venerdì 21 novembre 2014

BOLDRINI SVELA LA SUA NATURA ANTIDEMOCRATICA SU TWITTER: E’ PASSATO INOSSERVATO UN MESSAGGIO DI APPOGGIO DELLA “SEDICENTE” PRESIDENTA AL NUOVO ORDINE MONDIALE. LEGGI E CAPIRAI PERCHE’ SI SPENDE COSI’ TANTO PER L’INVASIONE CLANDESTINA

Un sabato italiano qualunque sta svegliando dal torpore gli italiani che come San Tommaso, non credono, se non vedono.
Laura Boldrini, il Presidente della Camera del Parlamento italiano con il seguente tweet shock riporta tutti sull’attenti: “Nel processo costruzione #Europa resistenze a cedere quote sovranita’. Ma traguardo va raggiunto o prevarranno disgregazione e populismo.”
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Immediate le contestazioni forti, soprattutto di chi conosce il valore e il potere della Costituzione Italiana, così l’Avv Marco Mori interviene in merito richiama gli articoli della legge italiana: “Ribadisco per l’ennesima volta che la cessione di sovranità, costituzionalmente vietata ex art. 1 e 11 Cost., comporta la cancellazione della personalità giuridica dello Stato e costituisce un atto ostile contro di esso perseguibile ex art. 243 c.p. Invito dunque i Magistrati a procedere in tal senso.”
E’ da menzionare anche la missiva del 3 novembre 2014 con cui l’Associazione “Caino non tocchi mai più abele” ha posto all’attenzione del Consiglio e della Commissione Europea la questione dell’illegittima cessione della sovranità nazionale più volte sostenuta dallo scrivente e portata avanti con azioni sia civili che penali in collaborazione con “Salviamo gli Italiani“. Gli stessi pubblicano la replica dell’ufficio informazioni con il pubblico del Consiglio Europeo, nella sua semplicità, che ha lasciato di stucco in quanto ha confermato che i Trattati costituiscono “cessioni” di sovranità e che BCE tutela solamente la stabilità finanziaria.
L’associazione “Salviamo li Italiani”, spiega in realtà cosa è permesso dalla legge:” La Corte Costituzionale, con sentenza n. 238/2014, ha ribadito la superiorità dei principi fondamentali e dei diritti inviolabili dell’uomo sul diritto internazionale. Tra tali diritti fondamentali sono ovviamente ricompresi gli artt. 1, 5 ed 11 Cost.
In particolare, ai sensi dell’art. 1 Cost., la sovranità appartiene al popolo che la esercita nei limiti e nelle forme proprie del modello costituzionale. Questi limiti, fermo il riconoscimento dell’unità della Repubblica e del decentramento amministrativo di cui all’art. 5 Cost. (principio opposto all’accentramento di sovranità verso Bruxelles), sono sanciti nell’art. 11 Costituzione.Detta norma consente esclusivamente, in condizioni di parità con le altre nazioni, alla mere LIMITAZIONI di sovranità volte all’adesione ad ordinamenti sovranazionali che promuovano la pace e la giustizia tra i popoli. Fermo il vincolo di scopo e le condizioni di reciprocità, è in ogni caso chiarissimo che, come indicato nella lettera pubblicata, i Trattati UE costituiscono CESSIONI vietate di sovranità. Infatti l’Italia non si è limitata a contenere il proprio potere d’imperio ma ne ha ceduto l’esercizio a soggetti terzi a titolo definitivo.
Cedere la sovranità, esattamente come avverrebbe in caso di un’occupazione militare, significa necessariamente cancellare la personalità giuridica della nazione e sottoporre la stessa a “vincoli esterni” di carattere permanente che, nello specifico dei Trattati UE, riguardano anche le politiche monetarie ed economiche. Dette politiche sono oggi dirette alla stabilità finanziaria, come dichiarato nella missiva pubblicata, e non già al sostegno dell’economia reale e dell’occupazione.
Per questo “Salviamo gli Italiani” ha promosso un’azione civile la cui prima udienza si celebrerà a gennaio per fare si che la Corte Costituzionale possa finalmente dichiarare fuori legge la ratifica dei Trattati UE le cui regole hanno portato il paese in una violenta recessione dai costi sociali immani. La vittoria è alla nostra portata, sosteneteci iscrivendovi alla nostra associazione!
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La “sovranità” secondo Draghi
Nel linguaggio surreale e ipocrita dei tecnocrati europei si chiama“condivisione della sovranità”. In altre parole è la cessazione del nostro diritto ad autodeterminarci attraverso lo svuotamento di ruolo e competenze dei parlamenti nazionali.
Qualche giorno fa Mario Draghi, governatore della Bce, in un convegno all’Università di Roma, è stato chiaro: “La nostra esperienza mostra che la condivisione della sovranità nazionale è condizione necessaria per una fiducia duratura nel disegno del nostro comune viaggio europeo”.
Draghi ha detto, semmai ce ne fosse stato bisogno, che affinché l’Unione Europea sopravviva bisogna diminuire sempre di più il potere decisionale dei parlamenti a vantaggio di forme di governo condivise; con chi? Con lui ovviamente.
Il linguaggio dei tecnocrati e dei banchieri oltre che ipocrita, è anche illogico. Ogni condivisione impone una volontà, per la quale io condivido ciò che è mio solo se lo voglio con-dividere con qualcun altro; ma siccome a nessun cittadino europeo è stato chiesto se vuole condividere con Draghi ciò che è proprio, cioè la sovranità, se ne deduce che quella di cui parla Mr. Bce non è una condivisione ma un’usurpazione della sovranità; in altre parole, un esproprio del nostro stesso principio di cittadinanza.
Qualche giorno dopo, a Draghi ha fatto eco la Presidente della Camera Boldrini che, in un convegno sull’Europa e De Gasperi, ha dichiarato: “osservo con occhio critico (…) le resistenze di alcuni paesi a cedere quote della propria sovranità alle istituzioni comunitarie”, frase che pronunciata dalla seconda carica dello Stato garante della nostra sovranità, non è male.
I fautori della tecnocrazia militante ci spiegheranno che tutto ciò è inevitabile a causa dell’incapacità dei governi di risolvere i problemi strutturali dei singoli paesi. I fautori dell’umanitarismo internazionalista ci spiegheranno che il superamento degli egoismi nazionali è la condizione per un’Europa arcobaleno e solidale; insomma le solite chiacchiere.
La realtà è che quello di Draghi è l’esplicito annuncio della prossima liquidazione di quel principio di rappresentatività che è fondamento di ogni democrazia liberale.
Al “No taxation without representation”, che fonda le moderne democrazie con lo scopo di limitare il potere dello Stato e delle oligarchie, Draghi vorrebbe imporre una “Taxation without representation” trasformando 500 milioni di europei da cittadini in sudditi.
Ai parlamenti espressione di una volontà popolare vorrebbe sostituire forme di governo che nessuno ha scelto e composte da burocrati e banchieri per lo più oscuri e sconosciuti.
La democrazia rappresentativa si trasforma in questo modo, definitivamente, in una democrazia dei badanti .
Sorprende come nessun leader politico italiano o europeo abbia alzato una voce verso quella che è un annuncio di pre-pensionamento della politica.
L’Unione Europea conferma la sua natura intrinsecamente anti-democraticae autoritaria, lontana anni luce da quell’Europa dei popoli e dei cittadini sognata dai padri fondatori.
Essa è sempre più un socialismo finanziario basato su una burocrazia centralizzata di stampo sovietico e un’oligarchia del denaro che ha trasformato la libera economia di mercato nella schiavitù di una moneta-debito, esautorando i cittadini dal diritto di rappresentatività.
Torna attuale e profetico il discorso che, nel 1990, Margaret Thatcher tenne al Parlamento inglese contro l’adesione britannica all’euro e al progetto di unione europea prefigurato da Delors e benedetto dal sistema finanziario e dall’intera sinistra europea. In quel suo “No, no, no!” c’era la difesa della sovranità nazionale e della democrazia.

FONTE:

http://www.grandecocomero.com/boldrini-cessione-sovranita-twitter/

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