martedì 25 novembre 2014

FERGUSON, AGENTE NON INCRIMINATO: LE CITTÀ IN RIVOLTA.
POLIZIOTTO FERITO DA SPARI, EDIFICI IN FIAMME





































Usa, agente non incriminato. Caos e disordini in molte citt. Poliziotto ferito da spari

Darren Wilson non sarà incriminato. Il Gran giurì ha deciso che nel caso del poliziotto che il 9 agosto scorso sparò e uccise il diciottenne nero Mike Brown a Ferguson, nel Missouri, non ci sono prove sufficienti per il rinvio a giudizio. Una decisione che si rincorreva da giorni, soprattutto dopo che il governatore dello Stato, Jay Nixon, aveva dichiarato lo stato di emergenza e allertato la Guardia nazionale, ma che ha comunque colto di sorpresa la comunità di 21mila abitanti, di cui i due terzi afroamericana.  La decisione ha scatenato caos e proteste in diverse città americane.Un poliziotto è stato ferito a colpi di pistola a University City, un sobborgo di St. Louis vicino Ferguson. L'annuncio. «È stata fatta un'indagine completa», ha detto il pubblico ministero Robert McCulloch nell'annunciare la scelta fatta dai 12 giurati. «Il nostro Paese è basato sullo Stato di diritto e dobbiamo accettare il fatto che questa è stata una decisione del Gran giurì», ha detto il presidente americano Barack Obama, intervenuto a sorpresa in diretta tv, esortando ancora una volta i manifestanti a protestare pacificamente e invitando la polizia a «mostrare moderazione». «Non ci sono scuse per la violenza. I progressi non si fanno lanciando bottiglie», ha proseguito il presidente. Obama ha però sottolineato come quella di Ferguson sia «una questione che riguarda tutta l'America, una questione reale. C'è una profonda sfiducia tra la polizia e la comunità afroamericana. E questa - ha spiegato il presidente americano - è l'eredità di una lunga storia di discriminazione nel nostro Paese. È necessario riconoscere come la situazione di Ferguson parla all'intero Paese e mostra le più ampie sfide che noi ancora affrontiamo come nazione». Intanto il ministro della Giustizia, Eric Holder, ha dichiarato che «il dipartimento va avanti con la propria inchiesta sull'uccisione di Brown e sulle accuse alla polizia di ricorrere a presunte politiche e pratiche incostituzionali». La reazione della famiglia della vittima. All'annuncio del procuratore, la famiglia Brown si è detta «profondamente delusa per il fatto che l'assassino di nostro figlio non dovrà rispondere delle sue azioni». Poco dopo, le dichiarazioni dello stesso agente Wilson, il quale nel ringraziare coloro che gli sono stati vicini, si è scagliato contro i media dicendo che quello che avrà da dire lo dirà al momento opportuno. Diversi edifici in fiamme: "Peggio di agosto". Almeno una dozzina di edifici sono in fiamme a Ferguson, in Missouri, dopo i disordini scoppiati nella notte tra lunedì e martedì. Lo ha detto il capo della polizia della contea di St.Louis, Jon Belmar, che afferma di avere udito almeno 150 colpi di arma da fuoco. È probabilmente peggio rispetto agli incidenti di agosto, ha precisato Belmar. Da Obama appello alla calma. Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama chiede ai manifestanti a Ferguson di esercitare moderazione, dopo la decisione del Grand Jury di non incriminare il poliziotto che il 9 agosto scorso uccise il giovane afroamericano Michael Brown. «Siamo una nazione fondata sullo stato di diritto - ha detto Obama, mentre nella cittadina del Missouri esplodeva la rivolta contro il verdetto del Grand Jury e la polizia era costretta a intervenire con i lacrimogeni contro i manifestanti che lanciavano sassi e bottiglie - Dobbiamo accettare la decisione del Grand Jury». Le proteste e i disordini. Un poliziotto è stato ferito a colpi di pistola a University City, sobborgo di St. Louis, vicino Ferguson, dove sono in corso violente proteste dopo la mancata incriminazione dell'agente che uccise il 18enne afroamericano Mike Brown. Nonostante i ripetuti appelli alla calma, a Ferguson sono stati segnalati diversi tafferugli tra le forze dell'ordine e un gruppo di manifestanti che ha assalito un'auto vuota della polizia spaccando vetri e parabrezza. La decisione del Gran giurì ha subito provocato le proteste non solo a Ferguson, ma nella principali città americane. Da New York, a Seattle, Los Angeles, Chicago, Cleveland, Oklahoma City, Oakland e Pittsburg, l'America sta rivivendo lo stesso scenario di rabbia scoppiato dopo l'uccisione di Trayvon Martin, 17enne nero freddato da una guardia volontaria il 26 febbraio di due anni fa, a Sanford, un sobborgo di Orlando, in Florida.


http://www.leggo.it/NEWS/ESTERI/ferguson_disordine_ucciso_poliziotto_ferito_proteste_nero/notizie/1030916.shtml

Nessun commento:

Posta un commento