lunedì 10 novembre 2014

E' morto Roberto Murolo
la voce di Napoli


Il cantante, ammalato da tempo, è morto nella notte nella sua casa
al Vomero all'età di 91 anni. A lui si deve mezzo secolo di melodie

Oggi la camera ardente nella cappella Palatina del Maschio Angioino
I funerali domani alle 9.30 nella Basilica di San Ferdinando

NAPOLI - E' morto nella notte Roberto Murolo, la "voce" di Napoli. Il cantante, 91 anni, malato e costretto per problemi respiratori e cardiaci a rimanere a casa da tempo, si è spento nella sua casa al Vomero, a Napoli, circondato dai suoi parenti più stretti. I funerali saranno celebrati domani, alle 9.30, nella basilica di San Ferdinando - la cosiddetta "chiesa degli artisti", mentre oggi invece verrà allestita una camera ardente, a partire dalle 13.30,
nella cappella Palatina del Maschio Angioino. A fine mattinata è prevista inoltre una visita della Giunta comunale, guidata dal sindaco Rosa Russo Iervolino, nell'abitazione di Murolo a via Cimarosa.

Lo scorso anno, in occasione del suo novantesimo compleanno, proprio il sindaco Rosa Russo Iervolino ed il presidente della Regione, Antonio Bassolino gli fecero visita a casa perché Murolo era impossibilitato a raggiungere palazzo San Giacomo, sede del Comune, come era in un primo momento previsto, per una cerimonia pubblica di auguri. Le condizioni di salute dell'anziano artista hanno subito un progressivo peggioramento a partire dall'ultimo mese, anche se aveva conservato sempre una notevole lucidità mentale. Riceveva in casa amici ed artisti che gli andavano a far visita, tra i quali Renzo Arbore che non mancava mai di incontrarlo ogni volta che si trovava a Napoli.
Figlio del grande compositore Ernesto Murolo, Murolo era nato a Napoli il 23 gennaio 1912. Di lui si comincia a parlare a partire dal 1939 quando comincia a girare l'Europa con il quartetto Mida. Ma la carriera vera e propria la inizia nel 1946. E' l'epoca dei primi concerti e delle prime incisioni discografiche. Un successo pieno ed immediato consente a Murolo di affermarsi subito come uno dei più interessanti talenti musicali, non solo della canzone napoletana ma di tutta la canzone italiana.

Murolo, che in quel periodo - siamo nel 1950 - appare anche come attore nel film "Catene", sfrutta per aumentare a dismisura la sua notorietà nel solo la radio ma anche la televisione, la cui diffusione nelle case degli italiani aumenta ogni giorno di più. L'artista incide numerosi dischi singoli a 78 giri e realizza poi l'antologia "Napoletana", in cui compaiono 12 canzoni scelte da brani della canzone partenopea che vanno dal XIII secolo ai suoi giorni. E' quello il suo primo straordinario successo discografico che lo consacra artista di massimo livello.

La seconda fase della sua carriera inizia nel 1990 quando pubblica l'album "Na voce 'na chitarra" e nel 1992 esce con una nuova raccolta dal titolo "Ottantavoglia di cantare", con il quale festeggia il suo ottantesimo compleanno. In questa fase incide canzoni anche con importanti interpreti della canzone italiana - fra i quali Fabrizio De Andrè, Enzo Gragnaniello e Mia Martini. Il suo sodalizio artistico con Renzo Arbore, già cominciato da diversi anni, si cementa sempre di più proprio in questa fase della sua carriera. Con Gragnaniello e Mia Martini nel 1993 incide l'album "L'Italia è bbella".

Nel 1995 pubblica il disco "Anima e core" e nel 2002 "Ho sognato di cantare", l'album che chiude la sua lunga attività di autore ed interprete. Nel 1995 Roberto Murolo riceve dal Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, l'onorificenza di Grand'Ufficiale della Repubblica per i meriti artistici di una vita dedicata alla musica.

"Se n'è andato un maestro, un caposcuola. E soprattutto ho perso un amico, l'uomo che mi ha insegnato tutto". E' il commento addolorato di Renzo Arbore alla notizia della scomparsa dell'amico. Arbore racconta di averlo incontrato il mese scorso. "Era come sempre lucido, anche se nel fargli visita mi resi conto che le sue condizioni fisiche erano ulteriormente peggiorate e che non avrebbe potuto resistere a lungo". "Mi piace ricordare - dice ancora Renzo Arbore - che nonostante la malattia ne avesse minato la fibra, fino a due anni fa cantava in pubblico. Ed in casa, la musica lo ha accompagnato in pratica fino alla fine".
"La mia tristezza - conclude Renzo Arbore - per la perdita dell'amico viene stemperata dalla consapevolezza che le opere di Murolo rappresentano quanto di più importante sia stato fatto nella storia della canzone popolare italiana".

(14 marzo 2003)


http://www.repubblica.it/online/spettacoli_e_cultura/murolo/murolo/murolo.html

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