giovedì 27 novembre 2014

GALLETTI GONFIATI - L’EX RUGBISTA BÉNÉZEC SVELA IL LATO OSCURO DELLA PALLA OVALE IN FRANCIA: CENTINAIA DI CASI DI ATLETI POMPATI E ABUSO DI ANABOLIZZANTI E CORTICOSTEROIDI PER SOPPORTARE IL DOLORE

Bufera sul rugby francese dopo il libro di Bénézech - L’ex pilone della nazionale francese documenta diversi interventi di manager di grandi squadre che hanno rimesso in gioco d’autorità atleti che il medico sociale voleva far uscire dal campo. Ora la questione è in carico al Ministero dello Sport?...

Marco Bonarrigo per il “Corriere della Sera

Laurent BénézechLAURENT BÉNÉZECH
Nella forma, nulla a che vedere col «caso Festina», l’operazione di polizia che nel 1998 umiliò il ciclismo transalpino mettendone a nudo la totale dipendenza dal doping. Niente manette o perquisizioni-spettacolo: la bufera che si sta abbattendo sul rugby francese si gioca per ora tra raffinati libri d’inchiesta e commissioni parlamentari. Ma è forte, come nel 1998: al contrario del ciclismo (arena sportiva da sempre ambigua) al rugby la maggior parte dei genitori francesi affiderebbe volentieri i propri figli per formarli come atleti e uomini.
 
Laurent BénézechLAURENT BÉNÉZECH
A demolire un quadro che ritiene posticcio, è Laurent Bénézech, ex giocatore di alto livello, pilone del XV di Francia, fondatore (rinnegato) del primo sindacato atleti (Provale). Questo mese la sua guerra contro il rugby «malato» ha conseguito due vittorie importanti. Il successo in una causa per diffamazione promossa contro di lui da 134 giocatori professionisti e l’uscita di «Rugby, dove sono i tuoi valori? Un giocatore rompe l’omertà», volume di 364 pagine (Editions La Martinière) che mette a nudo il problema.
I rugbisti francesi non sono più quelli di una volta, sostiene Bénézech. Ed è prima di tutto nei loro muscoli che qualcosa non va.

Laurent BénézechLAURENT BÉNÉZECH
Spulciando migliaia di schede mediche, Bénézech scopre che nel 2005 una terza linea del Top 14 (il campionato nazionale) pesava 105 chili, oggi in media 115,2. Nelle foto comparative che ci mostra in un bistrot di Avenue Hoche, spicca non solo la trasfigurazione fisica di alcuni atleti, ma anche la radicale trasformazione di altri (nel libro cento esempi, con nomi e cognomi) dopo le sei settimane di «muscolazione» che la maggior parte dei club trascorrono (due volte l’anno) in sperdute località pirenaiche.

Un seconda linea samoana del Castres Olympiques passato da 108 a 129 chili in una sola stagione (le immagini del «prima» e del «dopo» sono sbalorditive), un nazionale, terza linea del Tolone, gonfiato da 90 a 106 chili.
 
Eifion Lewis-RobertsEIFION LEWIS-ROBERTS
Un «pompaggio» silenzioso. La grande famiglia del rugby transalpino si serve ancora abbondantemente della stessa tipologia di «preparatori-praticoni» espulsi dal ciclismo (spesso pagati a titolo individuale dagli atleti), non trasmette i parametri dei controlli ormonali all’Agenzia Francese Antidoping ed effettua rari esami sul sangue. In compenso, i risultati di quelli sulle urine sono drammatici: nemmeno il culturismo riesce a fare peggio e il ciclismo (con un quarto di positività nel 2013) al confronto è uno sport pulitissimo.

I rugbisti, spiegano gli esperti interpellati da Bénézech, abuserebbero soprattutto di ormone della crescita e anabolizzanti e farebbero uso massiccio di corticosteroidi per contrastare il dolore del sovrapporsi di match sempre più tirati. Anche i controlli sui prodotti «monitorati ma non proibiti» offrono risultati record.

Eifion Lewis-RobertsEIFION LEWIS-ROBERTS
Antidolorifici pesanti come il tramadolo, sempre maggiore deriva verso la cocaina (che viene cercata solo in competizione e non dal lunedì al mercoledì, il giorni del cosiddetto «doping festivo») per sostenere fatica e stress: nel libro alcuni casi drammatici di giocatori giovanissimi. E quello del capitano del Rc Toulon, il gallese Eifion Lewis-Roberts nel 2012 positivo addirittura alla morfina dopo la finale di campionato. Era, forse non a caso, reduce da una complicata operazione al ginocchio.

Squadra e lega lo difesero a tutto campo. Stress e fatica aumenteranno se passerà il progetto della Ligue Rugby di allungare i match di Top 14 dai 40 minuti attuali per tempo ai 50 per accontentare un pubblico sempre più numeroso (siamo vicini ai 3 milioni di spettatori, il doppio del 2003) ma anche sempre più affascinato a un rugby da combattimento.
Eifion Lewis-RobertsEIFION LEWIS-ROBERTS

Una Lega contraria all’introduzione di un medico «terzo» in campo che possa mandare in panchina un giocatore in seria difficoltà fisica. Bénézech documenta diversi interventi di manager di grandi squadre che hanno rimesso in gioco d’autorità atleti (in evidente stato confusionale) che il medico sociale voleva far uscire dal campo. Ora la questione è in carico al Ministero dello Sport. Cambierà qualcosa? 

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