venerdì 21 novembre 2014

E Il sindaco di Ottaviano inventò anche il "Cenone Civico". Ecco l'eredità di Augusto

L. Alma Tadema, Festa della vendemmia, particolare
L. Alma Tadema, Festa della vendemmia, particolare
Un cenone con tutti i cittadini, poveri e non. Un'altra idea originale, dopo quella delle tessere per gli sconti. Grande è l'attesa, anche fuori Ottaviano. Dove si terrà il cenone? L'Expo2015 è stata informata? Lo spirito di Augusto.

Questo testo è la fedele trascrizione di un colloquio telefonico tra il sottoscritto e il dott. Carmelo Mosca, sindaco di Atejano Osca, che chiedeva informazioni sulla iniziativa del sindaco di Ottaviano, e cioè dell’avv. Luca Capasso.

Dottor Mosca, credo che l’abbiano informato male. Il manifesto del sindaco di Ottaviano è puntuale e chiaro. In nome di un nobile principio: “nessuno deve sentirsi solo”, l’avv. Capasso propone ai cittadini questo cenone di Natale. Tutti vi sono invitati. Poveri, meno poveri e non poveri. I poveri non pagheranno nulla, gli altri contribuiranno con dieci o con venti euro, a seconda dei mezzi: certificati non dalle chiacchiere, ma dall’ “Isee”.

Dunque, dott. Mosca, non è una cena pubblica solo per poveri, come qualche “bacchettista” le ha comunicato: a Ottaviano può cadere tutto, ma non lo stile. C’è rispetto per la solitudine, per la malattia, per gli infelici, per la povertà. Venga a vedere: le capiterà di non riuscire a distinguere i poveri da quelli che poveri non sono. Lei giurerà, indotto dal taglio del vestito e dal rolex, che il signorpincopallo è un ricco: e invece può essere un nullatenente con tanto di prova Isee. E’ un evasore fiscale ? Ma che dice, dottor Mosca?

E’ modestia, è riservatezza, è rispetto degli altri. Fatevi poveri tra i poveri, ammoniva San Francesco di Sales: a Ottajano , dai tempi di San Paolo, c’è sempre stato qualcuno che ha scelto come regola di vita questo principio filosofico: la ricchezza va nascosta, dissimulata, negata perfino. Per non creare disagio e imbarazzo.
Men che mai è un cenone elettorale, come ha malignato qualche maligno. E’ il certificato Isee che bisogna presentare, non la tessera di partito: intorno alla tavola prenderanno posto convitati di destra, di sinistra e di centro, perché questo è il “mos” del sindaco di Ottaviano, e cioè dell’avv. Capasso, checché ne dicano gli invidiosi. Checché.

Questa è la risposta che egli dà – sonora come un papagno – a quei dementi che l’accusano di populismo. Sono d’accordo con lei, dottor Mosca: questa del cenone è un’idea geniale. Tra i suoi primati il sindaco, e cioè l’avv. Capasso, può annoverare anche questo: aver inventato il “ cenone civico”. Sarebbe opportuno dar notizia di questa novità, destinata a modificare la cultura politica e quella del banchetto, all’ Expo2015: voglio vedere se lor signori hanno il coraggio, davanti a una iniziativa di tale portata, di tenerci fuori dai circuiti dell’evento milanese. Lei mi domanda, dott. Mosca: chi dà suggerimenti così preziosi al sindaco?

E io le rispondo: non lo so. Può darsi che certe idee zampillino dalla sua stessa mente, può darsi che gli stimoli gli vengano da un richelieu, da un mazzarino. In verità ho cercato di capire chi è il consigliere più ascoltato: ma è difficile decifrare gli indizi, che sono pochi e per di più si accavallano. Ho studiato le camminature, perché, come lei sa, i richelieu camminano in un certo modo, ma è stato inutile: qualcuno mi suggerisce di studiare le borse, le cravatte e i modi di star seduto. Ma ne vale la pena?

In realtà, dottor Mosca, è lo spirito di Augusto che ancora aleggia e vibra nell’aria di Ottaviano e che ispira e detta: ieri le tessere per gli sconti – come non pensare alle tessere annonarie dispensate dall’imperatore (Suetonio, 40, 2)? – oggi il cenone di Natale, che mi costringe a ricordare un altro vanto di Augusto: “ Quanto agli spettacoli, superò tutti, per frequenza e grandiosità” (Suet. 43, 1). Che le hanno detto, dottor Mosca? Che Ottaviano ha due Patroni e una Compatrona? Ma chi è questo suo informatore? Ottaviano ha un solo Patrono, e una sola Compatrona, la Madonna del Carmine. In verità, se dipendesse da me, ogni quartiere di Ottaviano avrebbe il suo Patrono, il Patrono di Quartiere.

Sarebbe una festa senza fine. Ma non dipende da me. Ma perché fa queste domande, dottor Mosca? Dica la verità, e anche io le dirò la verità. Se lei ha intenzione di copiare il sindaco avv. Capasso, rifletta bene: Augusto, nella sua Atejano, non c’è mai venuto. Lo so, il prof. Zimarra, il vostro storico, dice che invece sì, Augusto è stato a Atejano: e lo dimostrerebbe, a parer suo, il fatto che da voi sono molto diffusi i nomi Ottavio e Augusto. E allora? Ha notato quante persone oggi importanti, dalla Sicilia alla Lombardia, si chiamano Matteo? E allora? Il Caso, dott. Mosca: non bisogna mai trascurare la potenza del Caso.

Alle altre domande non posso rispondere. Non ho elementi certi. Sì, i posti nella sala del cenone saranno solo 200. Poiché arriverà una valanga di richieste, il sindaco ha già pubblicato i criteri per individuare chi ha diritto alla precedenza. Ma chi resta fuori, non si perda d’animo: forse ci saranno altre occasioni. Forse. “Nessuno deve sentirsi solo” non soltanto a Natale, ma anche a Carnevale, a Pasqua, nelle feste patronali, e quando l’estate svuota la città. Ci sarà spazio per tutti, alle tavole dei “cenoni civici”. Quale sarà il menù? Quello della tradizione, suppongo. E poi, mi consenta, dott. Mosca, in un Cenone Civico è importante non ciò che sta nel piatto, ma l’idea. Ma il fine. Uno pensa al fine, e già si sente sazio.

Dove si cenerà? Non lo so. Se fosse il pranzo di Pasqua, lei avrebbe scelto la piazza principale? Ma no, dott. Mosca, mi consenta di dissentire: questa non è una sagra, è un Cenone Civico, suppongo che sia prevista la presenza anche del gonfalone del Comune. Duecento persone sedute a banchettare nella piazza principale della nostra città? C’è una chiesa, di fronte: e poi le automobili, un casino di traffico, da sopra, da sotto, da destra, da sinistra, da e per San Giuseppe, da e per Piazzolla, i fiumi, la puzza di benzina. I discorsi coperti dallo strombazzo. Vietare il traffico per quella sera ? Non si può: la piazza principale sta in un punto strategico. E poi le cucine, il servizio… E’ affare da ristorante.-- E qui finisce il colloquio telefonico con il sindaco di Atejano Osca.

Quale che sia il ristorante scelto per questa prima “ Cena civica di Natale”, avrei voluto suggerire che sui cartoncini con il menù, e nella sala, e all’ingresso ci fosse l’immagine di un veliero, poiché questa Cena Civica è veramente il segnale che è Ottaviano è partita. Poi ho pensato che il veder tanti velieri, anche se in fotografia, possa arrecare un qualche fastidio a chi è debole di stomaco. Perciò ritiro la proposta. A chi ha partorito l’idea della “Cena civica” dico: complimenti. Chapeau.
(Foto: L. Alma Tadema, Festa della vendemmia, particolare)




Autore: Carmine Cimmino



http://www.ilmediano.it/apz/vs_art.aspx?id=11112

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