mercoledì 19 novembre 2014

BLA  BLA BLA...

Io mi domando quando è che il corpo umano è diventato una vergogna, insieme a tutte le attività ad esso connesse; non per difendere le Femen, ma quello messo in atto è un gesto di valore simbolico, personalmente lo interpreto come un " voi mettete la religione dove non dovrebbe stare, nell'intimo delle persone, nella sfera dell'individuo, il che equivale ad una sorta di stupro ideologico". Provocatorio, eccessivo, ma l'obiettivo è attirare l'attenzione.

Sara Fabrizi

Molto interessante questo dibattito sulle Femen e sulle risposte alle Femen. Può esserci talora l'integralismo di un'azione, e in risposta un integralismo della reazione che, anche quando finisce per favorire la prima (due poli opposti si attraggono proprio per questo), si scopre in molti casi comunque necessario. Forse sono state d'altro canto le deviazioni, più che le rivoluzioni (ne abbiamo davvero mai avute?), a fare davvero la storia italiana; deviazioni da un generalizzato sentire opprimente, più o meno sotterranee o silenziose, che ci dividono nel profondo dalle risposte sul campo, un fronte o una piazza, di un francese, di un americano o di un inglese. Da noi c'è stato meno spargimento di sangue, e questo è sempre un bene, ma c'è stata anche una minore vocazione a combattere per un'idea costi quel che costi. E questo può rivelarsi un male.

Massimo Arcangeli


Hai ragione, dipende da cosa intendiamo per pacifismo: per me è pacifismo non ricorrere alla violenza fisica e ovviamente alla guerra organizzata. Se nel contesto di una 'lotta', non di una scampagnata, tu vuoi definire violenta una donna che mima un atto sessuale con un pezzo di legno, allora spiegami in che modo un oppresso dovrebbe difendersi. Tu condanneresti anche Gandhi, sappilo. Gandhi non è che faceva magie o convinceva la gente con la sua voce suadente. La disubbidienza civile è violenza. La persuasione è violenza psicologica. L'oppresso è diventato aggressivo, e dov'è il problema? Se tu ritieni 'il problema' meno urgente o meno grave o preferisci un'altra strategia puoi rispondere con metodi più pacati, ma ciò non significa che la tua percezione del problema o la tua strategia siano necessariamente quelle corrette.
Tra l'altro, secondo me, parlando di 'porcata' hai indicato qual è il cuore del problema. Sul 'mercificare' potremmo parlarne: mercificare significa trasformare in merce, ovvero oggetto di compravendita. Una persona che usa il proprio corpo per un ideale, mi sembra una cosa diversa. La base della libertà d'espressione è capire che se l'espressione altrui ci infastidisce, ciò non significa che è sbagliata, tantomeno che vada censurata. Questo in generale, figuriamoci all'interno di un contesto di lotta. Luttazzi riassunse molto bene con queste parole: "Se non incontri mai qualcosa che ti offende, significa che non vivi in una società libera." E io lo condivido appieno.


Lutero Strillo Blessini

A me non sembra pacifica una persona che si struscia su un crocifisso! O vogliamo definire pacifismo tutto ciò che non comprende un omicidio? Il loro è un modo aggressivo di rivendicare un diritto. Sulla plausibilità del diritto nulla da dire, il modo lo trovo osceno e persino cretino, perché stanno facendo il gioco degli oppressori stessi, ovvero mercificare il corpo femminile per ottenere ciò che si potrebbe ottenere in altro modo. Io, come donna, non condivido l'abuso del proprio corpo in questo modo. Da cittadina ed essere umano la trovo una porcata. Poi, è solo il mio modesto parere, siamo qui per confrontarci.

Roberta Virgola


Nilde Iotti disse: "le donne che hanno cambiato il mondo non hanno mai dovuto mostrare niente, se non la loro intelligenza".

Roberta Virgola


Roberta, il parere che hai espresso, come minimo, ignora la dinamica oppressore-oppresso. Parli come se il singolo oppresso sia sullo stesso piano di potere dell'istituzione/cultura opprimente, ma ovviamente non è così. L'oppresso dovrà pur far qualcosa? Anche 'essere pacifisti' (tra l'altro quella delle femen è una lotta pacifica) non significa o non dovrebbe significare "ignorare il problema", anche perché fondamentalmente è il problema a non ignorare te.

Lutero Strillo Blessini


Io non mi sento offesa nel mio spirito religioso, ma comunque le ritengo fuori luogo. Parere personale, il mio, ma se ti lamenti dell'ingerenza dei poteri forti nella tua sfera personale, con che diritto vai in casa d'altri (in questo caso il vaticano)a fare come ti pare? È un po ' come dire che bombardi per portare la pace nel mondo!

Roberta Virgola


Bah sempre la solita storia dei due pesi e delle due misure: se io mi sento offeso nel mio sentimento religioso sono un bigotto e liberticida..

Andrea Andreone Costantini




Massimo Arcangeli Ma che Italia è mai questa?

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