata ad un uomo. “Stavo bene - racconta Gascoigne in un’intervista esclusiva al Sun - ma mi sentivo come il protagonista di Groundhog Day (ovvero, “Ricomincio da Capo”, dove Bill Murray è un insopportabile meteorologo che resta intrappolato in un circolo temporale, ndr) e ogni giorno facevo sempre le stesse cose… Era una noia ed è per questo che ho ricominciato a bere”.

PAUL GASCOIGNEPAUL GASCOIGNE
A suo dire, a farlo sbroccare del tutto, sarebbe stata una terapeuta donna “che ha iniziato a venire a casa mia per parlarmi. Continuava a chiedermi come mi sentissi e se avessi voglia di bere e io le rispondevo di no e di andarsene. Ma lei insisteva e così, quando mi ha chiesto se c’era qualcosa che volevo, le ho detto: ‘Sì, che tu vada affan… ed esca dalla mia casa”.

SONO L’UNICO CHE PUO’ SALVARMI — Il resto è storia, con l’ex giocatore portato via dalla polizia (“ma non mi hanno arrestato né messo le manette”) e ammesso in ospedale per un controllo. “Mi dissero che andava tutto bene e che mi riportavano a casa, ma la cosa successiva che ricordo è che mi sono risvegliato al St Ann’s, dove un dottore mi ha chiesto di restare lì fino al lunedì perché avevo bisogno di riposare.
5 melanie griffith don johnson5 MELANIE GRIFFITH DON JOHNSON

Alla fine, ci sono rimasto cinque o sei giorni, che ho passato sempre nella mia stanza a guardare le repliche di Kojak in tv e a fare gli esercizi, 800 flessioni, 800 piegamenti e 800 addominali. Ma il riposo mi è servito e alla fine mi hanno fatto uscire”. Con un’avvertenza: ovvero, quella di stare lontano dall’alcool. In caso contrario, la prossima volta potrebbe ritrovarsi in una bara. “So che hanno ragione – ammette Gazza – e so anche che io sono l’unico che può salvarmi. Non c’è niente di sbagliato in me, almeno fino a quando non apro una lattina di birra”.

Sylvester StalloneSYLVESTER STALLONE
WENGER — Amatissimo dai tifosi come dagli ex compagni di squadra, in questi anni bui l’ex campione ha sempre potuto contare sull’appoggio del mondo del calcio, con l’Arsenal a pagargli addirittura 50mila sterline di spese mediche in due diverse occasioni “per ordine diretto di Arsene Wenger”, malgrado lui per i Gunners non abbia mai giocato. Meno positivo, invece, il ricordo più recente legato al Tottenham, ovvero il club di cui è stato una bandiera, “che si è rifiutato di darmi i biglietti per la partita contro il Real Madrid, anche se avrei dovuto vederla insieme con gli altri ex giocatori”.
WAYNE ROONEYWAYNE ROONEY

Ora il suo piano di rinascita passa attraverso il lavoro, così da sfuggire a quella noia che è pericolosa per lui almeno al pari della bottiglia. “Ho perso un sacco di offerte lavorative perché la gente pensava che fossi malato, ecco perché – conclude Gascoigne rivolgendosi al giornalista del tabloid –. Voglio che tu scriva che ora sembro Don Johnson di Miami Vice con gli addominali di Sylvester Stallone”.
ROONEY E GIGGSROONEY E GIGGS

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