martedì 18 novembre 2014

Censura e propaganda nella TV USA, l'accusa della giornalista della CBS

Sharyl Attkisson, giornalista della Cbs, lancia un j'accuse pesante nel suo ultimo libro "Stonewall". I media e le tv americane vengono messe all'indice. Leggiamo
Secondo la Attkisson, la decisioni su cosa pubblicare e cosa no, vengono prese da una ristretta cerchia di dirigenti di New York, legati all'establishment che ragiona e decide secondo criteri imperscrutabili e prevaricatori. «Ci chiedono di creare una realtà che coincida con quello che fa comodo credere a loro», denuncia la star della Cbs. E chi non si adegua, chi si ostina a fare il proprio lavoro di inchiesta liberamente, intepretando il ruolo di cane da guardia, viene emarginato, intimidito, escluso.

E' quel che è successo alla Attkisson non appena ha toccato temi sgraditi alla Casa Bianca. Messa subito all'indice, con corollari inaccettabili in democrazia, come il sistematico e impunito hackeraggio del suo computer da parte dei servizi segreti. Roba da Unione Sovietica, non da libera America.

Il quadro che emerge è quella di un mondo mediatico che tende ad assecondare le volontà dell'establishment anziché monitorarlo e sfidarlo. Il potere delle lobby è quasi assoluto eppure quasi mai descritto e men che meno denunciato dalla stampa. Le reti che contano a Washington non sono mai rivelate, certi temi scomodi e davvero importanti per la società Usa al più sfiorati, la ricostruzione dei grandi fatti della politica internazionale sempre monocromatca e conformista. Le penne che non si adeguano vivono sul web ma non trovano spazio in tv o sulle grandi testate.


http://www.tzetze.it/redazione/2014/11/censura_e_propaganda_nella_tv_usa_laccusa_della_giornalista_della_cbs/ 

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