domenica 30 novembre 2014

Carlo Palermo: io avevo visto giusto e vi spiego perche'


LA GRANDE TRAMA. L' INTERVISTA


------------------------- PUBBLICATO ------------------------------ L' INTERVISTA TITOLO: Carlo Palermo: io avevo visto giusto e vi spiego perche' - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - Carlo Palermo e' citato piu' volte nell' ordinanza dei magistrati di La Spezia. Con un riconoscimento piu' che lusinghiero nei confronti dell' ex collega: le sue inchieste, partite dalla Procura di Trento, hanno rappresentato una delle "poche occasioni" in cui si e' penetrati a fondo "nel tessuto connettivo" su cui poggiano le attivita' illecite di traffico d' armi. Nel frattempo Palermo ha lasciato la magistratura e ha avuto anche un' esperienza parlamentare. Cosa pensa, onorevole Palermo, dei riconoscimenti che le vengono dall' inchiesta spezzina? "Non possono non farmi piacere. Sia sotto il profilo piu' strettamente personale sia per gli spazi che aprono per arrivare a risultati concreti". I magistrati liguri riportano un articolo della Nazione secondo il quale Pierfrancesco Pacini Battaglia sarebbe intervenuto con una sua societa' per recuperare le casse di uranio imbarcate sul DC9 di Ustica. Il materiale radioattivo sarebbe stato venduto all' Irak e lei, nel corso delle sue inchieste, trovo' due fatture di 852 miliardi di lire ciascuna rimaste senza giustificazione... "Se tutte le ipotesi avanzate dalla Nazione venissero approfondite e confermate aprirebbero la strada a sviluppi interessanti. Per quanto riguarda la strage di Ustica ci sono delle connessioni che non fui in grado di documentare. Nella mia inchiesta ebbi occasione di imputare il direttore del Sismi di allora, Giuseppe Santovito e gli sequestrai un' agenda del 1980. Senza pero' intuirne a pieno il valore. E oggi quell' agenda so che e' al vaglio del giudice Priore. Mi limito a questo perche' non conosco gli atti dell' inchiesta spezzina. Ovviamente sono interessatissimo a capirne gli sviluppi perche' legati ad un episodio rilevante della mia storia personale, l' attentato organizzato contro di me a Trapani". Nelle sue indagini si e' mai imbattuto nella figura di Pacini Battaglia? "All' epoca no, solo successivamente. Parlo del ' 93 quando ero deputato trentino e mi occupai dell' alta velocita' ferroviaria che in Alto Adige riguarda il traforo del Brennero. Tra gli operatori interessati alla progettazione trovai rapporti societari che portavano a Pacini Battaglia e a un tal Massimo Perotti. Non so se quest' ultimo sia legato da rapporti di parentela con il Perotti arrestato dai magistrati di La Spezia". Rese pubbliche quelle sue indagini? "Ne parlai diffusamente in Parlamento prendendo la parola in occasione della seconda richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti di Bettino Craxi per le tangenti Enimont. E sottolineai gli interessi che esistevano attorno al business ferroviario". Si imbatte' in Pacini Battaglia anche in vicende piu' strettamente legate al traffico d' armi? "No. Pero' capii i rapporti tra Eni e banca Karfinco e tra quest' ultima e la banca araba Bcci, controllata dalla mafia pakistana e legata alle vendite illegali di armi fino al ' 90 ' 91". Lei si occupo' anche delle aziende a partecipazione statale del settore difesa, segnatamente l' Agusta... "L' Agusta svolse un ruolo chiave. Le mie indagini si bloccarono sulle forniture militari italiane all' Argentina, usate come contropartita alla costruzione della metropolitana di Buenos Aires. Partendo dalle esportazione dell' azienda Efim mi imbattei nel ruolo di Craxi e mi costo' l' arresto dell' inchiesta. Successivamente i colleghi del pool Mani pulite fecero luce sul ruolo strategico che il business della metropolitana milanese svolgeva nel sistema ambrosiano delle tangenti e nei finanziamenti al Psi". Nell' ordinanza di La Spezia si cita anche l' indagine condotta dal procuratore di Roma Maria Cordova nei confronti dei responsabili dell' Oto Melara e della Snia. Il provvedimento venne pero' avocato dal procuratore capo pro tempore Ugo Giudiceandrea. E proprio lei in precedenza aveva fatto arrestare il figlio di Giudiceandrea, Bonifacio, nell' ambito della sua inchiesta sul traffico d' armi... "Devo ricordare che Bonifacio Giudiceandrea fu prosciolto da ogni imputazione. Detto cio' e' positivo che i magistrati di La Spezia abbiano ripreso in mano quel filone d' indagine. Perche' da li' potrebbero scaturire connessioni molto interessanti. L' episodio legato all' inchiesta della Cordova e' delicato e sulle sue dinamiche non si e' mai fatta luce. Eppure ritengo che sia uno dei piu' inquietanti misteri della nostra storia recente con connessioni governative di altissimo livello".
Di Vico Dario
Pagina 5
(22 settembre 1996) - Corriere della Sera

http://archiviostorico.corriere.it/1996/settembre/22/Carlo_Palermo_avevo_visto_giusto_co_0_96092213448.shtml

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