sabato 22 novembre 2014

Bnp Paribas/Bnl ribadisce: nessun interesse per Mps

di Francesca Gerosa





Bnp Paribas/Bnl ribadisce: nessun interesse per Mps
Bnp Paribas "non è coinvolta" nell'operazione di aumento di capitale di BancaMonte dei Paschi e in possibili cessioni di asset da parte dell'istituto senese. Fabio Gallia, amministratore delegato di Bnl, banca italiana controllata dal gruppo francese, oggi ha spento di nuovo le voci di un possibile interesse del gruppo d'oltralpe per la banca senese. "Siamo concentrati sul nostro piano industriale", ha precisato Gallia. Peraltro un primo tentativo di matrimonio tra Mps e Bnl fallì alla fine degli anni '90 dopo la privatizzazione della banca di via Veneto.

Già ieri Santader ha negato un suo possibile interesse per Mps. La lista dei "no" ormai è lunga: Ubi banca, Intesa Sanpaolo e Unicredit si sono già defilate, anche se oggi il presidente del consiglio di gestione, Gian Maria Gros-Pietro, non ha escluso che Ca' de Sass possa prendere in considerazione qualche asset che Rocca Salimbeni potrebbe vendere.

Un dossier da prendere comunque con le pinze visto che, dopo le dichiarazioni di Gros-Pietro, l'ad di Intesa, Carlo Messina, ha precisato che è "difficile" immaginare un interesse per eventuali asset che possono essere messi in vendita da Mps e Carige. "Ho già fatto dichiarazioni generiche", ha ricordato, "sui settori cui siamo interessati, cioè private banking, asset management e assicurativo. Mps mi risulta che abbia già messo in combinazione con altri elementi l'asset management e l'assicurativo, mentre nel private banking non ha una banca segregata che sia possibile acquistare".

Intesa Sanpaolo guarderà però a tutte le opportunità: "quando e se ci saranno offerte di asset sul mercato", ha aggiunto Messina, "noi le valuteremo, tenendo conto che quelli sono gli unici settori in cui il gruppo in questo momento è interessato a crescere". Sia Unicredit sia Intesa Sanpaolo non parteciperanno al consorzio di garanzia dell'aumento di capitale che Mps dovrà lanciare per coprire il deficit di capitale emerso dagli stress test della Bce (2,1 miliardi di euro).

Oggi è in programma un cda di Mps che dovrà decidere l'importo della ricapitalizzazione. Nei giorni scorsi la banca aveva specificato che la copertura del deficit sarebbe stata "integrale", attraverso, appunto, un aumento di capitale. Secondo fonti vicina all'operazione, l'ordine di grandezza dell'operazione sarà pari a 2,5 miliardi euro contro un'attuale capitalizzazione di mercato di 3,4 miliardi di euro.

Non è ancora chiara la tempistica dell'operazione che, rispetto alle attese, potrebbe slittare al secondo trimestre 2015 in modo che l'aumento di capitale venga effettuato una volta approvato il bilancio 2014. Non è poi ancora chiaro se la ricapitalizzazione comprenderà il diritto di opzione.

Se fosse così, circa il 20% dell'importo risulterebbe coperto dagli attuali soci stabili di Mps, alcuni dei quali, Fondazione Mps (2,5%), Fintech (4,5%) e Btg Pactual (2%), hanno sindacato le loro quote in un patto, che non impegna le parti a partecipare pro-quota a nuove operazioni, ma è prevista la possibilità di emendare il patto. Tra i soci stabili anche Axa con il 3,7%, che ha già fatto sapere che parteciperà al nuovo aumento di capitale, poi ci sono le quote in capo ai fondi di Ubs (3,4%) e ad altri fondi.

Oltre ai mezzi freschi, Mps ha intenzione di rafforzare ulteriormente il capitale con alcune cessioni. Quella Consum.it e delle filiali estere erano già state previste nel piano industriale approvato dalla Ue. Un contributo consistente potrebbe arrivare da uno swap dell'attuale bond Tier 1, circa 400 milioni ma dal 2016 non computabile interamente a patrimonio, con un bond AT1 interamente computabile al capitale.

Gli analisti di Exane Bnp Paribas hanno stimato un apporto di capitale positivo tra 100 e 250 milioni. Mentre dalla vendita del 10% di Anima potrebbero arrivare 110-120 milioni. Il contributo derivante dalle cessioni potrebbe quindi portare il rafforzamento patrimoniale a 2,8 miliardi circa. Sul tavolo del cda di Mps ci sarà anche l'offerta da 10 miliardi di euro formulata dai cinesi di Nit Holding, confermata ieri dal rappresentante legale e su cui la Consob ha acceso un faro per "potenziale elemento di turbativa".

In attesa che il cda si riunisca alle 18.00 di questo pomeriggio a Piazza Affari il titolo Mpsrimbalza ancora del 5,85% a 0,688 euro. "Il management cercherà di lanciare un segnale forte agli investitori, intervenendo con decisione per colmare il gap patrimoniale emerso dai test europei e delineando una strategia che contempli la razionalizzazione dell'attivo e l'ulteriore rafforzamento dei ratio patrimoniali", hanno previsto gli analisti di Icbpi (rating neutral e target price a 1,10 euro confermati sul titolo).


http://www.milanofinanza.it/news/bnp-paribas-bnl-ribadisce-nessun-interesse-per-mps-201411051259208181

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