venerdì 28 novembre 2014

Ebola. Gino Strada: “La cura c’è, è il sangue dei contagiati sopravvissuti”

ebola-Redazione-  Con il cuore accanto al "suo" medico contagiato. Con il corpo tra i tanti malati, "che ancora non riusciamo a salvare".
Anche se oggi, dopo mesi di paura e allarme, una prima certezza sembrerebbe esserci. Ed è, per certi versi, molto sorprendente. La miglior cura per Ebola, o almeno quella considerata "più promettente" dall'Organizzazione mondiale della Sanità, è il sangue dei malati che sono riusciti a sconfiggere il virus.
 A spiegarlo, dalle colonne di Repubblica, è Gino Strada, medico e fondatore diEmergency, che in una lunga intervista al quotidiano ha fatto chiarezza sulle condizioni del medico italiano contagiato, ora ricoverato all'istituto Spallanzani di Roma, e ha provato a sfatare qualche falso mito. 
Il primo pensiero di Strada, naturalmente, è andato al collega contagiato. Collega con il quale, fino al giorno del rientro, ha lavorato fianco a fianco nel centro di Lakka, in Sierra Leone.
 "Lo rivoglio qui, rapidamente. È uno tosto, un medico molto rigoroso e preparato. Sono tanti, tra quelli che ha curato – ha raccontato Strada – ad avermi chiesto notizie in queste ore". I due medici si sono già sentiti al telefono e, ha confessato il fondatore di Emergency, il tono del dialogo non è stato per nulla dismesso. "Gli ho detto di non pensare neppure per un momento di essere in vacanza. Gli spedirò il lavoro, i dati via computer, in reparto a Roma, perché metta in ordine le statistiche. Gli ho detto di sbrigarsi a rimettersi in piedi – ha spiegato – abbiamo bisogno di lui perché qui la situazione è drammatica”.
Anche nel dramma, però, i malati – o quelli che ce l'hanno fatta – non dimenticano chi li ha aiutati. "Sono pronti ad aiutarlo concretamente, con il loro sangue. Quando abbiamo chiesto aiuto lunedì – ha raccontato Strada – in tanti, sopravvissuti al virus, sono venuti in ospedale a donare il loro sangue. È ricco di anticorpi. L’abbiamo spedito sullo stesso volo che ha riportato il nostro medico a Roma, servirà a curarlo”. Quindi, il passaggio sulle cure: "Il plasma di chi è sopravvissuto al virus è considerato dall’Organizzazione mondiale della sanità il metodo più promettente". 


http://www.articolotre.com/2014/11/ebola-gino-strada-la-cura-ce-e-il-sangue-dei-contagiati-sopravvissuti/

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