venerdì 14 novembre 2014

Attentato a Di Matteo. La fuga di notizie su Galatolo è una rivelazione kamikaze

Grande Nino Di Matteo: "Prendiamo i mafiosi e corrotti a calci in culo"-G.C.- E' tesa, l'aria, a Palermo, dopo la fuga di notizie che ha visto protagonista il boss Vito Galatolo, fedelissimo di Totò Riina, reggente della cosca dell'Acquasanta e in cacere al 41bis. 
Era stato lui, infatti, a chiamareNino Di Matteo, il pm simbolo del processo della trattativa Stato-mafia, per chiedere di conferire con lui. Non voleva pentirsi, non ne aveva intenzione. Solo, voleva "togliersi un peso dalla coscienza": rivelare come il sostituto procuratore fosse bersaglio di un attentato organizzato da Cosa Nostra a Palermo, tramite tritolo, o a Roma, mediante bazooka o kalashnikov. L'esplosivo, a suo dire, era già giunto nel capoluogo siciliano, disseminato in vari locali e magazzini.
Subito sono partite le indagini: la dia si è mobilitata, si è cercato il tritolo, invano. Ci si è anche domandati perché mai Galatolo, tanto irriducibile quanto attendibile, abbia voluto avvisare Nino Di Matteo, rivelandogli i dettagli del summit di Cosa Nostra in cui si era decisa la sua eliminazione. E gli investigatori continuano a lavorare, non fosse che, ora, con la rivelazione della fonte, tutto rischia di crollare, le indagini di essere fortemente compromesse. Non si esclude che, a fronte della soffiata, la mafia abbia deciso di spostare il tritolo, vanificando gli sforzi della giustizia. Intanto, si presta particolare attenzione al mandamento dell'Acquasanta: qui vivono ancora la moglie e i figli di Galatolo che, dopo la rivelazione del nome del boss, stanno rischiando la vita.
Di fatto, quella verificatasi alla Procura è una fuga di notizie dalle caratteristiche auto-distruttive, una rivelazione "kamikaze".

http://www.articolotre.com/2014/11/attentato-a-di-matteo-la-fuga-di-notizie-su-galatolo-e-una-rivelazione-kamikaze/

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