giovedì 27 novembre 2014

BRUNETTA A DAGOSPIA: “LA DESCRIZIONE CHE L'ELEFANTINO FA DI BERLUSCONI (SUCCESSORE DI KIM IL SUNG), COINCIDE CON IL SUO ANTICO SOGNO DI COMUNISTA, IL GRANDE PADRE, CHE TUTTO DISPENSA, NON SONO PIÙ IO CHE VIVO MA È STALIN CHE VIVE IN ME”

Renatino replica all’intervista di Ferrara al “Corriere”: “Non si accorge che, forse sciupato dai baci di Giuliano, Matteo è già decrepito, e si sono contagiati uno strano virus. Finiscono tutti i discorsi tirando in ballo Brunetta. Mai rispondendo nel merito a quel che egli dica o faccia”…

Lettera di Renato Brunetta a Dagospia

Caro Dago,
RENATO BRUNETTARENATO BRUNETTA
Giuliano Ferrara resta il genio che ha sempre dimostrato di essere. Gli piace esibirsi dovunque, e a richiesta, fa il fenomeno che invece della testa ha la lampada di Aladino. La sfreghi e appaiono meraviglie. In realtà appare il teatrino della sua immaginazione di Narciso.

All'opera sul “Corriere” di oggi c'è la coppia da Mille e una notte. Fabrizio Roncone funziona nei panni di Aladino che al telefono titilla la lampada. Il risultato è una raffigurazione così adulatoria di Berlusconi da risultare grottesca. È identico secondo lui a Kim Il Sung, il nonno dell'attuale despota della Corea del Nord. Naturalmente Silvio Il Sung è così incommensurabile da poter avere come unico degno cantore e interprete dei suoi desideri Giuliano Ferrara. In realtà la descrizione che l'Elefantino fa di Berlusconi coincide con il suo antico sogno di comunista, il Grande Padre, che tutto dispensa, non sono più io che vivo ma è Stalin che vive in me.
Giuliano FerraraGIULIANO FERRARA

Dopo di che Ferrara elegge Renzi a successore di Kim Il Sung. Non si accorge che, forse sciupato dai baci di Giuliano, Matteo è già decrepito, e si sono contagiati uno strano virus. Finiscono tutti i discorsi tirando in ballo Brunetta. Mai rispondendo nel merito a quel che egli dica o faccia. Così, una specie di Delenda Carthago catoniana.

Purtroppo il genio invecchia e si fa senile, caro Giuliano. Sergio Ricossa racconta un gustoso dialogo tra l'economista John Kennet Galbraith e il Presidente degli Stati Uniti Lyndon Johnson, per il quale Galbraith scriveva i discorsi sull'economia. Un giorno Lyndon Johnson, con un'oncia di volgarità da cow boy, si rivolse a Galbraith con queste parole: "Non hai mai pensato, Ken, che fare un discorso di economia è come pisciarsi giù nelle gambe: chi lo fa si sente bello caldo, ma tutti gli altri no". A dire la verità, non ti facevo così vecchio, ma un Nobel della pisciata calda lo meriteresti senz'altro.

Renato Brunetta


http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/brunetta-dagospia-descrizione-che-elefantino-fa-berlusconi-89552.htm

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